Home     Cercadocumenti     Chi è     Link  

Cerca documenti
Cerca:
in:


Documenti
Attualità
Carte deontologiche
CASAGIT
Corte di Strasburgo
Deontologia e privacy
Dibattiti, studi e saggi
Diritto di cronaca
Dispensa telematica per l’esame di giornalista
Editoria-Web
FNSI-Giornalismo dipendente
Giornalismo-Giurisprudenza
  » I fatti della vita
INPGI 1 e 2
Lavoro. Leggi e contratti
Lettere
Ordine giornalisti
Premi
Recensioni
Riforma professione
Scuole di Giornalismo e Università
Sentenze
Storia
Tesi di laurea
TV-Radio
Unione europea - Professioni
  I fatti della vita
Stampa

Professione.
Il convegno dell’Ordine
di Milano? Sputtana
i giornalisti ed è pertanto
il suicidio dell’Ordine stesso.
L’indagine commissionata
ad AstraRicerche fornisce
munizioni a Grillo nella sua
battaglia referendaria,
Complimenti, signora Letizia!
Un’intervista-confessione
fatta in famiglia, ospitata dal
“Giorno” e dal sito della Fnsi.

di Francesco M. de Bonis

Milano, 4 ottobre 2008.  Il sito della  Fnsi  ospita in  pompa magna l’intervista di Mario  Consani a Letizia Gonzales, presidente dell’Odg di Milano, pubblicata nell'edizione odierna di “Il Giorno”. Mario Consani dichiara (correttamente) di essere consigliere dell’Ordine di cui Letizia è presidente. Una intervista in famiglia, patetica, un  nuovo autogol, che si aggiunge all’autogol-convegno del 1° ottobre sul “futuro del giornalismo”. Il titolo dell’articolo dice: ”Al di là delle critiche il convegno di Milano lancia una forte domanda  di autorevolezza”. Critiche di chi? Da nessuna parte si legge che le uniche critiche ragionate al convegno sono venute da Franco Abruzzo (in: http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=2623) sul presupposto che l’indagine commissionata ad AstraRicerche (diretta da Enrico Finzi) sia terribilmente vecchia: da almeno 300 anni i giornalisti sono ritenuti “poco informati, non indipendenti, addirittura bugiardi cronici” ed anche puttane (come “le signore che vanno in carrozza” ha scritto un Papa di fine 600 sui “gazzettieri” dell’epoca).  “In effetti il giudizio sociale sui giornalisti è in continuo peggioramento – ha precisato  Finzi - ma dall'indagine emerge sopratutto come il patrimonio della professione non sia dilapidato: esiste un'enorme domanda insoddisfatta di buona informazione". Il protagonista di "Bel-Ami" di Guy de Maupassant (romanzo pubblicato nel  1885), come ha sottolineato Abruzzo con largo anticipo su Consani, è descritto  come un giornalista cinico, canaglia, senza scrupoli, arrampicatore sociale spregiudicato, pronto alla spacconeria e alle bravate. Quell’immagine, tracciata da Guy de Maupassant, è rimasta  appiccicata ai giornalisti in maniera indelebile, anche se le generalizzazioni hanno limiti facilmente percepibili.  La perdita attuale di prestigio dei giornalisti è dimostrata  anche dai titoli di alcune note di agenzie recenti (“Gb: crolla la fiducia nei giornalisti, peggio soltanto gli agenti immobiliari”; Usa/ “Professioni. La verità? Il pompiere ha più fascino del giornalista. Harris Poll pubblica i risultati di un sondaggio sul prestigio esercitato dalle diverse professioni”).


Il convegno, quindi, ha scoperto l’acqua calda, ma ha arrecato danni consistenti all’Ordine dei giornalisti, perché ha fornito munizioni gratuite e robuste  a Grillo nella sua battaglia referendaria contro l’Ordine stesso. Grillo potrà dire comodamente: “Un’indagine scientifica fatta dall’Ordine dice che i giornalisti sono sputtanati:  45 anni di Ordine non sono serviti a nulla, meglio abolirlo e tentare un’altra strada, quella che sono giornalisti tutti coloro che esercitano questo mestiere”. Complimenti, donna  Letizia! All’autgogol di Letizia, si aggiunge un altro autogol che Mario Consani fa quando pone questa domanda: “In Europa siamo però un’eccezione”. Letizia non risponde sul punto e parla di aria fritta. Né Mario né Letizia  sono al corrente di questa vitale circostanza:  i dlgs 277/2003 (direttiva 2001/19/CE) e 319/1994 (direttiva 92/51/CEE) dicono che la professione giornalistica (italiana), organizzata (ex legge 69/1963) con l’Ordine e l’Albo (come vuole l’art. 2229 Cc) e costituzionalmente legittima (sentenze 11 e 98/1968, 2/1971, 71/1991, 505/1995 e  38/1997 della Consulta),  ha oggi il riconoscimento dell’Unione europea. Il sistema ordinistico italiano è per di più compatibile con la Ue (direttiva 2005/36/Ce o “direttiva Zappalà”).   Mario ripete ingenuamente un vecchio slogan grillesco senza rendersi conto  dell’aiuto che dà a chi vuole spazzare via con l’Ordine anche la professione (sul punto leggi Franco Abruzzo in http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=2010).


Concludendo: quel convegno non è difendibile, perché ha danneggiato e danneggia l’Ordine dei giornalisti.


----------------------------------------------------------------------------------


Da: http://www.fnsi.it/Default.asp?key=8743&SINGA=S


Giornalismo sotto tiro: al di là delle critiche il convegno di Milano lancia una forte domanda  di autorevolezza, Gonzales: "Il 73 per cento degli intervistati dal sondaggio considera comunque utile l'attività dei giornalisti"


 


Milano,  04/10/08. Pubblichiamo un'intervista alla presidente dell'Ordine di Milano, Letizia Gonzales, condotta dal collega Mario Consani che appare nell'edizione odierna del quotidiano Il Giorno


 


di MARIO CONSANI*


BUGIARDI, superficiali, anche un po’ corrotti. Niente di nuovo, in fondo, dal Bel-Ami di Guy de Maupassant in poi. Ma è non comunque bella l’immagine del giornalista che emerge da uno studio recente condotto da Enrico Finzi di Astra Ricerche con interviste telefoniche a 2 mila italiani e divulgato proprio dall’Ordine dei giornalisti della Lombardia.


Letizia Gonzales, presidente dell’Ordine sottolinea però un dato che può far sperare: il 73% degli intervistati ritiene comunque «utile» l’attività dei giornalisti.


«C’è un’importante richiesta di "autorevolezza" per il nostro mestiere, che arriva non solo dall’opinione pubblica ma persino dagli inserzionisti di pubblicità, che forse si stanno rendendo conto di come sia controproducente per tutti avere dei giornali asserviti alle loro esigenze».


Ma come può, un giornalista, acquisire autorevolezza?


«Essendo sempre più libero, grazie alla sua preparazione e alla verifica puntuale delle fonti».


Ma è possibile in un mondo sempre più dominato da Internet e dalla fretta dei tempi?


«E’ un problema. Perché spesso, come mi confermava anche il direttore dell’Ansa, i colleghi più giovani si fidano troppo di Internet, che diffonde anche un sacco di balle. Anche per questo, come Ordine, ci prefiggiamo di incentivare corsi di formazione permanente per insegnare ai più giovani il modo antico e però corretto di fare informazione».


Nel frattempo, però, l’Ordine rischia di sparire se passerà il referendum proposto da Beppe Grillo. Perché un cittadino-lettore dovrebbe augurarsi che rimanga?


«Perché c’è un gran bisogno di regole, in questo settore, anche se certo l’Ordine è da riformare visto che la legge che lo prevede è del ’63».


In Europa siamo però un’eccezione.


«Come osserva il direttore del Sole24Ore Ferruccio De Bortoli, forse il nostro Paese è mediamente più succube a interessi e pressioni di tipo economico, politico e finanziario».


E in Italia si continuano a vendere pochi giornali.


«Il presidente degli editori Carlo Malinconico sostiene però, dati alla mano, che è aumentata la lettura: una sola copia passa di mano in tutta la famiglia. Per me c’è una fascia di pubblico giovane che non compra i giornali ma si informa su Internet. Il futuro è lì e non dobbiamo farci trovare impreparati, perché della "mediazione" del giornalista ci sarà sempre bisogno».


*redattore del Giorno e consigliere dell’Ordine


         





Sito aggiornato al 5 febbraio 2025
Già editore/proprietario/direttore: Franco Abruzzo (3.8.1939-12.4.2025) Per qualsiasi informazione rivolgersi a Vittoria Abruzzo vittoria.abruzzo@gmail.com
© Copyright 2003-2025 Franco Abruzzo, successori e rispettivi titolari - Tutti i diritti riservati
Provider-distributore: Aruba.it SpA (www.aruba.it) - piazza Garibaldi 8 / 52010 Soci (AR)