La mia “avvertenza” sulla situazione Casagit forse non è stata ben compresa. In taluni ha fatto scattare il vizio inveterato di “dagli all’untore”, in altri una colpevolizzazione personalistica.
Da parte mia, preciso una volta per tutte, non c’era alcuna intenzione di colpevolizzare alcuno. Il richiamo all’attenzione, non era essenzialmente sul “buco” che non è di oggi, ma è un coacervo di somme di uno, due o più anni fa; e che non potrebbe essere diverso visto che i problemi dell’assistenza sanitaria sono una grave questione nazionale.
Volevo piuttosto richiamare l’attenzione su un fattore fondamentale: “E’ concepibile ancora una Cassa autonoma, quando sarebbe meglio rinforzare, potenziare l’Inpgi, presidio dell’autonomia e garanzia della nostra indipendenza, quindi della libertà di stampa? Non ci sono risparmi particolari e complessivi da mettere subito in atto?”
Noi abbiamo una strana opinione della democrazia che affidiamo ad un numero impressionante di delegati: regionali, provinciali, comunali di area, di appartenenza, categoriali, di testate, di sigle, nazionali ed europee, cittadine e, fra non molto, extracomunitarie.
Quale la loro (delle rappresentanze) efficacia, quale il loro costo, quale la loro effettiva corresponsabilità nelle gestioni? Quanti milioni di euro l’anno spendiamo per una riunione di delegati? Nelle prossime settimane si svolgeranno, ad esempio, elezioni suppletive per due (ripeto due) consiglieri generici, che costeranno diverse decine di migliaia di euro. E’ giusto?
Chiediamo opportunamente revisioni di leggi e statuti dei nostri Enti (Ordine, Sindacato, ecc.ecc.). Ma esse appaiono richieste “politiche” di regole, piuttosto che adeguamenti alle realtà odierne e future, che significano organismi agili, rappresentanze essenziali, responsabilità precise. Le responsabilità non si stemperano distribuendole tra una folla di delegati, spesso assenti. E’ peraltro tempo che gli Enti si radunino, si uniscano: fare squadra. Altrimenti, fra non molto tempo perderemo anche i piccoli vantaggi che ci rimangono.
L’occasione per affrontare tutti i problemi c’è. Il contratto nuovo, comunque sarà, ci restituirà la fisionomia di categoria. Si discuta e si cerchi di concretizzare allora il futuro prossimo dei nostri Enti primari per migliorare e consolidare i servizi: più qualità!
Usciamo dalla fasulla e strumentale dicotomia garantiti e non garantiti, pensionati e attivi, giovani e vecchi (“Largo ai giovani di fascistica memoria?”). Impegniamoci per i nostri pensionati. Non per una misera perequazione, ma per più interventi sui bisogni, per una tassazione equa e gradualmente attenuata per i nostri anziani che non sono solo “sanguisughe”. Si diano da fare i sindacalisti e remino in barca verso rive più sicure.
Roma, 1 ottobre 2008
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REPLICA 1
Marcello Ugolini:
“Bisogna tagliare sprechi
e spese superflue”
Sono perfettamente d'accordo con quanto scritto dal collega Andriolo. Ci sono ovviamente margini per risparmiare e quindi far calare il deficit che affligge oggi la nostra Cassa autonoma. Non è certo di questi ultimi tempi il buco come lo ha definito Andriolo;ma per esempio era necessarissimo comperare una mega villa, oltre tutto al confine sud di Roma, costata miliardi? E' necessario che ogni volta che si convoca il Consiglio 130 delegati si spostino dalle Alpi alla Sicilia? Non c'è personale in esubero? Ottima l'iniziativa di istituire un ambulatorio medico; ma da un bene si sta verificando una perdita di danaro: Questo va controllato meglio, non è possibile che chiunque abbia un semplice mal di testa o voglia farsi misurare la pressione si presenta a piazza Apollodoro 1 scambiando l'ambulatorio per un pronto soccorso, i medici che vi operano sono di prima classe ed è ovvio che poi presentino i conti alla Casagit anche se hanno rassicurato chiunque che il mal di testa passa con un analgesico o misurano la pressione tranquillizzando il "paziente". Sono in molti quelli che non hanno capito che quelli che si spendono sono soldi di tutti, costoro pensano solo ed esclusivamente ai fatti propri.
Nella nostra categoria ci sono: Ordine, FNSI, INPGI, all'interno di questi organismi incarichi a iosa, presidenti, sgretrai vicesegretari, Consigli d'Aministrazione, direttori generali, fiduciari possibile mai che nessuno si preoccupi di guardare come vanno le cose in generale Ognuno si cura il proprio orticello lasciando spesso agire a tutto tondo dirigenti di questo o quell'Organismo. Colleghi siamo tutti sulla stessa barca che comincia a fare acqua: di Contratto ancora non si vede l'orizzonte data la presa di posizione degli editori, molti di questi fanno dei flop clamorosi con sperpero di denaro in grandi quantità, però quando si parla di normativa e di euro in più per i giornalisti chiamano le loro truppe cammellate e si trincerano dietri i loro "niet". Di tutto questo ne soffre e ne soffrirà di più in un futuro non lontanissimo l'INPGI che è la salvezza di tutti Ringrazio e mi scuso. Marcello Ugolini, consigliere generele INPGI