EDITORIA. MANIFESTO: EMENDAMENTO PENALIZZA LE COOPERATIVE VERE
Roma, 15 gennaio 2009. È «grave e discriminatorio» e «penalizza le cooperative vere» l'emendamento al disegno di legge 1195 sulle attività produttive, «a firma dei senatori leghisti Cagnin e Mura», che «crea un regime speciale (e privilegiato) per i giornali di partito e per finte cooperative editoriali (come il Riformista, il Foglio, Libero), ripristinando solo per questi i contributi diretti». È quanto sottolinea in una nota il quotidiano 'il manifestò. Il quotidiano denuncia «il pericolo che venga varato uno statuto 'specialè per i giornali di indefiniti 'movimenti politicì e per i finti giornali cooperativi, mentre vengono mandate al macero 27 cooperative, tra cui tanti giornali 'storicì. Sarebbe non l'apoteosi dei giornali di partito, ma la miserabile morte della legge sull'editoria». 'Il manifestò chiede anche «un serio ripensamento e un impegno a ripristinare il diritto soggettivo per i veri giornali cooperativi, non profit e di veri partiti». «L'alternativa - conclude la nota - è la chiusura di 30 testate e una pagina nera della democrazia italiana». (ANSA).
MEDIACOOP: NO A CONTRIBUTI SOLO A GIORNALI PARTITO
Roma, 15 gennaio 2009. Tra gli emendamenti presentati in Senato al disegno di legge 1195, sul tema dei contributi pubblici all'editoria, «ve ne sono due che intendono ristabilire il diritto soggettivo solo per i giornali di partito e per quelli di ex movimenti politici, conservando - per loro - l'intero contributo che fino ad ora è stato a loro garantito». A sottolinearlo è Mediacoop, associazione cooperative editoriali e di comunicazione, che parla di «assurda e inaudita operazione». «Per i giornali delle vere cooperative di giornalisti e per quelli no profit - spiega Mediacoop in una nota - si andrebbe a riparto su risorse, già ora del tutto insufficienti, inesistenti, perchè assorbite totalmente dagli organi di partito e degli ex movimenti politici, giornali veri o presunti che siano. Qualora non fossero ritirati ma venissero approvati sarebbe una tale assurda ed inaudita operazione da non trovare parole per definirla. Il degrado della rappresentanza politica - conclude la nota - avrebbe veramente assunto dimensioni irreversibili». (ANSA).
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