Roma, 4 novembre 2008. Sarà predisposto entro 10 giorni un primo pacchetto di interventi di riordino. La decisione, come si legge in una nota, è del cda della Casagit, la cassa autonoma di assistenza integrativa dei giornalisti, riunitosi oggi per valutare le misure necessarie e indispensabili per rientrare entro tempi brevi dal disavanzo di gestione previsto per l'esercizio 2008. Gli interventi punteranno al riordino sia «del sistema contributivo , tenendo anche conto dei differenti livelli di reddito che del regime di prestazioni, privilegiando l'assistenza diretta ma lasciando alla libera scelta dei colleghi la possibilità di usare come sempre le convenzioni in regime di assistenza indiretta». Sarà esaminato attentamente, inoltre, anche il sistema dei Poliambulatori cui i soci hanno libero accesso, identificando misure correttive che ne rendano meno onerosa la gestione. Quando saranno stati valutati gli impatti economici di queste misure il CdA le sottoporrà all'Assemblea nazionale dei delegati convocata per il 27 novembre prossimo. Obiettivo: lasciare inalterate le garanzie nei confronti dei soci contenendo tutte le spese non indispensabili.
Il Cda ha poi respinto «qualsiasi pretestuosa contestazione» riguardo all'investimento in obbligazioni Lehman Brothers chiarendo come questo riguardi il 2,7% del capitale. «Si tratta - si legge ancora nella nota- di titoli classificati Senior, quindi con maggiori garanzie che si traducono nella ragionevole certezza di un rimborso almeno parziale del loro valore, fatte salve le possibilità di altre azioni di responsabilità in via di esame da parte dei legali della Cassa. Questi titoli sono da due esercizi presenti nelle tabelle del bilancio della Casagit e sino all'Assemblea del 29 maggio scorso nessuno ne aveva messo in dubbio l'affidabilità”. (Adnkronos)
ANSA/CASAGIT: CDA, ENTRO 10 GIORNI PRIMI INTERVENTI RIORDINO
Roma, 4 novembre 2008. Il Consiglio di Amministrazione della Casagit, la cassa autonoma di assistenza integrativa dei giornalisti, si è riunito oggi a Roma per valutare le misure «necessarie e indispensabili per rientrare entro tempi brevi dal disavanzo di gestione previsto per l'esercizio 2008». Il Cda, inoltre, precisa che «l'investimento in obbligazioni Lehman Brothers riguarda il 2,7% del capitale», respingendo dunque «qualsiasi pretestuosa contestazione riguardo a questo investimento». In una nota, la Casagit fa sapere che oggi è stata innanzitutto formalizzata la decisione di ridurre da due anni a tre mesi, a far data dal 1° gennaio 2009, il tempo utile per presentare le richieste di rimborso. Inoltre, «entro 10 giorni verrà messo a punto un primo pacchetto di interventi di riordino del sistema contributivo - tenendo anche conto dei differenti livelli di reddito - e del regime di prestazioni, privilegiando l'assistenza diretta ma lasciando alla libera scelta dei colleghi la possibilità di usare come sempre le convenzioni in regime di assistenza indiretta». Sarà esaminato «attentamente» anche il sistema dei Poliambulatori cui i soci hanno libero accesso, identificando misure correttive che «ne rendano meno onerosa la gestione». Quando saranno stati valutati gli impatti economici di queste misure, il CdA le sottoporrà all'Assemblea Nazionale dei Delegati convocata per il 27 novembre. L'obiettivo è «lasciare inalterate le garanzie nei confronti dei soci contenendo tutte le spese non indispensabili». Riprendendo alcune notizie di stampa, il CdA precisa che «l'investimento in obbligazioni Lehman Brothers riguarda il 2,7% del capitale. Si tratta di titoli classificati Senior, quindi con maggiori garanzie che si traducono nella ragionevole certezza di un rimborso almeno parziale del loro valore, fatte salve le possibilità di altre azioni di responsabilità in via di esame da parte dei legali della Cassa». Questi titoli, si precisa, «sono da due esercizi presenti nelle tabelle del bilancio della Casagit e sino all'Assemblea del 29 maggio scorso nessuno ne aveva messo in dubbio l'affidabilità. Il CdA respinge dunque qualsiasi pretestuosa contestazione riguardo a questo investimento». (ANSA).
....................................................
Comunicato del Consiglio di Amministrazione del 4 novembre 2008
"Il Consiglio di Amministrazione di Casagit si è riunito oggi a Roma per valutare le misure necessarie e indispensabili per rientrare entro tempi brevi dal disavanzo di gestione previsto per l'esercizio 2008. E' stata innanzitutto formalizzata la decisione di ridurre da due anni a tre mesi, a far data dal 1° gennaio 2009, il tempo utile per la presentazione delle richieste di rimborso. Entro 10 giorni verrà messo a punto un primo pacchetto di interventi di riordino del sistema contributivo - tenendo anche conto dei differenti livelli di reddito - e del regime di prestazioni, privilegiando l'assistenza diretta ma lasciando alla libera scelta dei colleghi la possibilità di usare come sempre le convenzioni in regime di assistenza indiretta. Sarà esaminato attentamente anche il sistema dei Poliambulatori cui i soci hanno libero accesso, identificando misure correttive che ne rendano meno onerosa la gestione. Quando saranno stati valutati gli impatti economici di queste misure il CdA le sottoporrà all'Assemblea Nazionale dei Delegati convocata per il 27 novembre prossimo. L'obiettivo è lasciare inalterate le garanzie nei confronti dei soci contenendo tutte le spese non indispensabili. Riprendendo alcune notizie di stampa, il CdA precisa che l'investimento in obbligazioni Lehman Brothers riguarda il 2,7% del capitale. Si tratta di titoli classificati Senior, quindi con maggiori garanzie che si traducono nella ragionevole certezza di un rimborso almeno parziale del loro valore, fatte salve le possibilità di altre azioni di responsabilità in via di esame da parte dei legali della Cassa. Questi titoli sono da due esercizi presenti nelle tabelle del bilancio della Casagit e sino all'Assemblea del 29 maggio scorso nessuno ne aveva messo in dubbio l'affidabilità. Il CdA respinge dunque qualsiasi pretestuosa contestazione riguardo a questo investimento".
……………..
Comunicato del Consiglio di Amministrazione del 30 ottobre 2008
Le previsioni del disavanzo gestionale in linea con il consuntivo 2007
"Il Consiglio di Amministrazione della Casagit si è riunito oggi per esaminare il pre consuntivo dell'esercizio 2008. Secondo le previsioni il disavanzo gestionale dovrebbe essere di 3,9 milioni di euro in linea con il consuntivo 2007. Il risparmio che la Cassa deve realizzare è pari al 10 per cento. Questa misura consentirà di riportare nell'arco di un biennio i conti della Casagit in attivo. Sul disavanzo pesano le condizioni generali dell'offerta sanitaria del nostro paese, il mancato rinnovo contrattuale dei giornalisti italiani (ogni punto percentuale di incremento retributivo porta alla Cassa circa 750.000 euro), il crescente divario tra le contribuzioni ed il costo delle prestazioni, il calo del numero dei giornalisti contrattualizzati e l'invecchiamento medio della nostra popolazione di assistiti.
Nel corso di questo mandato il Consiglio ha deciso di adottare regole che prevedono l'applicazione del criterio di competenza in luogo di quello di cassa per la redazione dei bilanci, prassi seguita sinora dalla maggioranza dei Fondi Sanitari. Questo cambiamento, che nasce anche dall'esigenza di allineare la Casagit alle prossime normative in materia, ha evidenziato 14 milioni di euro di oneri pregressi. Casagit precisa che si tratta di somme comunque ampiamente garantite dal Fondo di Riserva il cui onere sarà ammortizzato consentendo di liberare, del tutto, i prossimi esercizi da "fardelli" contabili non compatibili con le nuove regole.
D'ora in poi dovranno, quindi, entrare nel bilancio di esercizio tutte le voci di spesa effettuate nell'anno di competenza.
Aver riclassificato anche gli esercizi precedenti con queste procedure offre un quadro che, seppur difficile, ci permette di orientare le scelte future per il mantenimento dell'efficienza della Casagit. Impone, responsabilmente, misure sulle quali confidiamo di incontrare il consenso dei colleghi. Il Consiglio di Amministrazione proseguirà i lavori martedì prossimo".
............................................................
CASAGIT- In coda tutti
i numeri della Cassa
e un intervento del
presidente Andrea Leone
Giunta Associazione
Stampa Romana
“profondamente
preoccupata per
i risultati di
gestione della Casagit”.
Puntoeacapo: in Casagit
una maggioranza
pigliatutto sbaglia da sola
e scarica i suoi errori
su tutti i giornalisti.
Andrea Leone: “Dovremo realizzare un risparmio del 10%, buona parte del quale necessariamente ricadrà sugli assistiti. L'alternativa, conti alla mano, è che tra tre-quattro anni la Casagit chiuda”.
Roma, 4 novembre 2008. La Giunta dell'Associazione stampa romana ribadisce alla Fnsi «l'attenzione sui grandi fronti aperti attualmente, dai tagli all'Editoria che rischiano di far chiudere quotidiani e periodici che sono voci indispensabili al patrimonio democratico del Paese, alla vertenza de La7, con il preannunciato licenziamento di 25 colleghi e il mancato rinnovo contrattuale di altri dodici, un fatto senza precedenti che deve essere priorità assoluta nell'agenda del sindacato nazionale». La Giunta dell'Associazione stampa romana è «profondamente preoccupata per i risultati di gestione della Casagit» e chiede «un'assunzione precisa di responsabilità da parte del Consiglio d'Amministrazione dell'ente». La Giunta chiederà inoltre al vicepresidente della Casagit, associata di Roma, Laura Delli Colli, di informare il prossimo Consiglio direttivo dell'Asr sulla situazione in essere. (Adnkronos).
Tutti i numeri della Casagit che non troverete nei siti ufficiali della categoria:
- 52.820 iscritti (26.615 soci e 26.205 familiari): 14.758 giornalisti professionisti in attività, 928 giornalisti pubblicisti a tempo pieno, e 874 giornalisti praticanti. I soci disoccupati e in cassa integrazione al 31 dicembre 2007 so erano mille. Pari a 6.162 i pensionati a carico dell'Inpgi con trattamento non ridotto e quelli ad essi assimilati. Ha chiuso il 2007 con contributi associativi pari a 75.295.835 euro (73.388.982 euro nel 2006); spese per prestazioni di 71.540.165 euro (66.872.718 euro nel 2006) suddivise tra: costi per i ricoveri (23.550.886 euro), assistenza specialistica (21.069.878 euro), cure odontoiatriche (15.885.651 euro), personale (4.081.090 euro), oneri diversi (1.972.694 euro). Nel 2007 il Consiglio di amministrazione si è riunito 9 volte, la Commissione permanente 11 volte e la Consulta nazionale dei Fiduciari 4. Il Collegio dei sindaci oltre partecipare a tutte le sedute del cda, si è riunito 9 volte;
- 14 milioni di euro di oneri pregressi (comunicato 30 ottobre 2008);
- Fondo di riserva: 29 milioni di euro;
- disavanzo gestionale 2008 ipotizzato in 3,9 milioni di euro;
- disavanzo del consuntivo 2007: euro 3.868.633;
- disavanzo del consuntivo 2006: risultato negativo pari a circa 815mila euro (il primo con segno rosso dal 1994);
- obbligazioni Lehman Brothers per 560mila euro acquistati tramite Fideuram collocatrice dei titoli (i 560mila euro sono “pari, - informa Il Sole 24 Ore del 4 novembre - , al 2,76% dell’intero portafoglio di circa 22 milioni di euro”). Casagit “intende chiedere a Banca Fideruram la restituzione del capitale investito”;
- CONTRATTO. Secondo la Casagit sui risultati pesa il blocco imposto dagli editori della Fieg al rinnovo contrattuale della categoria. Un rinnovo in linea con l'inflazione (2,5% in più sul monte retribuzioni) vale infatti per la Casa circa 1,2 milioni euro l'anno. Se non si fosse verificata questa eccezionale circostanza la Cassa avrebbe assorbito senza problemi l'aumento delle spese sanitarie, che per il 2006 è assestato sull'8,5 per cento.
CONCLUSIONI. Andrea Leone, presidente Casagit: “Dovremo realizzare un risparmio del 10%, buona parte del quale necessariamente ricadrà sugli assistiti. L'alternativa, conti alla mano, è che tra tre-quattro anni la Casagit chiuda”.
Le riserve accumulate negli anni non erano di fatto avanzi di gestione, ma mancati pagamenti di spese già fatte dai soci e, quindi, da rimborsare. Un primo inderogabile provvedimento che ne consegue è l'accorciamento dei termini per la presentazione delle richieste di rimborso. Ma per arrivarci era necessario impostare il nuovo sistema contabile. Altra cosa è il deficit di esercizio (3.9 milioni) al quale bisogna urgentemente porre rimedio. E stiamo provvedendo. Dovremo realizzare un risparmio del 10%, buona parte del quale necessariamente ricadrà sugli assistiti. L'alternativa, conti alla mano, è che tra tre-quattro anni la Casagit chiuda. Martedì 4 novembre il Consiglio d'amministrazione si riunisce e discute delle possibili misure da adottare, mantenendo fermo il criterio della solidarietà e della socialità che caratterizza la Cassa. Di ogni orientamento assunto daremo adeguata informazione” (da www.fnsi.it, 4 novembre 2008).
RICHIESTA: pubblicare in pdf (scaricabile) nel sito della Casagit i bilanci 2006, 2007 e 2008 nonché il contratto con Banca Fideuram.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Dai siti fnsi.it e affaritaliani.it del 4 novembre 2008
I problemi della Casagit
di Andrea Leone - Presidente della Cassa autonoma di assistenza integrativa dei giornalisti italiani "Angiolo Berti"
All'inizio del mio mandato avevo preso l'impegno di arrivare alla fine del quadriennio con un bilancio più chiaro che fosse trasparente e, quindi, certificabile. Un processo necessariamente lungo e difficile che ora è arrivato a conclusione. Alla base di tutto c'è la regola della Casagit che consente di presentare le pratiche entro due anni. Un termine non ultimativo cui, spesso, si deroga arrivando a rimborsare a percentuale ridotta anche pratiche di cinque anni prima. Gli enti no profit non hanno regole per la preparazione dei bilanci, se non, ovviamente, quella di non presentare dati falsi. In altre parole, quando si compila un bilancio si può scegliere di stabilire che entrano nell'esercizio tutti i contributi e le spese di cui la Cassa ha avuto conoscenza fino alla fine dell'anno, ovvero tutte le pratiche di rimborso arrivate agli uffici.
La presunzione è che l'andamento sia costante nel tempo e che le pratiche di anni precedenti valgano all'incirca lo stesso negli anni successivi. In questo modo, però, ci si accorge di eventuali aumenti delle richieste di rimborso, sia in numero sia in valore, con un anno di ritardo. Questo modo di procedere si chiama contabilità per cassa. Per le aziende profit, quotate o no, si deve, invece, procedere con il principio di competenza. Ogni spesa che matura in un certo periodo (un ricovero, ad esempio, del 2007) deve entrare nel bilancio di quell'anno e non in quello successivo. Questo consente di avere una visibilità più immediata di ciò che accade. Il passaggio da un sistema all'altro comporta alcune complessità. Si devono accantonare somme per le fatture da ricevere, prudenzialmente stimate al rialzo, e il primo anno si devono conteggiare sia quelle provenienti dagli anni precedenti sia quelle che arriveranno. Non essendo stato fatto all'inizio, questo modo di procedere ha fatto sì che si accumulasse un fardello, che prima o poi doveva essere esposto. Questo succede nel bilancio del 2008. Scontiamo il trascinamento degli anni precedenti e anticipiamo quanto arriverà nei prossimi.
In pratica, basandoci sul flusso di richieste di rimborso relative agli anni scorsi, inseriamo anche il controvalore di due mesi di lavorazione. E' come se avessimo lavorato 14 mesi invece di 12. Le riserve accumulate negli anni non erano di fatto avanzi di gestione, ma mancati pagamenti di spese già fatte dai soci e, quindi, da rimborsare. Si tratta di quei famosi 13.6 milioni che graveranno sul bilancio 2008. Un primo inderogabile provvedimento che ne consegue è l'accorciamento dei termini per la presentazione delle richieste di rimborso. Ma per arrivarci era necessario impostare il nuovo sistema contabile. Due domande sorgono a questo punto spontanee: perché non lo avete fatto prima? Risposta: perché abbiamo dovuto aggiornare i sistemi informativi per rendere possibile la raccolta dei dati necessari. La seconda: perché lo fate ora? Perché, innanzi tutto, pensiamo che sia indispensabile per la salute della Casagit e, poi, ci saremo costretti entro il 2010 dalle normative sui fondi sanitari integrativi, che prevederanno la presentazione di bilanci di questo tipo.
Altra cosa è il deficit di esercizio (3.9 milioni) al quale bisogna urgentemente porre rimedio. E stiamo provvedendo. Dovremo realizzare un risparmio del 10%, buona parte del quale necessariamente ricadrà sugli assistiti. L'alternativa, conti alla mano, è che tra tre-quattro anni la Casagit chiuda. Martedì 4 novembre il Consiglio d'amministrazione si riunisce e discute delle possibili misure da adottare, mantendo fermo il criterio della solidarietà e della socialità che caratterizza la Cassa. Di ogni orientamento assunto daremo adeguata informazione.
............................................................
http://www.puntoeacapo.org/
Puntoeacapo: in Casagit
una maggioranza
pigliatutto sbaglia da sola
e scarica i suoi errori
su tutti i giornalisti.
Roma, 4 novembre 2008. Apprendiamo che ai 3,9 milioni di rosso della Casagit, dovuto al cattivo andamento dei conti di quest'anno, si sono aggiunti 14 milioni di "buco" pregresso che, nella lettura del Cda della Cassa, sono dovuti al diverso criterio di contabilizzazionee che la Casagit deve cominciare a usare per allinearsi alla normativa nazionale.Veniamo anche a sapere che la Cassa ha investito nella finanza speculativa e circa 600.000 euro sono rimasti inghiottiti nelle obbligazioni Lehman Brothers, sgretolata dal crac. Un totale di circa venti milioni di euro di buco, due terzi dell'intero patrimonio della Cassa. Una tendenza che, se dovesse continuare, porterebbe la Casagit al disastro in soli due anni.
Notizie inquietanti i cui numeri sono perfino confermati da quanto leggiamo grazie alla singolare scelta del presidente dell'ente, Andrea Leone, che ha affidato alla news letter di una corrente - la sua - (Autonomia e solidarietà) un'allarmante quanto assurdamente "candida" versione dei fatti per preannunciare un ennesimo pesante giro di vite a scapito dei giornalisti.
Martedì si riunisce di nuovo il Cda di Casagit, tutto interamente formato della stessa maggioranza che governa la Fnsi e l'Inpgi. Un Cda fatto di 11 componenti, eletti in monocolore nonostante il sistema statutario preveda che, per il Consiglio d'amministrazione, ogni consigliere voti solo 9 membri, al fine di garantire una rappresentanza all'opposizione.
Così, proprio mentre il mancato rinnovo contrattuale, la svalutazione dei salari e le pessimistiche prospettive sul contratto che verrà, rendono per tutti i giornalisti la vita sempre più difficile, ci troviamo di fronte alla concreta prospettiva di ulteriori tagli sulle prestazioni della Casagit. "Dovremo realizzare un risparmio del 10%" ha annunciato sempre Leone "buona parte del quale necessariamente ricadrà sugli assistiti.
Puntoeacapo denuncia la gravità della situazione in cui versa la Casagit, individua nell'attuale maggioranza che guida l'ente la responsabilità di quanto accaduto e respinge qualsiasi tentativo di scaricare sugli iscritti i costi di una gestione sbagliata e irresponsabile.
La stessa maggioranza sindacale che ha riprodotto se stessa a Castellaneta un anno fa, a causa del mancato contratto ha già fatto perdere milioni di euro all'Inpgi e ha provocato ingenti danni alla Casagit (ogni punto percentuale di mancato incremento contributivo ha prodotto perdite alla Cassa per 750.000 euro). Adesso questa stessa maggioranza (che già si prepara a riproporre il suo cartello "da asso pigliatutto" anche alle prossime elezioni per la Cassa e per il Fondo di Previdenza dei giornalisti),si sottrae ancora una volta all'inevitabile assunzione di responsabilità e chiama tutti i colleghi al sacrificio.
Puntoeacapo, che non ha mai avuto ruoli di responsabilità in Casagit, non accetta che a pagare per l'inefficienza e l'incompetenza dei vertitici della Cassa, siano i giornalisti già danneggiati da una gestione sindacale e monocolore, dannosa e inefficiente.
Pretendiamo la massima chiarezza e trasparenza nell'esposizione dei fatti che hanno portato all'attuale situazione la Casagit e ricorda che appena tre anni fa sempre il presidente Leone aveva trionfalmente annunciato che il bilancio si chiudeva con un attivo di 5 milioni di euro.
Puntoeacapo chiede che, nello Statuto della Cassa, si inserisca l'obbligo della certificazione dei conti da parte di società specializzata nella revisione contabile, così come avviene all'INPGI sin dal 1995 e la presenza di almeno un sindaco dottore commercialista, come avviene per il Fondo di Previdenza Complementare.
Puntoeacapo ritiene che il Cda debba rispondere dei conti che presenta e che chiarisca nei dettagli il "buco" pregresso. E che, soprattutto, proponga al più presto un piano dettagliato e mirato per uscire realmente (e non con qualche rattoppo di facciata) dalla grave situazione in cui versa la Cassa, individuando le voci che più hanno concorso a determinare la voragine dei bilanci e sottoponendo ai soci un progetto che abbia come scopo prioritario la salvaguardia degli interessi dei colleghi.
Non è accettabile che, quando si tratta di governare, questa maggioranza si appelli al consenso ricevuto per avere mano libera. E che, invece, quando si dovrebbe avere la decenza di rispondere individualmente degli errori compiuti, pretenda di condividerli scaricandone l'onere su tutti i giornalisti.