Home     Cercadocumenti     Chi è     Link  

Cerca documenti
Cerca:
in:


Documenti
Attualità
Carte deontologiche
CASAGIT
Corte di Strasburgo
Deontologia e privacy
Dibattiti, studi e saggi
Diritto di cronaca
Dispensa telematica per l’esame di giornalista
Editoria-Web
FNSI-Giornalismo dipendente
Giornalismo-Giurisprudenza
  » I fatti della vita
INPGI 1 e 2
Lavoro. Leggi e contratti
Lettere
Ordine giornalisti
Premi
Recensioni
Riforma professione
Scuole di Giornalismo e Università
Sentenze
Storia
Tesi di laurea
TV-Radio
Unione europea - Professioni
  I fatti della vita
Stampa

RAPPORTO RSF.
Meno giornalisti
uccisi nel mondo
durante il 2008.
Drastico calo in Iraq

Parigi, 30 dicembre 2008.  Sono stati meno i giornalisti rimasti uccisi mentre svolgevano il proprio lavoro quest'anno rispetto al 2007, un calo dovuto al crollo del numero di morti in Iraq. E' quanto rivela un rapporto annuale dell'associazione di giornalisti Reporters sans frontières(Rsf), che ha base a Parigi. Sessanta giornalisti in tutto il mondo sono morti nel 2008, contro gli 86 del 2007, secondo quanto afferma il rapporto.


Il calo di incidenti però, aggiunge Rsf, non è segno di un miglioramento della libertà di stampa a livello globale. "Le stime potrebbero essere inferiori rispetto allo scorso anno, ma questo non dovrebbe mascherare il fatto che l'intimidazione e la censura sono divenuti più diffusi, anche in Occidente", si legge nel rapporto. "Il miglioramento quantitativo in certi indicatori è spesso dovuto al fatto che molti giornalisti vengono scoraggiati e si rivolgono a settori meno pericolosi, o vanno in esilio", ha aggiunto.


L'Iraq resta il paese che conta più vittime tra i reporter: ne sono morti 15 negli ultimi 12 mesi, un calo drastico rispetto ai 47 del 2007 e i 46 del2006.


Seguono Pakistan, Filippine e Messico nella lista dei paesi più pericolosi per i giornalisti, mentre il numero di morti in Africa è crollato a 3 quest'anno dai 12 registrati nel 2007.


Secondo il rapporto, sono stati meno quest'anno anche i giornalisti detenuti, soggetti a censura, rapiti, aggrediti o minacciati. Gli arresti sono arrivati quest'anno a 673, contro gli 887 del 2007, e 29


sono stati sequestrati rispetto ai 67 dell'anno scorso.


Ma l'osservatorio parigino afferma che censura e intimidazioni sono ancora molto diffusi, concentrandosi su Internet.


E' la Cina il paese in cui si verificano maggiormente atti di repressione sui dissidenti del web, seguita da Siria, Iran e altri 34 paesi. Complessivamente, sono stati arrestati quest'anno in Cina 38 reporters, molti in relazione alle Olimpiadi di Pechino. (Reuters)


 


 





Sito aggiornato al 5 febbraio 2025
Già editore/proprietario/direttore: Franco Abruzzo (3.8.1939-12.4.2025) Per qualsiasi informazione rivolgersi a Vittoria Abruzzo vittoria.abruzzo@gmail.com
© Copyright 2003-2025 Franco Abruzzo, successori e rispettivi titolari - Tutti i diritti riservati
Provider-distributore: Aruba.it SpA (www.aruba.it) - piazza Garibaldi 8 / 52010 Soci (AR)