Prc ricapitalizza “Liberazione” ma chiede pareggio per l’anno 2009
Roma, 10 ottobre 2008. La direzione nazionale di Rifondazione comunista ha deciso oggi di ricapitalizzare la società editrice del quotidiano 'Liberazione', le cui perdite, si legge nel documento votato all'unanimità, "sono doppie rispetto ai 900mila euro già stanziati e versati dal partito per l'anno 2008". Rifondazione attacca anche l'esecutivo, giudicando "le decisioni assunte ed annunciate dal governo Berlusconi in materia di finanziamento della stampa gravemente lesive della libertà di stampa e della democrazia". Entro novembre, il tesoriere del partito dovrà presentare alla direzione un "piano di risanamento", predisposto dai vertici della società editrice, "con il fine di assicurare la continuità delle pubblicazioni del quotidiano, strumento indispensabile per il rilancio del progetto della rifondazione comunista". Tale piano, precisa il testo approvato, dovrà garantire "il pareggio del bilancio di Liberazione fin dal 2009, stante le ridotte disponibilità economiche, attuali e future, di Rifondazione comunista e quindi l'oggettiva impossibilità a sostenere ulteriori perdite della società editrice". (Apcom).
EDITORIA. FERRERO: “A LIBERAZIONE NESSUN LICENZIAMENTO”
Roma, 2 ottobre 2008. A Liberazione nessun licenziamento. Il quotidiano il Riformista intervista Paolo Ferrero, segretario Prc, che dice ''il partito vuole rilanciare il giornale non vuole chiuderlo''. Ferrero poi aggiunge ''noi non vogliamo mettere sulla strada nessuno'', anche se sottolinea che la situazione di deficit e' aggravata dai tagli all'editoria. Ma l'impegno e' quello di cercare di far aumentare le vendite. Intanto manifestazione l'11 ottobre per la liberta' di stampa. (ASCA)
Liberazione contro
Rifondazione.
Il quotidiano
scende in sciopero.
Fnsi con i giornalisti
Ferrero: "Faremo
di tutto per il rilancio.
Non possiamo
coprire il deficit”
Roma, 25 settembre 2008. Liberazione contro Rifondazione. Domani il quotidiano del Prc non sarà in edicola. L'assemblea di redazione, che si è svolta oggi pomeriggio, ha infatti indetto una giornata di sciopero immediato "per denunciare - dice un comunicato - il comportamento antisindacale della società editrice Mrc Spa e la perdurata mancanza di chiarezza da parte del partito editore Rifondazione Comunista sul futuro del giornale e sulla sorte di chi ci lavora".
Quale ulteriore strumento di denuncia, dice ancora il comunicato, l'assemblea ha deciso di confermare il presidio informativo aperto al pubblico e alla stampa per la giornata di domani a partire dalle 12 in redazione, in viale del Policlinico 131 a Roma. Saranno presenti Ascanio Celestini e Andrea Rivera.
FERRERO: DIFFICILISSIMA SITUAZIONE PER LIBERAZIONE
Roma, 25 settembre 2008. Questa mattina il presidente del consiglio di Amministrazione della Società editrice di Liberazione (Mrc) Sergio Bellucci ha informato il Segretario del Prc Paolo Ferrero sulla situazione economica del quotidiano Liberazione. «Nel prendere atto della gravissima situazione in cui versa il giornale Paolo Ferrero - spiega una nota - ha chiesto al presidente del Cda della Mrc di informare immediatamente il Cdr di Liberazione della situazione e di prospettare nel più breve tempo possibile alla segreteria di Rifondazione le proposte con cui affrontare la difficilissima situazione». (ANSA).
SANSONETTI: “CON TAGLI GOVERNO GIORNALI IN MANO AL TESORO. FINANZIAMENTO INDISPENSABILE PER SOPRAVVIVENZA PICCOLI QUOTIDIANI
Roma, 25 settembre 2008. «Il regolamento vede una riduzione del finanziamento pubblico in varie forme e prevede che sarà erogato di anno in anno sulla base delle disponibilità decise dal ministro del Tesoro. Ciò non solo rende i giornali alle dipendenze del ministro del Tesoro ma renderebbe impossibile ai piccoli giornali di fare delle previsioni sul futuro». Lo afferma il direttore di «Liberazione, Piero Sansonetti, commentando a Ecoradio il sistema di erogazione dei finanziamenti pubblici alla stampa. »Liberazione -continua Sansonetti- è in difficoltà quanto gli altri. Possiamo puntare solo su due voci: le vendite e il finanziamento pubblico. La pubblicità discrimina in Italia i piccoli giornali, per questo è necessario il finanziamento pubblico altrimenti esisterebbero solo i grandi quotidiani. Presenteremo insieme agli altri quotidiani richieste di modifica comune, perchè viviamo più o meno tutti nella stessa situazione. Naturalmente -conclude Sansonetti- con la scomparsa di 'Manifestò e 'Liberazionè si vedrebbe la fine dei giornali di sinistra in Italia”. (Adnkronos)
FNSI AL FIANCO DEI REDATTORI DI "LIBERAZIONE" IN SCIOPERO
Roma, 25 settembre 2008. «La Fnsi è al fianco dei redattori di Liberazione, che hanno deciso una giornata di sciopero immediato per protestare contro un editore che si sottrae al confronto e lascia nella più pesante incertezza i dipendenti». Lo rende noto la stessa Fnsi in un comunicato. Il sindacato dei giornalisti, si legge in una nota, «è ben consapevole della difficilissima situazione in cui l'editoria politica e di opinione è stata gettata dai tagli decisi nel decreto Tremonti, e sta rivendicando con decisione il ripristino dei contributi decisivi per la vita di testate essenziali al pluralismo informativo». «Ma la natura »speciale« degli editori politici non autorizza nessuno di essi a violare norme di correttezza che devono valere anche nelle loro redazioni. Al partito e alla casa editrice della testata il sindacato dei giornalisti chiede di aprire immediatamente il confronto con la rappresentanza sindacale sulle proposte per scongiurare la crisi» conclude la nota. (Adnkronos)
FERRERO: “FAREMO DI TUTTO PER RILANCIARE LIBERAZIONE”
Roma, 26 settembre 2008. «Il Prc, come proprietario unico di Liberazione, deve fare tutto il possibile per il rilancio del giornale. La strada non è portare i libri in tribunale»: lo ha affermato Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione comunista, nella sede di Liberazione in occasione del sit-in organizzato dai giornalisti dopo lo sciopero di ieri in segno di protesta contro la mancanza di chiarezza sul futuro della testata, a rischio anche per i tagli decisi dal Governo. «Questa mattina - ha detto - ho chiesto all'amministratore delegato e al presidente della società editrice di Liberazione di aprire un tavolo per la fase di discussione di rilancio del giornale, che per me resta un valore. La gestione della situazione è complicatissima, si va dal buco di bilancio alla perdita di copie. E ora c'è l'ulteriore mannaia del governo». Ferrero ha aggiunto di aver chiesto all'amministratore delegato «di incontrare il comitato di redazione dei giornalisti e dei lavoratori» del giornale, perchè «il percorso di crisi va gestito in modo chiaro e trasparente». E ha aggiunto: «Vorrei che questa vicenda fosse affrontata senza caricarla di elementi politici. Ciò sarebbe negativo per la risoluzione dei problemi». Il cdr ha chiesto che «la situazione di crisi venga formalizzata. Non accettiamo tavoli al buio», ha detto Anubi D'Avossa del cdr, sottolineando che tutte le eventuali soluzioni e proposte «devono essere proposte alla rappresentanza sindacale». (ANSA).
Liberazione. Prc:
“Non possiamo
coprire il deficit”
Il segretario, Paolo Ferrero: “Ma faremo il possibile per rilanciare la testata”
Roma, 26 settembre 2008. Dopo lo sciopero di ieri per protestare contro il silenzio della società editrice, la Mrc, e del partito editore, Rifondazione comunista, sul futuro del giornale, oggi i giornalisti di Liberazione hanno organizzato un sit-in davanti alla sede della testata, il cui futuro è seriamente a rischio. A elencare le cifre, preoccupanti, relative allo stato di salute della testata, è il segretario del Prc Paolo Ferrero, che ai giornalisti assicura che il partito ''farà tutto il possibile per rilanciare il giornale''.
Le cifre gli sono state fornite ieri mattina dal presidente della Mrc: ''Il deficit 2008 ha una previsione variabile tra i 4 e i 4,5 milioni di euro. Una cosa enorme per un giornale che ha
un bilancio inferiore ai 10 milioni. È chiaro che Prc non ha i soldi per ripianare il deficit, avendo un bilancio di 10 milioni il rischio è che dal 2010 si chiuda il partito''. Ma aggiunge: ''Ieri sera ho incontrato l'amministratore delegato per i dettagli e a breve convocheremo una direzione del partito''.
Ferrero parla di ''situazione grave frutto di più elementi, innanzitutto la significativa perdita di copie, il 30% negli ultimi 4 anni, e un aumento del deficit: nel 2003 il buco era di 700 mila euro, nel 2004 di 1 milione 600 mila, nel 2005 di 1 milione 900 mila, nel 2006 di 2 milioni, nel 2007 di 2 milioni 400 mila. Come mai nessuno si è accorto dell'aggravarsi della situazione dei conti? Non sono in grado di rispondere''.
Ferrero fa sapere di aver chiesto all'amministratore delegato e al presidente di Mrc di ''aprire un tavolo per la fase di discussione di rilancio del giornale, che per me resta un valore. La gestione della situazione è complicatissima. E ora c'è l'ulteriore mannaia del governo'', dice riferendosi ai tagli ai giornali di partito decisi dal ministro Tremonti. Anche senza i quali, ammette, ''ci sarebbe stato un problema enorme''.
Ma ci tiene a dire che ''il Prc, come proprietario unico di Liberazione, deve fare tutto il possibile per il rilancio del giornale. La strada non è portare i libri in tribunale''. Ai giornalisti di Liberazione che gli chiedono se nelle intenzioni della proprietà ci sia un impegno a tutelare di diritti dei dipendenti, Ferrero però si limita a dire: ''Non sono in grado di garantire questo impegno''.
''Apprezziamo le intenzioni ma non ci facciamo prendere in ostaggio dalla politica, si tratta di una vertenza di lavoro - replica Anubi D'Anossa del Cdr - L'editore deve fornirci l'andamento economico del giornale. La situazione di crisi deve essere formalizzata, non accettiamo tavoli al buio, nè tavoli paralleli. E siamo indisponibili a decisioni che pesano solo sul costo del lavoro''. Chiara la posizione del direttore Piero Sansonetti: ''Liberazione serve, fa opinione, è presente sul mercato. Sono in contatto con i direttori di altre testate: questa settimana è delicatissima. Se tolgono 2 milioni di euro al Secolo, alla Padania, a noi, si chiude tutti. Cinque milioni di euro in una Finanziaria sono una cifra ridicola, ma per i giornali di partito è un colpo gravissimo''.
A sostenere la testata ci sono anche il presidente della Regione Puglia Niki Vendola, l'ex segretario di Prc Franco Giordano, il segretario della Fnsi Franco Siddi e il presidente Roberto Natale, che avverte il governo: ''La riforma dell'editoria ci sta molto a cuore, ma se questi tagli all'editoria di partito, no profit e cooperative non verranno cancellati, per noi questo sarà una pietra di inciampo enorme sulla discussione della riforma. Non può esserci la ferita di tagli pesantissimi e iniqui, lasciando invece intatto il contributo indiretto ai grandi gruppi editoriali''. (ANSA)