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Il Sole 24 Ore dell’1/10/2008
Collegati alla manovra.
Le correzioni governative
su lavoro e previdenza

PER I PRECARI «PUBBLICI»
TEMPO FINO A LUGLIO 2009

La stabilizzazione è ancora
possibile con deroga al concorso

di Marco Rogari


Slitta di sei mesi, al 1° luglio 2009, lo stop alla stabilizzazione dei precari nella pubblica amministrazione. Il Governo, per effetto del pressing della sua stessa maggioranza oltre che dell'opposizione, ha deciso di rimodulare l'emendamento al "collegatino quater" (quello su lavoro e previdenza), presentato nei giorni scorsi dal ministro Renato Brunetta in commissione Lavoro alla Camera. Il nuovo correttivo, pur confermando il ripristino della via obbligata del concorso per entrare nella Pa, non blocca più in toto la "sanatoria" introdotta dalle due Finanziarie varate dall'ultimo Governo Prodi. Una decisione accolta con soddisfazione dal Pd, che parla di marcia indietro del ministro Brunetta.


Sempre in commissione Lavoro è stato dato il via libera ad alcuni emendamenti del relatore Giuliano Cazzola (Pdl). A cominciare da quelli che prevedono la riduzione da sei a tre mesi del termine per esercitare la delega sui lavori usuranti e l'inserimento proprio nell'elenco delle attività usuranti da esentare dalle nuove regole pensionistiche di alcune figure di lavoro autonomo, come per esempio gli autotrasportatori, e delle Forze dell'ordine (in primis il personale impegnato sulle volanti).


Le norme anti-stabilizzazione. Tornando al rinvio dello stop alla "sanatoria" sui precari, con una nota Brunetta ha precisato che lo slittamento a luglio delle misure anti-stabilizzazione è stato deciso «per avviare un monitoraggio capillare su tutte le tipologie dei contratti a tempo determinato vigenti e le relative modalità di assunzione adottate dalle singole amministrazioni, nonché il numero di vincitori di concorso in attesa di assunzione». La norma – ha aggiunto Brunetta – «ribadisce il principio costituzionale del concorso pubblico per accedere» alla Pa, «garantisce un percorso a coloro che hanno avuto un rapporto di lavoro con l'amministrazione» e «mira finalmente a far luce sui dati effettivi del fenomeno del precariato della pubblica amministrazione al fine di adottare le misure appropriate per risolvere il problema senza scavalcare i principi costituzionale e i diritti di coloro che regolarmente hanno vinto un concorso pubblico e ancora attendono di essere assunti».


A chiedere con insistenza a Brunetta di trovare una soluzione ponte per consentire un esame più attento della situazione del lavoro atipico nella Pa sono stati diversi deputati dell'area di An e anche di Forza Italia. Ma per Cesare Damiano (Pd) a essere decisiva è stata l'opposizione: «Questo è un primo risultato dell'opposizione del Pd, ma non basta, altrimenti avremo inizialmente la perdita di almeno 60mila posti di lavoro». Di diverso avviso la maggioranza. «È grazie all'intensa attività parlamentare del gruppo del Pdl in commissione Lavoro che il ministro Brunetta si è convinto a riformulare l'emendamento garantendo una seria stabilizzazione programmata sulla base delle concrete risorse disponibili», ha affermato Barbara Saltamartini (Pdl). Che ha aggiunto: «Nessuno rimarrà fuori».


Gli altri collegati. Mentre la commissione Lavoro esaminava gli emendamenti al collegatino "quater", in Aula a Montecitorio si votavano gli articoli del "collegatino bis", scaturito sempre dal collegato originario alla manovra estiva. Tra le misure approvate ieri c'è quella che obbliga le pubbliche amministrazioni a pubblicare sul proprio sito internet le retribuzioni, i curricula, i numeri di telefono professionali dei dirigenti e i tassi di assenza e di maggiore presenza del personale distinti per uffici di livello dirigenziale. Le votazioni proseguiranno oggi. Stop invece in commissione Attività produttive (per inammissibilità) all'emendamento al Ddl Sviluppo finalizzato a destinare al "finanziamento" della social card delle somme versante per sanzioni dell'Antitrust.


 


 





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