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LA GRANDE BUFALA.
PER ANNI I MEDIA USA
HANNO INTERVISTATO
UN POLITOLOGO CHE
NON è MAI ESISTITO
MA LE SPARAVA GROSSE
(NOME CRISTIANO,
COGNOME EBREO). DIETRO
LE FALSE NOTIZIE
SU MCCAIN-PALIN, DUE
CINEFILI COL
PALLINO DELLA POLITICA…

di Francesco Semprini
per "La Stampa" (17.11.08)

Si chiama Martin Eisenstadt, lavora per l'osservatorio Harding Institute for Freedom and Democracy, è un consigliere di John McCain e ha passato ai media alcune delle informazioni più piccanti della recente campagna elettorale per la Casa Bianca. Grazie a lui Fox News ha raccontato in esclusiva come Sarah Palin ignorasse che l'Africa era un continente e pensasse che fosse una nazione, mentre i siti Usa hanno accusato a più riprese Joe l'idraulico di essere amico intimo di Charles Keating, controverso personaggio del mondo finanziario, condannato anni fa per frode. Eisenstadt «la talpa» si serviva del suo blog, eisenstadtgroup.com, il cui motto era «La libertà è gratis» e sul quale distribuiva informazioni e aneddoti spesso imbarazzanti sulla campagna elettorale del candidato repubblicano.


Ma in realtà Martin Eisenstadt non è mai esistito. Il suo blog era una copertura di facciata, l'Harding Institute for Freedom and Democracy esisteva solo come scarno sito Internet e le «dritte» passate a stampa e tv sono una grande burla architettata da Eitan Golrin e Dan Mirvish, due appassionati di cinema col pallino della politica. Una volta scoperti, si sono giustificati spiegando di essere i registi di film d'avanguardia e che la messa in scena serviva per avere spunti da cui realizzare una serie televisiva sulle elezioni.


La spiegazione non convince tutti, ma è fuori discussione che il copione ideato dagli intraprendenti pirati della satira politica ha avuto successo. A cadere nella trappola sono stati altri grandi media come Msnbc, che lo scorso lunedì ha confermato quanto detto da Fox News su Sarah Palin, rivelando persino il nome della fonte, ovvero Eisenstadt. «Non sono stati fatti gli opportuni accertamenti - si giustifica il portavoce Jeremy Gaines -. La notizia non doveva essere mandata in onda». Ma tra i beffati ci sono anche media di primo piano come Los Angeles Times, New Republic e alcune decine tra siti e blog Internet.


La «grande bufala», com'è stata definita dal New York Times, ha avuto inizio circa un anno fa quando Gorlin, 39 anni, sotto la regia dell'amico Mirvish, 40 anni, ha indossato i panni di un repubblicano di ferro mentre a bordo della sua auto si rivolgeva a Rudy Giuliani con apprezzamenti compromettenti. Il filmato riscuote grande successo sul web e quando l'ex sindaco di New York esce dalle primarie, Gorlin si trasforma in Martin Eisenstadt.


«Abbiamo scelto questo nome - dicono i due - perché tutti i consiglieri neoconservatori dell'Amministrazione Bush hanno un nome cristiano e un cognome ebraico». Da quel momento Eisenstadt «diventa» uno stratega di McCain e il suo blog il pozzo di San Patrizio dei media. I due pirati della satira politica creano anche il sito del fantomatico osservatorio politico e realizzano un video su YouTube nel quale compare appunto il «consigliere» di McCain.


Da quel momento le burle si susseguono a valanga: dopo che il candidato repubblicano paragona Obama a Paris Hilton i due fanno credere al Los Angeles Times che i familiari della ricca ereditiera, infuriati per il paragone, hanno tempestato di telefonate di protesta il quartier generale di McCain. Il quotidiano riporta la notizia integralmente sul suo sito Internet. Il New Republic, come Fox, casca nel tranello Palin-Africa, così come nelle presunte amicizie controverse di Joe l'idraulico. A giugno i siti Internet rivelano l'intenzione dello staff di McCain di creare un grande casinò nella zona verde di Baghdad, riportata sul blog di Eisenstadt, sollevando le proteste delle autorità irachene. Mentre su YouTube finiscono spezzoni di un fantomatico documentario (mai) girato dalla Bbc sul consigliere repubblicano.


A sollevare dubbi sull'autenticità delle notizie è sourcewatch.org, il sito che vigila sulle fonti Internet. Ma sulle tracce di Gorlin e Mirvish finisce anche William Wolfrum, navigato blogger che bracca i due nel cyberspazio smontando una a una le loro notizie. «Onore alla tenacia, ha qualcosa da insegnare ai grandi media - commentano i due pirati della satira -. Ma chi ci assicura che Wolfrum sia un personaggio reale e non faccia parte della bufala?».  (www.dagospia.com)


 


 





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