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Stampa

Decisione rinviata
su Libero Mercato:
per ora non chiude
e non si rilancia.
E Mattia Feltri
Resta a “La Stampa”

Milano, 10 ottobre 2008. Resta incerto il futuro di Libero Mercato, l'allegato economico di Libero diretto da Oscar Giannino. Mercoledì si sarebbero riuniti Vittorio Feltri, l'editore Giampaolo Angelucci e lo stesso Giannino, ma dalla riunione sarebbe emersa solo la decisione di non procedere, per ora, né alla chiusura né al rilancio del supplemento.


Tutto rinviato a data da definire, quindi, ma chi era presente in redazione riferisce che Giannino, al termine dell'incontro, appariva tutt'altro che sereno. Prima di andarsi a "rilassare", in serata, nel salotto televisivo di Bruno Vespa.


Intanto sarebbe rientrata la candidatura di Mattia Feltri a prendere il posto dell'ex direttore responsabile Alessandro Sallusti. Feltri jr. sarebbe stato convinto a rimanere a La Stampa da una buona offerta. Tanto buona da dire "no" anche a papà... (http://www.affaritaliani.it/mediatech/giornali-libero091008.html)


 


“Libero Mercato” verso


la chiusura. Raccolta


a picco per il quotidiano


di Vittorio Feltri


Milano, 3 ottobre 2008. Acque sempre più agitate dalla parti di Libero, il quotidiano diretto da Vittorio Feltri. All'origine dei problemi c'è la scarsa raccolta della concessionaria pubblicitaria interna, Visibilia, creata ad hoc e partecipata al 50% dall'editore e al 50% da Daniela Santanchè. La raccolta 2008, in base a quello che confermano fonti interne al giornale ad Affari, sarebbe del 65% inferiore ai 16 milioni annui garantiti dalla precedente concessionaria Pk.


Sembra che il cambio di concessionaria abbia generato qualche malumore tra Feltri e il direttore generale Gianni Di Giore, da subito contrario a lasciare Pk. La scelta di optare Visibilia si dovrebbe proprio a Feltri e sarebbe da collocare - dicono sempre fonti interne - nell'ambito di una liason politico-industriale tra lo stesso direttore e Daniela Santanchè, i cui esiti però non hanno soddisfatto le aspettative della vigilia. A fare le spese dell'attuale situazione di disagio economico del giornale potrebbe essere la testata economica Libero Mercato, la cui raccolta adv è assai carente. Le voci più insistenti a Libero parlano di una possibile chiusura del giornale pima di Natale, sebbene il Cdr, contattato da Affari, riferisce che al momeno da parte dell'editore non è stato comunicato alcun proposito di porre fine all'esperienza di Libero Mercato. Se questo dovesse accadere 5 dei 10 redattori di Libero Mercato tornerebbero ad occuparsi delle pagine di economia di Libero, mentre per gli altri cinque potrebbe prospettarsi l'ipotesi di andare a coprire i posti lasciati liberi alle cronache e allo sport da colleghi usciti nei mesi scorsi e mai rimpiazzati. La chiusura della testata poi comporterebbe l'uscita del direttore Oscar Giannino.


Dal Cdr trapela anche una certa preoccupazione per la sorte dei tanti giornalisti di Libero a termine, i cui contratti scadono tra gennaio e febbraio del 2009. L'andamento dei prossimi mesi sarà decisivo per definire la loro posizione. Inoltre, è sempre aperta la questione della sostituzione dell'ex direttore responsabile Alessandro Sallusti, che, fino alla sua dipartita verso l'Ordine di Como, era il vero punto di riferimento per la redazione. Attualmente questa funzione è stata presa dallo stesso Feltri, che la mattina ora si fa tutte le riunioni, verso il quale però molti redattori nutrirebbero un po' di soggezione, essendo restii a coinvolgerlo nelle minuzie operative del quotidiano.


Questo inevitabilmente comporta qualche empasse organizzativo, a dispetto dell'impegno che Feltri sta mettendo nell'interpretare la nuova fase. Il candidato più probabile a succedere a Sallusti resta Mattia Feltri. Però, visto, il momento incerto si temporeggia prima di procedere a un'assunzione per forza di cose onerosa... (www.affaritaliani.it)


 


Libero voci sul calo della raccolta pubblicitaria. Daniela Santanché, titolare della concessionaria, ad Affaritaliani: "Nessuna crisi, la foliazione è e resta a 72 pagine". Rumors: stop all'espansione di Libero Mercato


Milano, 26 settembre 2008. Acque agitate dalle parti di Libero. Secondo quanto scrive il quotidiano Italia Oggi in un pezzo circostanziato e ricco di numeri, l'abbandono di Pk come concessionaria pubblicitaria e la decisione di affidarsi a una struttura ad hoc, Visibilia, controllata al 50% dall'editore e al 50% da Daniela Santanchè, non ha dato gli esiti sperati. Sembra che la raccolta pubblicitaria 2008 non superi i 10 milioni, contro i 16 promessi da Pk. E il quadro si fa ancora più critico se si pensa che, per effetto dei provvedimenti del governo, i finanziamenti pubblici quest'anno si ridurranno del 30% e che le copie vendute negli ultimi mesi sono scese del 4%. L'unico elemento che lascia sperare in qualche maggiore introito è l'aumento del prezzo del quotidiano a 1,20 euro. Un po' poco per essere ottimisti sul futuro.


Come primo effetto del calo degli introiti pubblicitari, secondo i bene informati il quotidiano di Vittorio Feltri avrebbe bloccato l'aumento della foliazione, inizialmente previsto per l'autunno e ora rimandato a data da stabilire. Una circostanza smentita dalla stessa Santanché, che contattata da Affaritaliani sottolinea che "la foliazione di Libero è e resta di 72 pagine, non c'è alcuna crisi", aggiungendo di non voler commentare i numeri pubblicati da Italia Oggi: "A certe indiscrezioni rispondo solo con il mio lavoro", si limita a dire l'esponente de La Destra. Tuttavia, fonti interne al giornale contattate da Affari, confermano che le difficoltà del momento sul versante della raccolta pubblicitaria hanno determinato il blocco, o perlomeno il rinvio, di alcuni progetti di espansione. Per ora, infatti, non se ne fa nulla del progetto di aumentare la foliazione di Libero Mercato dalle attuali 16 pagine a 32. Più in generale tra i giornalisti della testata diretta da Vittorio Feltri serpeggia preoccupazione e un risentimento malcelato nei confronti delle ultime scelte dell'editore. Il Cdr, contattato da Affari, a questo punto chiede chiarezza, vuole sapere, in buona sostanza, direttamente dall'editore come stanno le cose e quale sia l'entità delle perdite. In particolare, si chiede che la proprietà si assuma, come già del resto aveva detto in precedenza, la responsabilità delle scelte compiute. (www.affaritaliani.it)


 


 


 





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