LA7: 6 GIORNI DI ASTENSIONE AUDIO-VIDEO
Roma, 4 dicembre 2008. L'assemblea dei giornalisti de La7 ha votato l'astensione audio video dall'informazione per sei giorni, da domani a mercoledì 10 dicembre. Lo annuncia il comitato di redazione in una nota. I giornalisti - ricorda il cdr - protestano «contro la decisione di azienda e direzione di procedere nel licenziamento di 25 giornalisti attuata con una procedura al di fuori di quanto prevede la legge. Si tratta di un atto che, in spregio delle regole contrattuali, tenta di forzare le norme a tutela dei lavoratori e del sindacato. Di fatto si cancella così per i giornalisti de La7 l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Un grave atto che rischia di trasformarsi in un pericoloso precedente - conclude il cdr - per l'intero mercato del lavoro, non solo giornalistico». (ANSA).
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LA7: DUE GIORNI di SCIOPERO CONTRO I 25 LICENZIAMENTI
Roma, 2 dicembre 2008. Oggi e domani i giornalisti de La7 sono in astensione audio video e altre tre giornate di sciopero con modalità da stabilire sono state affidate al comitato di redazione che domani con la Federazione nazionale della stampa proseguirà il confronto con l'azienda al ministero del Lavoro. Lo comunica il cdr in una nota, ricordando che i giornalisti dell'emittente «protestano contro i 25 licenziamenti collettivi immotivati e infondati e il mancato rinnovo dei contratti a termine di 12 precari». Per il cdr, si tratta di «un taglio all'informazione senza precedenti deciso da azienda e direzione con una procedura infondata e senza fornire al sindacato le informazioni necessarie per una vera trattativa. La7, emittente nazionale che gode di una concessione pubblica ed è proprietà di Telecom, primo gruppo industriale del paese, licenzia mentre continua ad appaltare lavoro giornalistico all'esterno e a ricorrere per gli stessi spazi della testata a colleghi retribuiti al di fuori delle regole del contratto di lavoro collettivo. Tutto questo con esiti dannosi per la stessa azienda». «Lo smantellamento in corso a La7 è un attacco chiarissimo al pluralismo dell'informazione sempre più stretta nella tenaglia del duopolio Rai-Mediaset e un segnale di intimidazione all'intera categoria giornalistica - conclude il cdr - senza contratto nazionale da quasi quattro anni». (ANSA).
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