New York, 8 novembre 2008. Notizie sempre più nere per il mondo della carta stampata negli Usa, dove i giornali continuano a perdere lettori che, sempre più, diventano fans dell'internet.
Per cercare di controllare un po' le perdite dovute ai cali delle vendite, gli editori aumentano il costo della pubblicità. E così perdono anche le inserzioni.
Alla lunga lista finora pubblicata da Affaritaliani (vedi box) dobbiamo oggi aggiungere altri nomi di quotidiani che vanno (o andavano) per la maggiore.
Hanno subito perdite l'Atlanta Journal-Constitution (meno 13.6%), l'Orange County Register (10%), il Miami Herald (15%), Houston Chronicle e Boston Globe con cifre non ufficiali che si avvicinano al 17%. Daily News e Post di New York hanno registrato sostanziosi cali soprattutto nelle edizioni della domenica. Situazione triste per lo Star-Register, il più grande giornale del New Jersey che ha dovuto eliminare il 40 per cento del suo staff (circa 150 persone).
I quotidiani della domenica, che gli americani amano leggere dal mattino alla sera (cento pagine, per lo più pubblicità) hanno subito un calo del 4,8%.
Randy Bennett, vicepresidente della Newspapers Association of America, ha detto soltanto: "La gente corre a frotte verso internet".
Esiste la possibilità che la Tribune Co., che possiede il Los Angeles Times e il Chicago Tribune, debba quanto prima chiudere i battenti.
Pensate, il fiore all'occhiello della stampa Usa, il Reader's Digest, è stato venduto per 2,4 miliardi di dollari. La proprietà aveva chiesto 7 miliardi.
Altro colosso "for sale", in vendita: il Boston Globe del New York Times.
In questo camposanto strappalacrime, la pubblicità sui siti web è aumentata del 31%.
Benny Manocchia