Monza, 8 novembre 2008. Col patrocinio del comune di Monza, con l'aiuto di vari sponsor, l'Unione società sportive monzesi (36 associazioni) ha annunciato come ogni anno il Festival dello sport (34a edizione) per il 2009. Si tratta di una serie di eventi e manifestazioni che coinvolgeranno l'intera città. Per l'occasione oggi ha assegnato riconoscimenti a personaggi, - compreso Luciano Mutti (per lunghi anni storico capo della redazione cittadina de “Il Giorno”) -, che hanno contribuito a diffondere e sostenere le discipline sportive in tutti i loro aspetti. Celebrano tra l'altro quest'anno gli 80 anni di vita il Golf Club Milano (nel parco) e il Tennis Club Monza.
E’ toccato a Roberto Zoldan illustrare la scelta di premiare Luciano Mutti: “Diamo un riconoscimento oggi a Luciano Mutti, cronista di razza, giornalista vero, per essere stato per 30 anni, nella redazione cittadina de Il Giorno, attento testimone della vita monzese e delle vicende sportive di questa comunità. Lo sport l’ha sempre amato, praticandolo (judo, karate, scherma giapponese) e dandogli ampio spazio nelle 32 pagine che coordinava con i colleghi. Sposato con Vicky, una bruna signora ateniese che ha contribuito a ravvivare nella sua penna il vero spirito di Olimpia, ha un figlio ormai trentenne, Aléxandros.
Luciano Mutti nasce a Milano il 29 maggio 1946. I suoi primi articoletti risalgono ai tempi del liceo, per il settimanale Luce Sestese diretto da un mitico don Fusetti di Sesto San Giovanni, città nella quale abitò fino al 1974 quando si trasferì a Monza. Verso la fine degli anni Sessanta comincia a collaborare con i quotidiani Avvenire e il Corriere della Sera e con alcuni periodici. Portava in redazione, anche a chi vi parla, limpidi pezzi di cronaca che raccontavano storie di varia umanità, vicende romanzesche che affascinavano, in quegli anni di poca tv, il lettore e la lettrice ancora incantati dalla parola scritta.
Nel 1971 Mutti entra a Il Giorno come redattore per la zona di Sesto San Giovanni. Mattinali dei CC, Commissariato, Vigili del Fuoco, Comune e ospedale. La scuola del giornalismo: i fatti concreti di una comunità, persone, vicende di ogni tipo, nere, rosa, bianche. Nel 1973 viene trasferito a Monza. Il bacino di lettura si allargava nella piccola metropoli briantea in continua espansione. Chiamato in sede a Milano in forza alla redazione Provincie (con frequenti escursioni nella sezione Esteri per seguire le vicende greche) diventa prima caposervizio, vicecaporedattore e infine caporedattore.
Con la riorganizzazione del quotidiano ex Eni, nel 1996 viene incaricato di allestire la redazione di Monza, arrivando a coordinare 32 pagine al giorno con una trentina di colleghi. Un giornale nel giornale. Il suo legame con Monza diventa così forte che qualche anno dopo rifiuta il ritorno alla redazione centrale. Vive con partecipazione di cronista l'istituzione della nuova Provincia, dà dignità e spazio attraverso le pagine di Sport Brianza alle discipline impropriamente dette minori, seguendo rigorosamente proprio le attività dell'Ussm. Anche per questo, oggi gli diciamo grazie”.