Milano, 13 gennaio 2009. Alessandro Sallusti, a quanto apprende l'Adnkronos, lascia il quotidiano «L'Ordine» di Como e torna a svolgere l'incarico di condirettore al quotidiano «Libero» di Vittorio Feltri. «Con Sallusti -spiega Feltri- eravamo già d'accordo che sarebbe rientrato quando, dopo aver lanciato il suo quotidiano, lo avrebbe ritenuto opportuno. Questo momento è arrivato e quindi assumerà lo stesso ruolo di prima, con le stesse mansioni». Feltri spiega che il ritorno di Sallusti «è un reintegro che ripristina la gerarchia precedente. Un ritorno annunciato, tanto che avevo lasciato il suo ufficio intatto, ufficio che non è mai stato utilizzato da nessuno proprio perché sapevo che sarebbe rientrato». (Adnkronos)
Denuncia del Cdr: rientra Sallusti, ma cinque precari rischiano il posto.
Milano, 14 gennaio 2009. La direzione di Libero ha comunicato al Comitato di redazione del giornale il rientro di Alessandro Sallusti in qualità di condirettore della testata. Un ritorno che ci auguriamo possa contribuire alla riorganizzazione del lavoro e della struttura del nostro quotidiano visto che sarà proprio questo uno dei primi problemi da affrontare.
La direzione di Libero, infatti, contestualmente al ritorno di Sallusti, ha comunicato al Cdr anche la decisione di completare al più presto l’inserimento di Libero Mercato all’interno di Libero, operazione già avvenuta in tutta Italia ad esclusione di Roma e Milano. Un’operazione, è stato spiegato, che renderà la redazione di Libero Mercato sovradimensionata e, quindi, comporterà l’inserimento di parte dei redattori del dorso economico all’interno della redazione di Libero. La prima conseguenza, ha spiegato la direzione, sarà il possibile mancato rinnovo dei cinque contratti a termine in scadenza nei prossimi mesi.
Una decisione che crea molte preoccupazioni, soprattutto dopo il mancato rinnovo dei due contratti a termine di Libero Mercato. Sette persone in meno (per altro con stipendi assai ridotti) nel giro di pochissimi mesi rappresenterebbero un grave rischio di depauperamento per una redazione già ridotta all’osso. Anche a fronte di un rafforzamento della direzione, oltre che dei suoi costi.
Per questo il Cdr di Libero chiede all’azienda di aprire al più presto un confronto sul futuro e la riorganizzazione della testata e il mantenimento dei livelli occupazionali.
Il Cdr di Libero
FELTRI: “NESSUNA MINACCIA PER L'OCCUPAZIONE”.
Milano, 14 gennaio 2009. Non c'è nessuna «minaccia all'occupazione» e «tutto avviene nell'ambito delle regole dettate dal contratto» giornalistico. È questa la risposta del direttore di 'Liberò, Vittorio Feltri, al comunicato del Cdr che, mentre saluta il rientro di Alessandro Sallusti come condirettore della testata, si dice «molto preoccupato» per il possibile mancato rinnovo di cinque contratti a termine. Questa eventualità, dopo il mancato rinnovo di altri due contratti a termine in pochi mesi, per il Cdr rappresenterebbe «un grave rischio di depauperamento per una redazione già ridotta all'osso». «I contratti a termine - ha precisato il direttore di Libero - per definizione scadono e quindi, da sempre, o si rinnovano, se c'è bisogno e se si valuta che la persona sia idonea a ricoprire un determinato ruolo, oppure non si rinnovano e tutto questo avviene nell'ambito della regolarità, delle regole dettate dal contratto». «Dico questo - ha concluso Feltri - perché nel comunicato si dice che scadono cinque contratti e questo costituisce una minaccia per l'occupazione. No, non è così perché i contratti a termine terminano. Insomma, tutto qua». (ANSA).