EDITORIA. Feltri: “I tagli devono essere uguali per tutti”. Polo. I tagli sono un errore del Governo Prodi.
Roma, 24 settembre 2008. Riguardo ai tagli voluti da Tremonti al finanziamento pubblico alla stampa, Vittorio Feltri, direttore di Libero, ai microfoni di Ecoradio dice: "la cosa che più mi preoccupa è che se si tagliano i soldi ai piccoli giornali, magari si mantengono cospicui contributi dati ai grandi giornali". "L'esempio più clamoroso - aggiunge Feltri - riguarda gli abbonamenti. Ad esempio è chiaro che Panorama abbia delle spese enormi che al 50 per cento vengono pagate dalla casa editrice ossia dalla Mondadori e il rimanente 50 per cento viene pagata dalla stato attingendo dallo stesso fondo di cui stiamo parlando ora. Ecco, io dico che se questi giornali non vengono sfiorati dai tagli saremmo di fronte ad una ingiustizia clamorosa. Sono terrorizzato che qualcuno la faccia franca, e in quel caso lo denunceremo". "Oggi - continua Feltri su Ecoradio - non c'è quotidiano che non fa politica. I tagli dovrebbero essere uguali per tutti, tutti dovrebbero essere danneggiati. In tutto il mondo l'editoria viene sostenuta dallo Stato, se in Italia non si facesse più, sarebbe un'anomalia". "Noi già dal primo di agosto abbiamo provveduto ad aumentare il prezzo del quotidiano. Abbiamo chiesto uno sforzo ai nostri lettori anche perché negli ultimi anni non è mai aumentato il prezzo del giornale ma tutto il resto sì. Il prezzo dei trasporti è aumentato, i costi sono elevatissimi, se nessuno ci aiuta dobbiamo limitare una libertà di stampa che è garantita dalla Costituzione. Uno sforzo deve continuare ad essere fatto - conclude il direttore Feltri - in favore di un settore vitale per il funzionamento della democrazia".(ANSA).
POLO (MANIFESTO), TAGLIO A RISORSE ERRORE GOVERNO PRODI. IL PROFESSORE E BERLUSCONI CANCELLANO I PICCOLI E DIFENDONO I GRANDI
Roma, 24 settembre 2008. Prodi e Berlusconi: governi diversi, stessi errori. Lo sostiene il direttore del «Manifesto» Gabriele Polo che, in una intervista a Ecoradio punta il dito contro il riordino dei finanziamenti pubblici all'editoria. «Questa volta -dice Polo riferendosi alle scelte del governo Berlusconi- il problema si inserisce in una battaglia politica contro una logica che non accettiamo, ossia quella di fare una sorta di pulizia etnica dell'informazione, di continuare ad aiutare i grandi gruppi editoriali cancellando i piccoli. Questa volta chiediamo i soldi per continuare una battaglia politica». «Bisogna riordinare il sistema dei finanziamenti. Un errore del precedente governo Prodi -continua Gabriele Polo- è stato non aver fatto una legge che mettesse ordine in una giungla di contributi che non ha più senso. Invece è stata scelta un' altra operazione: è stato varato un regolamento che può essere cambiato in ogni momento. Con questo taglio -conclude il direttore del Manifesto- potremmo chiudere anche domani, è per questo che chiediamo aiuto ai nostri lettori. Dobbiamo sopperire a ciò che lo Stato non ci dà più». (Adnkronos)
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