Roma, 29 settembre 2008. Il numero, i profili professionali e la collocazione aziendale dei 25 giornalisti di La7 da licenziare: è tutto nero su bianco nella 'Comunicazione di avvio della procedura di licenziamento avviata da Telecom Media che ha ricevuto l'ok di Antonello Piroso, direttore delle testate giornalistiche. Comunicazioni inviate, tra gli altri, al Comitato di redazione, alla Federazione Nazionale della Stampa, alla Federazione degli Editori e al Ministero del Lavoro«. Un piano dettagliato che indica i tagli redazione per redazione, oltre agli accorpamenti che si intendono fare: l'ufficio di direzione aumenta di una unità passando da tre a quattro; mentre l'ufficio centrale scende da 10 a 9, diventando competente anche del multimediale. La cronaca si fonde con gli spettacoli e passa dalle attuali 12 unità a 16 complessive, la politica con l'economia, contando 12 giornalisti (l'attuale organigramma era formato da 8 giornalisti politici e 6 economici). Gli esteri vengono ridimensionati e perdono tre giornalisti, da 13 a 10. Complessivamente il piano parla di 23 “eccedenze” per la sede di Roma e 2 per quella di Milano. A Roma gli esuberi riguardano 1 vicedirettore, 10 caporedattori, due vice caporedattori, 1 caposervizio, 1 vice caposervizio, 1 inviato speciale e 7 redattori ordinari (sarebbero in tutto 9, ma 2 si trasferiscono a Milano). Per la sede milanese sono state individuate 2 eccedenze, due redattori ordinari. Nelle comunicazioni dell'azienda vengono ribadite le linee della riorganizzazione anticipate nei giorni scorsi dall'amministratore delegato Giovanni Stella al cdr: unificazione delle testate News e Sport con un'unica struttura di direzione; l'accorpamento di politica ed economia; cronaca e spettacoli; la riconduzione alla testata di rubriche e programmi come 'Cognome e nome e 'Niente di personale; la multimedialità distribuita in tutte le redazioni e la soppressione del settore telecineoperatori. Escluso il ricorso agli ammortizzatori sociali che non riguardano - spiega il piano - le televisioni private: la Cassa integrazione, i contratti di solidarietà e l'applicabilità della legge 416. No anche a forme di riduzione dell'orario di lavoro come il part-time. (ANSA).
...............................................
Contro i 25 licenziamenti.
LA7: DA STASERA
NUOVO SCIOPERO
AUDIO-VIDEO.
Roma, 29 settembre 2008. Nuovo sciopero a distanza di pochi giorni a La7. Il comitato di redazione dell'emittente ha proclamato da stasera alle 20 l'astensione dalle prestazioni audio video «per protestare contro il metodo inaccettabile dell'azienda - spiega un componente del cdr - che, alla lettera di formalizzazione dell'avvio della procedura di licenziamento collettivo, ha allegato uno schema che indica, redazione per redazione, le qualifiche in esubero e perciò contiene di fatto i nomi e cognomi dei 25 colleghi da mandare a casa». Il cdr sottolinea anche che «i documenti sono firmati dall'amministratore delegato Giovanni Stella e, in calce, dal direttore delle news Antonello Piroso». Inoltre la lettera dell'azienda, che è stata distribuita a tutta la redazione, «non contempla alcun ricorso a strumenti alternativi, come la cassa integrazione, i contratti di solidarietà, l'applicabilità della legge 416 e altre forme di riduzione dell'orario lavoro», come il part time. «È un segnale chiarissimo - commenta il cdr - della mancanza di volontà di aprire un confronto». (ANSA).
GIORNALISTI: CNU, PREOCCUPAZIONE PER LA7 E TAGLI EDITORIA
Roma, 29 settembre 2008. Preoccupazione del Consiglio nazionale degli utenti (Cnu), organismo dell'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, per i licenziamenti annunciati a La7 e per i tagli ai contributi per l'editoria. Per il consigliere del Cnu Piergiorgio Liverani, già direttore di Avvenire, «è allarmante che si voglia ridurre in maniera così drastica il personale giornalistico di quella tv che per anni è stata indicata come il terzo polo, una rete che per anni ha fatto una tv da tutti riconosciuta di qualità. In Italia gli utenti vogliono più informazione, non meno. Alla situazione de La 7 si aggiungono i tagli all'editoria, annunciati dal governo, che rischiano di limitare in modo sensibile - conclude Liverani - la libertà d'informazione». (ANSA).
STELLA: NECESSARIO FORTE RIDIMENSIONAMENTO PERDITE
Roma, 29 settembre 2008. «Ogni mattina apriamo bottega e perdiamo mezzo milione di euro. Le azioni di forte ridimensionamento delle perdite gestionali sono necessarie. Telecom Italia Media è una società quotata in Borsa e gli amministratori devono ottenere risultati in linea con le esigenze del mercato»: lo ha detto Giovanni Stella, a.d. di Telecom Italia Media, che controlla anche La7, alla presentazione della nuova stagione di Exit, il programma della rete condotto da Ilaria D'Amico, che riparte mercoledì 1 ottobre in prima serata. Stella ha precisato che gli interventi previsti «non cambiano la caratteristica della rete, che è quella di essere fuori dal coro». E ha sottolineato che «i giornalisti sono una parte importante dell'azienda e devono anche loro partecipare all'azione di risanamento». Le linee guida del piano di risanamento, anticipate dallo stesso Stella nei giorni scorsi, prevedono oltre a 25 esuberi e al blocco dei contratti a termine nel settore giornalistico, la soppressione del settore telecineoperatori, l'accorpamento di alcune redazioni (la cronaca con gli spettacoli, il servizio politico con quello economico) e la ristrutturazione del settore multimedia con la distribuzione delle attività su tutto il corpo giornalistico. (ANSA).
....................................................
CDR LA7:
AZIENDA ANNUNCIA
25 LICENZIAMENTI.
E' SCIOPERO (2 giorni).
Solidarietà di Fnsi, Cdr
e Federazione europea.
Il CdR del Corriere chiede alla Fnsi e alle Associazioni regionali di Stampa che la risposta nei confronti di Telecom Italia Media non si limiti a una denuncia formale nei confronti del piano di riorganizzazione interna. Il CdR del Corriere della Sera ha intanto chiesto un incontro urgente alla Fnsi e alle Associazioni regionali di Stampa per motivare tutti i propri dubbi sul fatto che sia utile e opportuno proseguire, sotto il ricatto dei licenziamenti, nella trattativa nazionale sul Contratto nazionale di lavoro giornalistico. Gli editori non possono con la mano destra distruggere i posti di lavoro e con la sinistra, allo stesso tempo, pensare di firmare accordi che servano a favorire i loro interessi.
Roma, 23 settembre 2008. Il comitato di redazione de La7 ha proclamato questa mattina con effetto immediato "due giorni di astensione audio-video" in segno di protesta contro l'annuncio dell'azienda "che ha individuato 25 esuberi tra i giornalisti a tempo indeterminato, oltre allo stop dei contratti a termine" e "ha comunicato l'avvio della procedura a termini di legge per il licenziamento collettivo". Tra le linee del piano di intervento, preannunciato questa mattina al cdr dall'amministratore delegato di Ti Media Giovanni Stella, "la chiusura della testata sportiva, l'accorpamento di alcune redazioni, la chiusura della sede di corrispondenza di New York dopo le elezioni americane, la riorganizzazione della redazione multimedia e la chiusura del settore telecineoperatori", spiega la rappresentanza sindacale. Per il cdr, il piano è "la prova che il gruppo vuol far pagare ai giornalisti i milioni di debiti lasciati dalle precedenti gestioni". (ANSA).
TI MEDIA: STELLA, LICENZIAMENTO COLLETTIVO PER GIORNALISTI LA7
Roma, 23 settembre 2008. Una procedura di «licenziamenti collettivi» per la redazione giornalistica de La7. Ad annunciarla è stato l'amministratore delegato di Telecom Italia media, Giovanni Stella, che nel corso di una conference call ha spiegato di averne dato notizia in mattinata al Cdr della testata. In risposta all'annuncio di Stella, motivato con la necessità di contenere i costi, il comitato di redazione dell'emittente che fa capo a Telecom Italia ha proclamato questa mattina con effetto immediato «due giorni di astensione audio-video per protestare contro la decisione dell'azienda, che oltre ai licenziamenti ha annunciato il blocco dei contratti a termine». Gli esuberi sono quantificati dal cdr in 25 quali «diretta conseguenza della chiusura della testata sportiva, dell'accorpamento di alcune redazioni, della chiusura della sede di corrispondenza di New York dopo le elezioni americane, della riorganizzazione della redazione multimedia e della chiusura del settore telecineoperatori», spiega la rappresentanza sindacale. «Questo piano è la prova - accusa il Cdr - che il gruppo vuol far pagare ai giornalisti i milioni di debiti lasciati dalle precedenti gestioni». Nei giorni scorsi la Fnsi aveva lanciato l'allarme per le indiscrezioni che si erano diffuse sul possibile ridimensionamento della testata giornalistica dell'emittente. (Adnkronos).
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Solidarietà del Cdr del Corriere della Sera alla redazione di “La7”.
Il CdR del Corriere chiede alla Fnsi e alle Associazioni regionali di Stampa che la risposta nei confronti di Telecom Italia Media non si limiti a una denuncia formale nei confronti del piano di riorganizzazione interna. Il CdR del Corriere della Sera ha intanto chiesto un incontro urgente alla Fnsi e alle Associazioni regionali di Stampa per motivare tutti i propri dubbi sul fatto che sia utile e opportuno proseguire, sotto il ricatto dei licenziamenti, nella trattativa nazionale sul Contratto nazionale di lavoro giornalistico. Gli editori non possono con la mano destra distruggere i posti di lavoro e con la sinistra, allo stesso tempo, pensare di firmare accordi che servano a favorire i loro interessi.
Milano, 24 settembre 2008. Il Comitato di Redazione del Corriere della Sera esprime piena solidarietà ai colleghi de «La 7» che, con l'astensione dalle prestazioni video-audio, hanno protestato contro la decisione dell'azienda di procedere a forme di licenziamento collettivo che prevedono l'allontanamento di 25 giornalisti con contratto a tempo indeterminato e il blocco dei contratti a termine. Il CdR del Corriere chiede alla Fnsi e alle Associazioni regionali di Stampa che la risposta nei confronti di Telecom Italia Media non si limiti a una denuncia formale nei confronti del piano di riorganizzazione interna. Il CdR del Corriere della Sera ha intanto chiesto un incontro urgente alla Fnsi e alle Associazioni regionali di Stampa per motivare tutti i propri dubbi sul fatto che sia utile e opportuno proseguire, sotto il ricatto dei licenziamenti, nella trattativa nazionale sul Contratto nazionale di lavoro giornalistico. Gli editori non possono con la mano destra distruggere i posti di lavoro e con la sinistra, allo stesso tempo, pensare di firmare accordi che servano a favorire i loro interessi. E certamente non sono in discussione, sul tavolo del negoziato, nuove garanzie a tutela dell'occupazione. Anzi, è emersa chiaramente da parte della Fieg l'intenzione di privilegiare sempre e solo le diverse forme di lavoro precario. Così come appaiono pesantissime le altre richieste che la Federazione degli editori ha presentato e più volte reiterato al tavolo del negoziato sul Contratto nazionale, dopo che per oltre tre anni avevano rifiutato qualsiasi confronto.
Non si può pensare che l'annuncio dei massici licenziamenti a «La 7», con i quali si scaricano sulla redazione gli errori della gestione aziendale, sia un fatto isolato e non invece un ulteriore pesantissimo segnale della strategia alla quale guarda da tempo l'intera categoria degli editori, unita senza distinzioni fra carta stampata e televisioni o altri media, per colpire tutti i giornalisti in quei diritti fondamentali, maturati negli anni, che assicurano la libertà e l'indipendenza nel lavoro, nonchè la separazione della attività professionale, diretta unicamente a informare il pubblico dei lettori o degli spettatori, da ogni condizionamento di poteri forti, politici, economici, finanziari.
Non è casuale la coincidenza con il progetto di ingabbiare i giornalisti con nuove norme sull'uso delle intercettazioni, come non lo è il crescente ricorso a perquisizioni e sequestri dei loro strumenti di lavoro.
I licenziamenti si aggiungono, con il carattere di una autentica provocazione, a un quadro complessivo nel quale risulta aggredito il pluralismo dell'informazione e messa a rischio l'uscita stessa di alcune o molte testate. Gli editori hanno fiutato il vento e colpiscono là dove pensano di poterlo fare più duramente, togliendo lavoro e dignità professionale. Sta ai giornalisti valutare e decidere come rispondere. (RADIOCOR)
SOLIDARIETA' CDR MEDIASET A COLLEGHI LA7
Milano, 25 settembre 2008. Il coordinamento dei Cdr Mediaset esprime in una nota piena solidarietà ai colleghi de La7, che mettono in atto due giorni di astensione audio-video per protestare contro la decisione annunciata da Telecom Italia Media di avviare le procedure di legge per il licenziamento collettivo, dopo aver individuato un esubero di 25 giornalisti a tempo indeterminato e aver bloccato tutti i contratti a termine. ''Si cerca così di scaricare sulla redazione - osserva il coordinamento dei Cdr Mediaset - il prezzo degli errori di gestione che si sono accumulati in questi anni. Siamo certi che il confronto avviato dal sindacato e dalla Federazione della stampa possa far ricredere l'azienda e tutti i giornalisti de La7 possano ritornare con serenità a svolgere il loro lavoro che in questi anni ha dato lustro alla rete, contribuendo non poco alla qualità e alla completezza dell'intera informazione televisiva''. (ANSA)
LA7: LA SOLIDARIETÀ DI SKY TG24,
Roma, 28 settembre 2008. Il Cdr di Sky Tg24 esprime solidarietà ai colleghi de La7 che «protestano contro la decisione dell'azienda di procedere a forme di licenziamento collettivo, forme che prevedono l'allontanamento di 25 giornalisti con contratto a tempo indeterminato e il blocco dei contratti a termine». «A nome di tutti i giornalisti di Sky TG 24 - dice il Cdr - diamo il nostro totale appoggio a colleghi che da anni esprimono alta professionalità e che rappresentano un elemento indispensabile di pluralismo nel nostro Paese». (ANSA).
...................
FNSI E ASR CON GRANDE DETERMINAZIONE AL FIANCO COLLEGHI DI “LA7”
Roma, 23 settembre 2008. «La Fnsi e l'Associazione Stampa Romana sono pienamente solidali coi colleghi de 'La7', che mettono in atto oggi e domani due giorni di astensione audio-video per protestare contro la decisione annunciata da Telecom Italia Media di avviare le procedure di legge per il licenziamento collettivo, dopo aver individuato un esubero di 25 giornalisti a tempo indeterminato e aver bloccato tutti i contratti a termine. Si cerca così di scaricare sulla redazione il prezzo degli errori di gestione che si sono accumulati in questi anni. E lo si fa mandando un segnale in netta contraddizione con la funzione strategica che ancora pochi giorni fa l'amministratore delegato di Telecom, Franco Bernabè, assegnava all'emittente». È quanto si legge in una nota. La crisi de 'La7', si legge nella nota, «merita la massima attenzione perchè parla della annosa irriformabilità del duopolio che, per le storture del mercato pubblicitario, opprime la tv generalista e impedisce un vero pluralismo. Anche per questo il sindacato dei giornalisti sarà con grande determinazione al fianco dei colleghi nel confronto che, secondo le procedure di legge, si avvierà dopo che l'azienda avrà presentato il piano di riorganizzazione». Un confronto nel quale la rappresentanza sindacale, sottolineano la Fnsi e l'Asr, «continuerà a sostenere la valorizzazione piena delle risorse interne e il superamento della logica degli appalti. Vogliamo sperare che Telecom Italia Media avverta la responsabilità di non indebolire il profilo informativo di un canale che rimane una presenza preziosa e originale in un panorama televisivo troppo omologato». (Adnkronos)
LA7. CDR REPUBBLICA: “PIENA SOLIDARIETA’”
Roma, 26 settembre 2008. Il comitato di redazione di Repubblica esprime in una nota, pubblicata oggi sul quotidiano, «piena solidarietà ai colleghi di La7, che protestano contro la decisione aziendale di allontanare dal lavoro 25 giornalisti a tempo indeterminato e bloccare i contratti a termine». Solidarietà dal cdr di Repubblica anche ai colleghi «della Gruner und Jahr che hanno scioperato contro il piano aziendale di riduzione degli organici delle testate Geo e Top girl e contro il licenziamento arbitrario di un collega senza giusta causa e senza ricorrere alla procedure previste dal contratto». Il cdr di Repubblica «ritiene che l'attuale situazione critica della categoria sia aggravata dalla mancanza di un contratto nazionale. È compito della Federazione nazionale della stampa difendere i presupposti economici e normativi che garantiscono la libertà di stampa e l'autonomia della categoria e continuare il tentativo di costruire con un nuovo contratto un quadro di riferimento che confermi il ruolo dei giornalisti e rilanci la professione». (ANSA).
LA7. FEDERAZIONE EUROPEA: “PLURALISMO A RISCHIO”
Roma, 26 settembre 2008. La Federazione europea dei giornalisti (Efj), organismo della Federazione internazionale, esprime in una nota la sua solidarietà ai colleghi de La7, in stato di agitazione in questi giorni per il piano di riorganizzazione di Telecom Italia Media che prevede tra l'altro 25 licenziamenti nella redazione. «Questa massiccia ondata di licenziamenti - afferma il presidente dell'Efj, Arne Konig - non solo arriva senza preavviso, ma mette anche seriamente in pericolo il pluralismo nei media italiani. La7 è l'unica alternativa a livello nazionale alla Rai, la tv pubblica controllata dal governo del premier Berlusconi, e ai canali di proprietà dello stesso Berlusconi, situazione che rende l'emittente strategica». Citando l'intenzione dell'azienda di mandare a casa 25 giornalisti sugli 88 assunti nella redazione, cioè «oltre un quarto della forza lavoro», la Federazione europea dei giornalisti sottolinea anche che «è la prima volta in Italia che un broadcaster nazionale licenzia contemporaneamente un numero così elevato di giornalisti a tempo indeterminato». (ANSA).
.....................................................................................
LE PRESE DI POSIZIONE DEI CDR/Testi integrali
Il Comitato di Redazione del Corriere della Sera esprime piena solidarietà ai colleghi de ”La 7” che, con l’astensione dalle prestazioni video-audio, hanno protestato contro la decisione dell’azienda di procedere a forme di licenziamento collettivo che prevedono l’allontanamento di 25 giornalisti con contratto a tempo indeterminato e il blocco dei contratti a termine. Il CdR del Corriere chiede alla Fnsi e alle Associazioni regionali di Stampa che la risposta nei confronti di Telecom Italia Media, anche se non aderente alla Fieg, non si limiti a una denuncia formale nei confronti del piano di riorganizzazione interna.
Il CdR del Corriere della Sera ha intanto chiesto un incontro urgente alla Fnsi e alle Associazioni regionali di Stampa per motivare tutti i propri dubbi sul fatto che sia utile e opportuno proseguire, sotto il ricatto dei licenziamenti, nella trattativa sul Contratto nazionale di lavoro giornalistico. Non è accettabile che alcuni editori possano distruggere posti di lavoro, mentre altri fisicamente presenti ai tavoli negoziali pensano di firmare accordi che servano a favorire i loro interessi. E certamente non sono in discussione, sul tavolo del negoziato, nuove garanzie a tutela dell’occupazione. Anzi, è emersa chiaramente da parte degli editori l’intenzione di privilegiare sempre e solo le diverse forme di lavoro precario. Così come appaiono pesantissime le altre richieste che la Federazione degli editori ha presentato e più volte reiterato al tavolo del negoziato sul Contratto nazionale, dopo che per oltre tre anni avevano rifiutato qualsiasi confronto.
Non si può pensare che l’annuncio dei massici licenziamenti a “La 7”, con i quali si scaricano sulla redazione gli errori della gestione aziendale, sia il caso di un interlocutore sciolto e isolato e non invece un ulteriore pesantissimo segnale della strategia alla quale guarda da tempo l’intera categoria degli editori, unita senza distinzioni fra carta stampata e televisioni o altri media, per colpire tutti i giornalisti in quei diritti fondamentali, maturati negli anni, che assicurano la libertà e l’indipendenza nel lavoro, nonché la separazione dell’attività professionale, diretta unicamente a informare il pubblico dei lettori o degli spettatori, da ogni condizionamento di poteri forti, politici, economici, finanziari. Non è casuale la coincidenza con il progetto di ingabbiare i giornalisti con nuove norme sull’uso delle intercettazioni, come non lo è il crescente ricorso a perquisizioni e sequestri dei loro strumenti di lavoro.
I licenziamenti si aggiungono, con il carattere di una autentica provocazione, a un quadro complessivo nel quale risulta aggredito il pluralismo dell’informazione e messa a rischio l’uscita stessa di alcune o molte testate.
Gli editori hanno fiutato il vento e colpiscono là dove pensano di poterlo fare più duramente, togliendo lavoro e dignità professionale. Sta ai giornalisti valutare e decidere come rispondere.
--------------------------------------------------------------------------------
Il comitato di redazione di Repubblica esprime la sua piena solidarietà ai colleghi di La 7, che protestano contro la decisione aziendale di allontanare dal lavoro 25 giornalisti a tempo indeterminato e bloccare i contratti a termine, e ai colleghi della Gruner und Jahr che hanno scioperato contro il piano aziendale di riduzione degli organici delle testate Geo e Top girl e contro il licenziamento arbitrario di un collega senza giusta causa e senza ricorrere alle procedure previste dal contratto. Il Cdr di Repubblica ritiene che l'attuale situazione critica della categoria sia aggravata dalla mancanza di un contratto nazionale. È compito della Federazione nazionale della Stampa difendere i presupposti economici e normativi che garantiscono la libertà di stampa e l'autonomia della categoria e continuare nel tentativo di costruire con un nuovo contratto un quadro di riferimento che confermi il ruolo dei giornalisti e rilanci la professione.
-------------------------------------------------------------
Il Comitato di redazione del Sole 24 Ore esprime la sua piena solidarietà ai colleghi di La 7, che protestano contro la decisione aziendale di allontanare dal lavoro 25 giornalisti a tempo indeterminato e bloccare i contratti a termine, e ai colleghi del gruppo Gruner und Jahr che hanno scioperato contro il piano aziendale di riduzione degli organici e contro il licenziamento arbitrario di un collega senza giusta causa e senza ricorrere alle procedure previste dal contratto. Il Cdr del Sole 24 Ore ritiene che l'attuale situazione critica della categoria sia aggravata dalla mancanza di un contratto nazionale. Quello attuale, infatti, è scaduto da quasi quattro anni ed essendo stato firmato nel 2001 non è più assolutamente adatto a regolamentare una realtà che nel frattempo è cambiata e continua a mutare velocemente. L'assenza di regole contrattuali adeguate, assieme all'attuale situazione economica, pone i comitati di redazione e i colleghi – sia assunti che precari - nella situazione di non avere più gli opportuni strumenti per difendersi, anche di fronte al comportamento di alcuni editori. E compito della Fnsi continuare nel tentativo di costruire con un nuovo contratto un quadro di riferimento normativo che confermi il ruolo dei giornalisti e rilanci la professione.
--------------------------------------------------------
Il Comitato di redazione de La Stampa esprime la sua piena solidarietà ai colleghi de La 7, che protestano contro la decisione aziendale di allontanare dal lavoro 25 giornalisti a tempo indeterminato e bloccare i contratti a termine. Il Cdr de La Stampa ritiene che l'attuale situazione critica della categoria sia aggravata dalla mancanza di un contratto nazionale. Quello attuale, infatti, è scaduto da quasi quattro anni ed essendo stato firmato nel 2001 non è più adatto a regolamentare una realtà che nel frattempo è cambiata e continua a mutare. Anche alla luce della gravissima situazione creatasi a La 7, il Cdr de La Stampa invita la Fnsi a compiere ogni sforzo per ottenere, con il nuovo contratto, un quadro di riferimento normativo che confermi il ruolo dei giornalisti e rilanci la professione.
-----------------------------------------------
Il Comitato di redazione del Messaggero esprime la sua piena solidarietà ai colleghi di La 7, che protestano contro la decisione aziendale di allontanare dal lavoro 25 giornalisti a tempo indeterminato e bloccare i contratti a termine, e ai colleghi del gruppo Gruner und Jahr che hanno scioperato contro il piano aziendale di riduzione degli organici e contro il licenziamento arbitrario di un collega senza giusta causa e senza ricorrere alle procedure previste dal contratto. Il Cdr ritiene che l'attuale situazione critica della categoria 'sia aggravata dalla mancanza di un contratto nazionale. Quello attuale, infatti, è scaduto da quasi quattro anni, ed essendo stato firmato nel 2001 non è più adatto a regolamentare una realtà che nel frattempo è cambiata e continua a mutare. L'assenza di regole contrattuali adeguate, assieme all'attuale situazione economica, pone i comitati di redazione e i colleghi - sia assunti che precari - nella situazione di non avere più gli opportuni strumenti per difendersi, anche di fronte al comportamento di alcuni editori. È compito della Federazione nazionale della Stampa continuare nel tentativo di costruire con un nuovo contratto un quadro di riferimento normativo che confermi il ruolo dei giornalisti e rilanci la professione.
...............
Il Cdr del Mattino di Napoli esprime solidarietà ai colleghi de La 7 impegnati in una dura vertenza sindacale in seguito all'annuncio del licenziamento di 25 redattori.
In un momento decisivo della trattativa nazionale sul contratto, si tratta di serrare i ranghi e mantenere una posizione ferma, nella difesa di uno strumento che rappresenta la volontà dei giornalisti italiani di non chiudere gli occhi davanti ai cambiamenti della professione e dell'intero settore.
Si chiedono sacrifici e responsabilità ai giornalisti, ma oggi si impone la stessa richiesta di chiarezza e impegno agli editori.
E' già sufficiente a rendere complicato il quadro il clima di queste settimane (norme sulle intecettazioni, perquisizioni ai giornalisiti, azzeramento della dialettica sindacale nelle aziende); qualsiasi sfaldamento interno alla categoria rischierebbe di minare il percorso fin qui seguito dall'Fnsi.
------------------
Il Comitato di redazione di Libero esprime la sua piena solidarietà ai colleghi di La 7, che protestano contro la decisione aziendale di allontanare dal lavoro 25 giornalisti a tempo indeterminato e bloccare i contratti a termine, e ai colleghi del gruppo Gruner und Jahr che hanno scioperato contro il piano aziendale di riduzione degli organici e contro il licenziamento arbitrario di un collega senza giusta causa e senza ricorrere alle procedure previste dal contratto.
Il Cdr di Libero ritiene che l'attuale situazione critica della categoria sia aggravata dalla mancanza di un contratto nazionale. Quello attuale è scaduto da quasi quattro anni e, firmato nel 2001, non è più adatto a regolamentare una realtà molto cambiata e in continua mutazione. L'assenza di regole contrattuali adeguate, assieme all'attuale situazione economica, pone i Comitati di redazione e i colleghi - sia assunti che precari - nella situazione di non avere più gli opportuni strumenti per difendersi, anche di fronte al comportamento di alcuni editori. È compito della Fnsi continuare nel tentativo di costruire con un nuovo contratto un quadro di riferimento normativo che confermi il molo dei giornalisti e rilanci la professione.
------------------------------------------------------------
Il Cdr della Quadratum a nome di tutti i colleghi della casa editrice esprimono la loro totale solidarietà ai giornalisti della Gruner/Jahr Mondadori in sciopero per i gravi fatti accaduti: il licenziamento llegittimo del vice direttore di Geo, il mancato rispetto del contratto giornalistico e della legislazione in merito alle riorganizzazioni di testata. Stupisce, forse nemmeno tanto, vista la congiuntura politica in Italia, che editori del calibro di Mondadori e della tedesca Gruner agiscano al di fuori delle norme sindacali e delle leggi che disciplinano il mondo del lavoro. Chiediamo con forza ai colleghi della Fnsi e dell'Alg di intervenire in tutti i modi e in ogni sede per vedere riaffermata la dignità dei colleghi e tutelata l'occupazione.