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Stampa

LIBERAZIONE:
ARRIVA GRECO,
DOMANI
IN EDICOLA.

Roma, 15 gennaio 2009. Dino Greco esordisce come direttore di Liberazione e domani il giornale sarà regolarmente in edicola dopo tre giorni di assenza. Vicedirettore responsabile è Fulvio Fania. Inizia così il dopo-Sansonetti, licenziato dalla direzione di Rifondazione con un'operazione tutt'altro che indolore. Oggi il nuovo vertice ha incontrato il Comitato di Redazione del giornale che continua la propria protesta rivolta contro il partito che, secondo la rappresentanza sindacale, non avrebbe fornito chiarimenti sufficienti sull'ipotesi di vendita e sul futuro di Liberazione. La redazione continua lo stato di agitazione, applicando rigidamente il contratto nazionale di lavoro giornalistico. Dino Greco, sindacalista, si è presentato al Cdr e alla riunione di redazione tenendo un atteggiamento definito «low profile»: ulteriori valutazioni saranno fatte nel momento in cui il nuovo direttore presenterà il piano editoriale. Per il momento l'impegno prioritario è quello di recuperare copie in edicola e di fare del lavoro un tema chiave. (ANSA).


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LIBERAZIONE:
Sansonetti  licenziato
dalla direzione del Prc.
Il giornale in sciopero.
FULVIO FANIA
V.DIRETTORE
RESPONSABILE


 


di Sergio Cassini-ANSA


Roma, 12 gennaio 2009. Paolo Ferrero licenzia il direttore «eretico» di Liberazione, Piero Sansonetti, e accelera una scissione già annunciata. È la fotografia della riunione della Direzione del Prc, convocata proprio per chiudere la partita con il numero uno del quotidiano del partito. L'opposizione interna, che fa capo a Nichi Vendola e a Franco Giordano, si è dimessa in massa dal parlamentino dei neo comunisti, prefigurando in questo modo una spaccatura: non si è trattato solo di un gesto di solidarietà al giornalista, ma soprattutto di uno scontro politico su due opposte idee per il futuro della sinistra. Ferrero, uscito vittorioso dal congresso con una risicata maggioranza del 53%, punta a difendere l'identità politica del Prc, pur nel confronto aperto con gli altri spezzoni dell'ex Arcobaleno; Vendola guarda invece all'unità della sinistra, principio da difendere, malgrado l'ultimo naufragio elettorale.


Nel suo intervento in Direzione, il segretario ha sostenuto che non è in discussione la libertà del quotidiano, ma la scelta politica del suo direttore di schierarsi apertamente con la minoranza, in pratica di puntare alla scomparsa del Prc: «Tutto questo - ha detto Ferrero - è legittimo, ma non si può fare con i soldi del partito, anche perchè Liberazione ha accumulato un debito di tre milioni e mezzo di euro».


Vendola ha contestato da Bari, con una dichiarazione, i «metodi brutali» di Ferrero, dimettendosi dalla Direzione per protesta: «È un partito in cui non riesco più a riconoscermi». I toni del confronto hanno confermato una grande tensione, anche perchè lo stesso segretario ha ammesso che una scissione ora rischierebbe di distruggere il partito. Nei corridoi della Direzione è volata più volte, e con la stessa reciproca durezza, un'accusa infamante: «Stalinista». Più velate le accuse pronunciate dal palco, ma sempre alludenti agli orrori del socialismo reale. Così Giordano, poco prima di annunciare le sue dimissioni, ha accusato la maggioranza di «usare metodi ed argomenti che appartengono a tradizioni politiche e culturali del passato». La risposta del segretario è stata più diretta: «Stalinista io? È staliniano questo modo della minoranza di usare la storia per legittimare o delegittimare il gruppo dirigente del partito».


Alla fine, il voto ha sancito la vittoria di Ferrero e il conseguente allontanamento di Sansonetti. L'ordine del giorno della maggioranza ha ottenuto 28 voti su 33 presenti. Due gli astenuti. Tre voti sono andati ad un documento di Franco Russo, in difesa del direttore del giornale del Prc.


Il successore di Sansonetti sarà Dino Greco, sindacalista bresciano. Non essendo un giornalista dovrà essere affiancato da un vicedirettore iscritto all'albo, che la maggioranza deve ancora individuare. E Sansonetti? «Una situazione paradossale e un pò grottesca - replica poco dopo il voto della Direzione - Non hanno ancora trovato un giornalista che possa firmare il giornale... Mi dispiace molto, è la scelta di un partito che si sta rinchiudendo in una identità un pò sovietica». La spaccatura del Prc non potrebbe essere più evidente, malgrado che Ferrero, al termine della Direzione, abbia invitato i vendoliani a tornare sui loro passi. Ma l'appello è già caduto nel vuoto. Tutti gli occhi del Prc sono puntati ormai al convegno che la minoranza ha organizzato a Chianciano il 24 e 25 gennaio. Per ora è previsto solo un ampio confronto politico, ma tutti nel partito pensano che saranno le prove generali per la scissione.(ANSA).


E’ sciopero.


Roma, 12 gennaio 2009.  Domani Liberazione non sarà in edicola: i giornalisti del quotidiano hanno infatti proclamato uno sciopero in seguito alla decisione della direzione di rifondazione comunista di sfiduciare Piero Sansonetti. In più - spiega il cdr - non sono arrivati i chiarimenti richiesti riguardo ad una possibile vendita del quotidiano. Il successore di Sansonetti sarà Dino Greco, ma a lui dovrebbe essere affiancato un direttore responsabile dal momento che Greco non è giornalista e dunque non può firmare il giornale. Tuttavia il secondo nome ancora non c'è, come ha spiegato al cdr l'amministratore unico e tesoriere della Mrc spa (Società editrice del quotidiano del Prc) Sergio Boccadutri, auspicando di poterne dare annuncio già domattina. (ANSA).


LIBERAZIONE NON ESCE PER 48 ORE, FULVIO FANIA V.DIRETTORE RESPONSABILE.


Roma, 13 gennaio 2008. Fulvio Fania è il nuovo vice direttore responsabile di Liberazione, oggi non in edicola per uno sciopero proclamato ieri. Fania, già vaticanista del giornale di Rifondazione Comunista, affiancherà dunque il sindacalista Dino Greco che ha accettato l'incarico di direttore. Intanto per l'insediamento del nuovo vertice occorrono 48 ore: il direttore sfiduciato Piero Sansonetti non intende firmare il giornale oggi e domani e quindi la proprietà ha deciso di sospendere le pubblicazioni nelle giornate di domani e dopodomani. Ieri la direzione di Rifondazione Comunista ha cacciato Sansonetti al termine di un dibattito lacerante. La maggioranza del partito ha quindi ufficialmente incaricato Dino Greco, componente del direttivo nazionale della Cgil, di guidare il giornale. Tuttavia, non essendo Greco giornalista, bisognava procedere alla nomina di un vice direttore responsabile individuato oggi nella persona di Fulvio Fania. (ANSA).


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LIBERAZIONE.DINO GRECO ACCETTA la DIREZIONE.


Roma, 10 gennaio 2009. Dino Greco ha accettato la direzione di Liberazione offertagli dalla segreteria di Rifondazione comunista due giorni fa. Greco si era riservato di decidere entro 48 ore e - raggiunto telefonicamente dall'ANSA - stasera ha annunciato di aver sciolto la riserva. Greco è componente del direttivo nazionale della Cgil ed è vicino alle posizioni della maggioranza del Prc. Lunedì si riunirà la direzione del partito per sfiduciare l'attuale direttore Piero Sansonetti e nominare i nuovi direttori. A Greco che non è giornalista, si dovrà infatti affiancare un secondo direttore che dovrà necessariamente avere questa qualifica.


Dino Greco, nato a Brescia nel 1953, ha una storia tutta sindacale. Ha cominciato a fare sindacato a 21 anni, in quello dei tessili di Brescia, è poi passato in segreteria confederale, infine è diventato segretario generale della Camera di Lavoro di Brescia, incarico che ha ricoperto per due mandati. Attualmente, è membro del direttivo nazionale Cgil ed esponente della sinistra sindacale. (ANSA).


 


LIBERAZIONE; DOMANI SPECIALE, LUNEDÌ PROTESTA.


Roma, 10 gennaio 2009. Domani in edicola uscirà un numero speciale di Liberazione intitolato '14 anni di Liberazione per ricordarci come eravamò e 'Meglio mortì Queer si suicida, dedicato alla direzione di Piero Sansonetti. Lunedì alle ore 13 è invece in programma un presidio di protesta contro la 'chiusurà del quotidiano davanti alla sede di via del Policlinico, in coincidenza con il voto di Rifondazione comunista sulla «rimozione» di Sansonetti. (ANSA).



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LIBERAZIONE. Direzione.
DINO GRECO: ENTRO
48 ore la mia RISPOSTA.


 


Roma, 8 gennaio 2009. Dino Greco, componente del direttivo nazionale della Cgil e della maggioranza del Prc, chiede due giorni di tempo per valutare la proposta avanzata da Rifondazione Comunista di dirigere Liberazione. "Stamattina - spiega Greco raggiunto telefonicamente dall'Ansa - ho ricevuto la telefonata del segretario Paolo Ferrero che mi ha chiesto la disponibilità ad accettare l'incarico di direttore di Liberazione. Naturalmente non ho dato una risposta immediata ma ho preso un paio di giorni di tempo per valutare una proposta impegnativa". In ogni caso la risposta di Greco arriverà prima della direzione del partito fissata per lunedì 12 con all'ordine del giorno la sfiducia a Piero Sansonetti e la nomina dei direttori di Liberazione. (Ansa)


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LIBERAZIONE. PRC:  DINO GRECO AL POSTO DI SANSONETTI.


Roma, 8 gennaio 2009. La segreteria nazionale del Prc ha deciso di chiedere a Dino Greco (sindacalista, già segretario della camera del lavoro di Brescia, esponente della sinistra sindacale) la sua disponibilità ad assumere l'incarico di direttore di Liberazione. Lo si legge in una nota dell'ufficio stampa del partito.


Dino Greco, nato a Brescia nel 1953, ha una storia tutta sindacale. Ha cominciato a fare sindacato a 21 anni, in quello dei tessili di Brescia, è poi passato in segreteria confederale, infine è diventato segretario generale della Camera di Lavoro di Brescia, incarico che ha ricoperto per due mandati. Attualmente, è membro del direttivo nazionale Cgil ed esponente della sinistra sindacale. (ANSA).


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LIBERAZIONE; FERRERO CHIAMA DINO GRECO. IL SEGRETARIO, PER VENDITA 15 GIORNI PER DECIDERE.


Roma, 8 gennaio 2009.  Giorni decisivi per Liberazione: oggi Rifondazione Comunista chiama Dino Greco alla direzione. Il sindacalista dirà cosa intende fare entro 48 ore, prima comunque della direzione fissata per lunedì 12 gennaio con all'ordine del giorno la sfiducia a Piero Sansonetti e la nomina dei nuovi direttori. Nel frattempo rivendica la propria indipendenza: «Chi mi conosce sa che è la cifra della mia carriera sindacale. Non farei mai un bollettino di partito». Insomma, si cerca di mettere la parola fine a una stagione difficile caratterizzata dal duro scontro tra Sansonetti e il partito, ma quella che si potrebbe aprire si presenta non priva di incognite: in campo, per rilevare il giornale c'è Luca Bonaccorsi, vicino allo psicanalista Massimo Fagioli, un tempo legato a Fausto Bertinotti. Una possibilità vista decisamente male dalla redazione e dal sindacato. E oggi si è fatto avanti, proprio dalle colonne di Liberazione, il costituendo consorzio B.G.I.. Nel pomeriggio di questa giornata convulsa, il segretario Paolo Ferrero parla alla redazione e al sindacato, Fnsi e Stampa Romana. Assente Sansonetti. Ferrero prende tempo e annuncia che prima di quindici giorni non accadrà nulla: rifletterà e poi deciderà. In ogni caso, condizioni imprescindibili per la vendita sono: il mantenimento del finanziamento pubblico, il cambio del direttore e il rilancio occupazionale. E assicura che il percorso verso una eventuale cessione coinvolgerà pienamente il sindacato. «Il direttore sarà cambiato - spiega il segretario - perchè la linea perseguita finora causava danni economici oltre a essere opposta a quella del partito. E, anzi, veniva sostenuto un progetto che puntava addirittura a distruggere Rifondazione». Eppure restano agitate le acque nel partito. Si fa sentire Franco Giordano che commenta l'indicazione di Greco:«È un gesto retrivo e autoritario. È la prima volta nella storia del Prc che viene negata libertà editoriale al direttore del giornale. Quando ero segretario, con Sansonetti ho discusso diverse volte, ma mai ho pensato di negarne l'autonomia. È un direttore che ha alimentato un grande dibattito culturale». Parla anche Vladimir Luxuria, protagonista di una polemica fra il partito e Sansonetti che sul giornale aveva dedicato ampio spazio alla sua vittoria all'Isola dei Famosi: «Il segretario di Rifondazione Paolo Ferrero è seduto su un regno fatto solo di macerie: un partito spaccato, un direttore epurato e la redazione arrabbiata». Prossimo capitolo della vicenda Liberazione lunedì 12, quando la direzione del Prc cercherà di fare uscire di scena Sansonetti e di dar vita al 'nuovo corsò. (ANSA).


 


LIBERAZIONE.  DINO GRECO, INDIPENDENZA È MIA CIFRA.


Roma, 8 gennaio 2009. «Chi mi conosce sa che l'indipendenza è la cifra della mia carriera sindacale e che per questo ho anche pagato un prezzo»: Dino Greco, il sindacalista chiamato dal Prc a dirigere Rifondazione, dice queste parole anche se non ha sciolto la riserva sull'incarico. Lo farà tra 48 ore: «Ci voglio riflettere attentamente esaminando con cura le ragioni politiche e personali». E ribadisce: «Se dovessi accettare di fare il direttore non farò un bollettino di partito». (ANSA).


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LIBERAZIONE.
UN CONSORZIO
PRONTO AD
ACQUISTARLO.


 


Roma, 8 gennaio 2009. Un consorzio aperto di società cooperative e piccole-medie imprese per acquistare, in parte o nella totalità, Liberazione: si tratta del costituendo consorzio B.G.I. che, per voce di Luciano Ummarino, direttore editoriale di Loop, rivela la volontà di rilevare il quotidiano in un articolo pubblicato in prima pagina sul giornale comunista dal titolo 'Siamo pronti ad acquistare Liberazione. Perché non ci rispondete?'. «La crisi del quotidiano, le proposte di acquisto da parte di un unico imprenditore - afferma Ummarino - ci hanno spinti a formulare una proposta diversa per la tutela e il rilancio di un giornale indipendente,libero e di sinistra». E ancora: «Molti padroni sono meglio di uno, soprattutto nella tutela dell'indipendenza del giornale. Lasciando contestualmente aperte le porte del consorzio ad altre realtà che volessero in futuro entrarne a far parte». Ummarino racconta che «forti di questa proposta, organizzata su una company partecipativa», il 5 gennaio c'è stato un incontro con il direttore Piero Sansonetti per «vagliare le ipotesi ancora in campo». Il giorno stesso, aggiunge Ummarino, Sansonetti ha comunicato all'amministratore del Prc il loro interesse.


Il giorno dell'Epifania, sottolinea ancora, «abbiamo appreso dell'anticipazione al 12 gennaio della direzione nazionale di Rifondazione prevista a fine mese, con odg di sfiducia al direttore di Liberazione e contestuale incarico ai due nuovi direttori: una cosa - rileva - che sembra assomigliare molto alla proposta Luca Bonaccorsi». «Non vogliamo indagare su quali siano stati i motivi che hanno spinto in un giorno di festa il segretario del Prc ad una accelerazione simile», osserva Ummarino, per il quale sarebbe «arrogante da parte nostra intravedere un nesso tra la nostra azione e quella operata dal segretario Ferrero». Aggiunge che «ci si appresta ad alienare un patrimonio politico e culturale senza nemmeno vagliare adeguatamente altre proposte di acquisto» e chiede: «non si dovrebbe scegliere la proposta migliore e più trasparente?». L'impressione è che «si mettano in campo tutti mezzi per impedire una competizione trasparente e pubblica. A pagarne sarà Liberazione, i suoi giornalisti e lavoratori, e tutti noi». oggi è prevista l'assemblea di tutti i lavoratori della testata con il segretario di Rifondazione (e Fnsi e Associazione Stampa Romana) e l'assemblea dei giornalisti ieri ha confermato un pacchetto di 10 giorni di sciopero.  (ANSA).  



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Nuovo direttore per “Liberazione”: parte il toto-nomi. Lunedì il Prc sfiducerà Sansonetti, possibile una soluzione bipartita. Il direttore: due per sostituirmi, bello no? 


Roma, 7 gennaio 2009. La notizia era balzata agli onori della cronaca alcuni giorni fa, grazie alla cassa di risonanza rappresentata da Vladimir Luxuria, fresca vincitrice della sesta edizione de “L’Isola dei Famosi”. L’ex deputata del Prc aveva fatto partire, infatti, una campagna contro la volontà del suo partito di avvicendare l’attuale direttore di “Liberazione”, Piero Sansonetti, secondo i rumors poco gradito al neo segretario Paolo Ferrero e più vicino alla corrente antagonista del partito, quella facente capo ancora a Fausto Bertinotti ed al suo delfino Nichi Vendola. La sostituzione di Sansonetti, in realtà, rientrerebbe in un piano più ampio, che prevederebbe la cessione del quotidiano ad un nuovo editore, Luca Bonaccorsi, già editore del periodico “Left”, accusato (accuse dalle quali l’interessato si è difeso strenuamente) di non essere perfettamente conformato all’attuale linea editoriale del giornale a causa di una sua presunta tendenza omofoba.


Nonostante la campagna di sensibilizzazione e nonostante l’eco che questa ha avuto sulla stampa, il cambio alla direzione di “Liberazione” ci sarà e probabilmente sarà annunciato ufficialmente già lunedì. Gli attriti tra Sansonetti e Ferrero, che accusa il direttore di scagliarsi eccessivamente contro di lui nei suoi editoriali, avranno la meglio. “Sarà un nome che vi stupirà”, ha annunciato il segretario, a proposito del futuro direttore, senza però rivelare null’altro. I nomi, però, potrebbero essere due. Da giorni, infatti, si paventa la possibilità di una soluzione bipartita, che vedrebbe un direttore “politico” da affiancare al direttore responsabile, questo perché il primo potrebbe essere scelto all’interno di una rosa di esponenti, appunto, politici, quindi non un giornalista iscritto all’albo come vuole la legge. Per la parte politica, infatti, si è parlato di Giovanni Russo Spena, ex capogruppo “dissidente” del Prc al Senato durante la scorsa legislatura (in questo caso, però, essendo giornalista egli potrebbe anche fare a meno della “testa di legno”). Anche Giulietto Chiesa, ex direttore di “Left”, compare nella lista dei papabili, nonostante alcuni attriti con il probabile futuro editore Luca Bonaccorsi, ai tempi in cui era direttore di “Left”. L’ex senatrice Lidia Menapace e lo storico ritorno di Manuela Palermi (dopo anni da dirigente del Pdci), non sono, inoltre, ipotesi da escludere; nelle ultime ore, poi, è comparso anche il nome dell’inviata de “il Manifesto” Giuliana Sgrena.


L’editoriale di Sansonetti, pubblicato sul numero di “Liberazione” in edicola oggi e firmato assieme al vicedirettore Simonetta Cossu, ironizza sulla possibilità che a sostituire l’attuale direttore saranno, con ogni probabilità, due persone. “Sono abbastanza orgoglioso del plurale. L’idea che per sostituirmi ci si devono mettere almeno in due, ammetterete, è una bella soddisfazione…”, si legge. Ed, effettivamente, non ha tutti i torti. Basta che, date le recenti spaccature interne a Prc, non si vogliano accontentare in questo modo entrambe le opposte fazioni. (Giuseppe Colucci per www.newslinet.it)



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LIBERAZIONE.


FNSI-ASR:  NO


A MANOVRE


SPECULATIVE


Roma, 9  gennaio 2008. La Federazione Nazionale della Stampa, l'Associazione Stampa Romana e il Comitato di redazione di Liberazione chiedono al partito della Rifondazione Comunista, «di garantire una presenza societaria che impedisca qualsiasi manovra speculativa a medio e lungo termine». La Fnsi e l'Asr, che ieri hanno preso parte all'assemblea di Liberazione con il segretario di Rifondazione Paolo Ferrero, fanno il punto della situazione del giornale. «La Federazione Nazionale della Stampa, l'Associazione Stampa Romana e il Comitato di Redazione di Liberazione - si legge in una nota - hanno avviato un confronto con la segreteria di Rifondazione Comunista e con l'amministratore unico della Mrc, casa editrice della testata, per monitorare la situazione economico-editoriale, analizzare i piani di rilancio del giornale, verificare la praticabilità e le modalità di un eventuale cessione di parte delle quote societarie a terzi». «Il segretario del Prc, Paolo Ferrero, e l'amministratore unico dell'Mrc, Sergio Boccadutri - prosegue il comunicato sindacale - si sono impegnati ad analizzare preventivamente con il sindacato il piano industriale ed il piano editoriale, che verranno presentati una volta completati gli approfondimenti sulle proposte di acquisto presentate alla Mrc. L'editore ha confermato che prenderà in considerazione tutte le offerte pervenute, vagliandole alla luce del mantenimento del contributo pubblico e di un piano di rilancio del giornale che punti alla continuità delle pubblicazioni, salvaguardi i posti di lavoro e l'autonomia della redazione. Da parte loro, Fnsi, Asr e Cdr chiedono al partito della Rifondazione Comunista, di garantire una presenza societaria che impedisca qualsiasi manovra speculativa a medio e lungo termine. Questo anche alla luce della posizione assunta dalla Federazione in merito al nuovo regolamento per i contributi alle testate di partito, che è in discussione in queste settimane». (ANSA).


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EDITORIA. ASSEMBLEA
Di LIBERAZIONE: “PRC
NON SVENDA GIORNALE”.


Roma, 5 gennaio 2009. I giornalisti di Liberazione - in vista dell'assemblea di confronto con il segretario di Rifondazione Paolo Ferrero - esprimono la propria determinazione a tutelare il futuro della testata e i posti di lavoro. Per questo, secondo la redazione, è necessario salvaguardare la garanzia del finanziamento pubblico, chiamando il Prc alle sue responsabilità e diffidandolo dall'accedere disinvoltamente a qualsivoglia ipotesi di svendita. Oggi assemblea sindacale a Liberazione - che ha discusso dell'interezza delle proposte in campo, «o meglio della loro attuale oscurità» - al termine della quale è stato diffuso un comunicato che smentisce nettamente notizie di una bocciatura da parte dell'assemblea della proposta del direttore Piero Sansonetti di dar vita a una cooperativa di giornalisti. «L'assemblea sindacale della redazione - recita il comunicato - ha discusso l'interezza della situazione venutasi a creare dopo la revoca del percorso di trattativa avviato, in seguito alla decisione della direzione del Prc di bocciare il piano di ristrutturazione elaborato dal Cda della società editrice pur formalizzato al sindacato tramite la Fieg e in seguito, inoltre, all'annuncio della lettera d'interesse per l'acquisto della maggioranza delle azioni, poi rivendicata dall'editore Luca Bonaccorsi. Una situazione già denunciata da precedenti comunicati del Cdr così come da una severa nota congiunta della Fnsi e dell'AssoStampa romana». (ANSA).


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LIBERAZIONE:
SANSONETTI PROPONE
COMITATO di GARANTI.


Roma, 26 dicembre 2008.  Un comitato di garanti che assuma il ruolo vero e proprio di editore. È la proposta lanciata dal direttore Piero Sansonetti per il futuro di Liberazione. Sansonetti ne parla in un editoriale che sarà pubblicato domani sul quotidiano di Rifondazione Comunista. E fa anche i nomi di quelli che secondo lui potrebbero essere le «personalità indiscusse della sinistra» alle quali chiedere di assumersi questa responsabilità : Paolo Ferrero e Fausto Bertinotti innanzitutto, e accanto a loro Lea Melandri, Mario Tronti, Luisa Boccia, Moni Ovadia, Susanna Camusso, Stefano Rodotà. Un giornale «non è di nessuno», sostiene nell'editoriale Sansonetti. Nel senso - spiega precisando di seguire un ragionamento 'idealè - che «nessuno può pretendere il dominio, nè la sua redazione, nè tantomeno il direttore ma nemmeno il proprietario», e aggiunge: «Io guardo esattamente da questo punto di vista la vicenda di Liberazione. Penso che non appartenga a nessuno, sia una specie di 'bene comune della sinistrà ». Premesso che il suo è «un ragionamento ideale .... tenendomi fuori dallo schema della contrapposizione tra giornale e partito», ecco la proposta per salvare la caratteristica di Liberazione, «cioè l'essere di tutti». Si può discutere di questi nomi, conclude il direttore, «o di altri. Purchè ci sia la buona volontà». (ANSA


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EDITORIA: sciopero
a “Liberazione”.
Lo scontro è  sul
pareggio del bilancio
fissato entro il 2009.


Preoccupazione di Fnsi e Assostampa Romana per le voci di una cessione del giornale a Luca Bonaccorsi, ex-editore di Left.   FERRERO: “NESSUNA VENDITA di  LIBERAZIONE è IN CORSO”


 


Roma, 22 dicembre 2008. L'assemblea dei redattori di Liberazione ha deciso lo sciopero per la giornata di oggi. Domani il giornale non sarà in edicola. L'assemblea delle giornaliste e dei giornalisti di Liberazione - si afferma in una nota del Cdr - ha deliberato a maggioranza, con 10 voti a favore, 7 contrari e 1 astenuto: la proclamazione d'uno sciopero immediato, per il quale il giornale non sarà domani in edicola, «in risposta alla bocciatura del piano del Cda effettuata dalla maggioranza della direzione e alle sue preoccupanti motivazioni, che sono state esplicate nell'asserita incongruità con il mandato a garantire il pareggio di bilancio entro e non oltre il 2009 e nell'asserito ottimismo della previsione sul costo del lavoro, peraltro già nelle dimensioni stabilite dal piano dichiarato irricevibile dal sindacato quanto ai tagli dell'organico; - la consegna di un ulteriore pacchetto di 4 giorni di sciopero al Cdr, da realizzare nel caso in cui la proprietà e la società editrice non ripristinino rapidamente le condizioni del confronto e l'accesso alla trattativa preclusi da questa bocciatura dell'unico piano presentato formalmente al sindacato; - la presa d'atto della novità annunciata dal segretario e la richiesta conseguente e sindacalmente vincolante che il partito-editore fornisca immediate delucidazioni sull'effettiva forza e sostenibilità dell'offerta in questione, che il soggetto interessato si palesi, che i requisiti annunciati dell'offerta si dimostrino corrispondenti alla realtà con la presentazione d'un piano dettagliato; - la diffida a ledere ulteriormente le relazioni sindacali in questi passaggi, che debbono assolutamente rispettare le condizioni e le tutele di dignità e autonomia delle giornaliste e dei giornalisti stabilite dal contratto nazionale, prima e al di sopra di qualsiasi interesse di parte politica di partito, ribadendo che la redazione intende non farsi prendere in ostaggio dallo scontro in atto».(ANSA).










 


Preoccupazione di Fnsi e Assostampa Romana per le voci di una cessione di “Liberazione” a Luca Bonaccorsi, ex-editore di Left 


Roma,   23/12/2008. “Destano preoccupazione e allarme le ricorrenti voci di cessione di “Liberazione”, in quota rilevante, se non maggioritaria, a Luca Bonaccorsi, già editore di “Left”, giornale sottosequestro giudiziale e al centro di un vasto contenzioso anche giuslavoristico. 


I partiti sono liberi di non pubblicare più i loro giornali o, in caso contrario, di fissarne la loro missione. Ma operazioni nebulose come quelle di cui si parla con insistenza sono qualcosa di più di un passaggio ad un editore privato, pur mantenendo il marchio e il controllo politico del partito sul giornale. Esse suscitano sconcerto e debbono essere perciò chiarite al più presto, nelle sedi proprie, comprese quelle sindacali.


Fosse vera la notizia che vuole editore di riferimento lo stesso di “Left” ci sarebbe davvero da fare chiarezza al più presto, su progetti, sostenibilità, prospettiva di futuro. E’ noto a tutti il contenzioso pesantissimo di “Left”, giornale al centro di azioni di rivalsa giudiziaria e carico di diverse vertenze, anche legali, cui sono stati costretti i giornalisti.


Le lotte politiche, pur legittime, e il confronto interno di un partito, a giudizio della Federazione della Stampa, debbono fermarsi prima che si rischi di distruggere il patrimonio politico-editoriale che non è delle fazioni, ma che stabilmente è innestato nella vita del Paese.


La Fnsi, insieme all’Associazione della Stampa Romana, chiede alla proprietà e al partito di Rifondazione comunista che faccia chiarezza su voci e programmi e che torni rapidamente al tavolo delle relazioni sindacali, per il quale il sindacato si era già attrezzato ad affrontare il piano di risanamento e rilancio presentato a norma di legge e di contratto e che è stato, di fatto, bocciato dall’azionista di controllo della stessa proprietà.


C’è bisogno di un clima di fiducia e di chiarezza, non solo per la legittima tutela dei posti di lavoro e del futuro del giornale, che gode del finanziamento pubblico per le testate di partito, ma anche per il futuro di un quotidiano di idee che è e può continuare ad essere voce importante del pluralismo dell’informazione finché poggia le sue radici su un territorio solido e senza ambiguità.


Fnsi e Associazione Stampa Romana sono vicine ai colleghi e sono pronte a fare la loro parte per il recupero di relazioni corrette e per contribuire ad azioni di rilancio di “Liberazione” che non lascino adito a gravi incertezze o che non siano coperte da azioni politiche che abbiano altri obiettivi”.  (www.fnsi.it)


 


FERRERO: “NESSUNA VENDITA di  LIBERAZIONE è IN CORSO”


Roma, 23 dicembre 2008.  «Sono molto d'accordo con le preoccupazioni della Fnsi, volte -come sostiene l'autorevole rappresentanza nazionale dei giornalisti italiani- a far sì che le lotte interne e intestine al Prc non distruggano il patrimonio che il quotidiano del partito 'Liberazionè rappresenta per Rifondazione e per la sinistra italiana. Proprio per questo, io in prima persona e tutta la segreteria del Prc lavora da mesi, tra mille difficoltà e mille campagne di stampa contrarie e ostili, al rilancio -oltre che alla salvezza dei posti di lavoro- di 'Liberazionè, e proprio per questo qualsiasi offerta di acquisto del quotidiano del partito dovesse mai concretizzarsi, essa sarà attentamente valutata dalla proprietà, cioè dal partito-editore, in ogni suo elemento e caratteristica, e immediatamente portata a conoscenza e discussa con le organizzazioni sindacali, interne e di categoria». Lo afferma il segretario del Prc Paolo Ferrero. «Proprio per questo motivo, abbiamo valutato -come segretario, segreteria e Direzione nazionale del Prc- che prima che vi fosse qualsiasi offerta concreta e valutabile seriamente di acquisto della testata 'Liberazionè, sarebbe stato del tutto assurdo e controproducente -prosegue il leader di Rifondazione- montare il polverone di pretestuose polemiche e finti scandali che si sta montando in questi giorni sulla stampa da parte di una area ben specifica del partito. È questo polverone, sono queste polemiche e accuse che hanno un unico, concreto e relae obiettivo: distruggere il patrimonio di 'Liberazionè, la sua storia e il suo futuro, quello che tutti -a parole- dicono di voler preservare e difendere». «Una sola cosa è sicura, come ho già detto ieri sera: non c'è nessuna vendita di 'Liberazionè in corso, oggi. C'è solo l'impegno, assiduo e costante, della proprietà e del partito-editore, come abbondantemente e con dispendio di molte energie e risorse del partito è stato sempre fatto, in questi anni e in questi mesi e giorni, a continuare a garantire, tutti i giorni, l'uscita del quotidiano del Prc, a coprirne il cospicuo deficit, a garantire i posti di lavoro e tutto il necessario affinchè 'Liberazionè -conclude Ferrero- possa uscire ogni giorno, scrivere, diffondere, esserci. Alla Fnsi e a Stampa romana, infine, assicuro che il tavolo con le organizzazioni sindacali, interne e nazionali, con cui il dialogo non si è mai interrotto, sarà ripreso al più presto, nel pieno rispetto delle prerogative di tutti». (Adnkronos)


 


FERRERO: “BENE FNSI, SALVARE PATRIMONIO LIBERAZIONE”.


Roma, 23 dicembre 2004. Paolo Ferrero, segretario del Prc, si dice «molto d'accordo con le preoccupazioni della Fnsi, volte, come sostiene l'autorevole rappresentanza nazionale dei giornalisti italiani, a far sì che le lotte interne e intestine al Prc non distruggano il patrimonio che il quotidiano del partito Liberazione rappresenta per Rifondazione e per la sinistra italiana». Ferrero fa quindi sapere che il Prc è impegnato nel «rilancio» e nella «salvezza dei posti di lavoro» di Liberazione, e che «qualsiasi offerta di acquisto del quotidiano dovesse mai concretizzarsi, essa sarà attentamente valutata dalla proprietà, cioè dal partito-editore, in ogni suo elemento e caratteristica, e immediatamente portata a conoscenza e discussa con le organizzazioni sindacali, interne e di categoria». Ferrero parla poi di «polverone, pretestuose polemiche e finti scandali che si stanno montando» da parte «di una area ben specifica del partito». Polverone che a suo giudizio ha come «obiettivo» quello di «distruggere il patrimonio di Liberazione, la sua storia e il suo futuro». Il segretario del Prc ribadisce che «non c'è nessuna vendita di Liberazione in corso, oggi». E alla Fnsi e a Stampa romana, assicura che il tavolo con le organizzazioni sindacali, interne e nazionali, «con cui il dialogo non si è mai interrotto, sarà ripreso al più presto, nel pieno rispetto delle prerogative di tutti». (AN


 





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