A difesa dell'Ussi, ma anche a sostegno delle richieste di Del Boca alla Lega Calcio, è intervenuto Franco Siddi, segretario generale della Fnsi, che reiterando la richiesta dell'Ordine di cambiare il regolamento di accesso agli stadi, ha spiegato: «In questi giorni una iniziativa autonoma della Lega calcio ha determinato confusione e incomprensioni anche fuori luogo. L'Ussi non è un club, né un'associazione che possa essere definita di questo o di quel collega. Il suo Presidente, Luigi Ferrajolo, e con lui le Unioni di stampa sportive non impongono a nessuno di iscriversi all'Unione che ha caratteristiche sindacali, qualificanti di una specificità professionale del giornalismo sportivo italiano, della sua benemerita storia e organizzazione, riconosciuti anche dal Coni. L'adesione all'Ussi è libera.
Per quanto consta alla Federazione della Stampa, il regolamento della Lega calcio per l'accesso al lavoro dei fotogiornalisti è una scelta unilaterale della Lega. Con la stessa Lega calcio il Sindacato dei giornalisti, Ussi compresa, ritiene debba essere fatta chiarezza al fine di assicurare il rispetto dell'autonomia delle scelte professionali e del lavoro dei giornalisti». (www.agendacomunicazione.it)
Del Boca: si può scrivere di sport senza l’iscrizione all’Ussi
Roma, 10 settembre 2008. “Dalla precisazione che la stessa Unione Stampa Sportiva propone per se stessa (“l’Ussi non è un’associazione privata ma un gruppo di specializzazione della Federazione Nazionale della Stampa”) dovrebbe discendere come ovvia conseguenza l’impossibilità di considerare l’iscrizione all’Ussi come condizione indispensabile per entrare negli stadi. Per nessun giornalista italiano è obbligatoria l’iscrizione al sindacato al fine di esercitare la professione. Certo, bene sarebbe se i colleghi realizzassero fra loro quella solidarietà che anche l’iscrizione al sindacato e ai gruppi di specializzazione evidenzia. Ma non può essere un obbligo dirimente. E, infatti, in alcune redazioni, esistono e sono esistiti rappresentanti nel Comitato di redazione, organo sindacale di base, che non sono iscritti alle associazioni di stampa e dunque alla Fnsi. Perciò e, a maggior ragione, non è necessario essere iscritti al gruppo cronisti per frequentare le questure in cerca di notizie, né esibire la tessera della stampa cattolica per diventare vaticanista né quella dell’associazione dei critici teatrali per recensire i film al festival di Venezia. Di sport deve essere possibile scrivere anche senza l’avallo di Luigi Ferraiolo”.
La polemica è nata quando Del Boca, in quanto presidente dell’ente pubblico competente per l’ordinamento della professione giornalistica, aveva richiesto una immediata modifica del regolamento emanato dalla Lega nazionale Professionisti per la stagione 2008 – 2009, nei due punti che risultano non conformi alle vigenti disposizioni di legge. Il primo richiede ai fotografi, unitamente all’iscrizione all’Albo dei giornalisti, la tessera di iscrizione all’USSI. Il secondo ammette per l’esercizio dell’attività di cronaca la possibilità di indicare, oltre a giornalisti iscritti all’Albo, “persone munite di formale documento rilasciato dall’Ordine dei giornalisti regionale, comprovante attività propedeutica a divenire pubblicista”.
Alla presa di posizione di Del Boca è seguita, dopo poche ore, la puntualizzazione del Comitato di Presidenza dell’Ussi nazionale, guidato da Luigi Ferrajolo: “L'Ussi non è una associazione privata, ma un gruppo di specializzazione della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, che ha come finalità primaria la tutela, sindacale e professionale, dei colleghi, giornalisti e fotocineoperatori, che operano in ambito sportivo. L'iniziativa di Lorenzo Del Boca, che chiede alla Lega di eliminare la richiesta di appartenenza all'Ussi dal regolamento per i fotografi, in quanto, a suo dire “contrasta con le norme costituzionali in materia di libertà di informazione”, è da considerarsi argomentazione priva di fondamento. L'appartenenza all'Ussi costituisce infatti, proprio per i requisiti previsti dallo statuto e dal regolamento dell'Unione Stampa Sportiva Italiana, una ulteriore attestazione di attività professionale. E non discrimina gli iscritti all'Ordine”.
Del Boca conclude: “I dirigenti della categoria devono trovare il modo di tutelare chi lavora (e spesso in condizioni precarie) e non scaricare quelli che non hanno versato l’obolo di qualche decina di euro all’organizzazione di Luigi Ferraiolo”. (www.odg.it)
Diritti sportivi e fotogiornalisti. FRANCO SIDDI (FNSI): "L’Ussi è associazione professionale. Il diritto di cronaca sportiva non si commercia: la Lega calcio cambi"
Roma, 13 settembre 2008. “La Federazione Nazionale della Stampa Italiana con tutti i suoi organismi di base e di specializzazione, tra i quali, meritoriamente l’Ussi (Unione Stampa Sportiva Italiana), è fortemente impegnata a favorire l’accesso al lavoro e la tutela di tutti i giornalisti. Attività autonome, di poteri, di organismi esterni, di organizzazioni portatrici di interesse non possono essere confuse con le attività istituzionali e sociali degli organismi associativi e sindacali". Lo dichiara in una nota il Segretario generale della Fnsi, Franco Siddi.
"In questi giorni - prosegue la nota della Fnsi - una iniziativa autonoma della Lega calcio ha determinato confusione e incomprensioni anche fuori luogo. L’Ussi non è un club, né un’associazione che possa essere definita di questo o di quel collega. Il suo Presidente, Luigi Ferrajolo, e con lui le Unioni di stampa sportive non impongono a nessuno di iscriversi all’Unione che ha caratteristiche sindacali, qualificanti di una specificità professionale del giornalismo sportivo italiano, della sua benemerita storia e organizzazione, riconosciuti anche dal Coni. L’adesione all’Ussi è libera.
Per quanto consta alla Federazione della Stampa, il regolamento della Lega calcio per l’accesso al lavoro dei fotogiornalisti è una scelta unilaterale della Lega.
Con la stessa Lega calcio il Sindacato dei giornalisti, Ussi compresa, ritiene debba essere fatta chiarezza al fine di assicurare il rispetto dell’autonomia delle scelte professionali e del lavoro dei giornalisti.
Sicuramente è un problema reale e importante quello delle riprese negli stadi, che la Lega vorrebbe vietare agli operatori delle tv locali. Il diritto di cronaca non si commercia. La scelta delle immagini non può essere a questo proposito competenza di chi realizza un evento ma di chi sceglie di osservarlo con indipendenza, con i propri occhi.
Per la Federazione della Stampa l’imposizione della Lega calcio è uno scandalo. Il calcio si prenda pure i soldi per le dirette ma non si arroghi alcun diritto di stabilire che cosa può essere mandato in onda oltre le dirette. I tre minuti di cronaca concessi a tutti gli operatori non possono essere vincolati a una scelta dei contenuti diffondibili in questo spazio di tempo, come capita oggi. Il campionato europeo di calcio ha dimostrato che quando questo avviene è facilissimo che siano mutilazioni gravi all’informazione. Nessuno ha dimenticato che alcune manifestazioni nello stadio di Vienna siano state viste solo dai telespettatori svizzeri e austriaci che potevano vantare riprese proprie, mentre in tutto il mondo questi episodi sono stati oscurati perché le immagini erano prodotte dall’Uefa, organizzatrice dell’evento. E’ una vergogna intollerabile, sempre. Le autorità politiche che hanno sovrainteso alle regole per i diritti sportivi devono porre immediato rimedio a questa vergogna.
La Federazione della Stampa, d’intesa con l’Ussi, chiede alla Lega calcio professionisti un incontro urgente per una chiarezza sui diritti di cronaca senza nulla togliere ai diritti commerciale che le appartengono”. (www.fnsi.it)
Fotografi e diritti tv: la verità dell'Ussi
Roma, 17/09/08. Il Comitato di Presidenza dell'Ussi, riunito oggi a Roma, ha esaminato la questione dei regolamenti della Lega Professionisti per fotografi e cronaca audiovisiva. Al termine dei lavori ha approvato questo documento.
Il nuovo regolamento emanato dalla Lega Professionisti per la stagione 2008 - 2009 relativo alle richieste di accredito ha creato non pochi problemi, soprattutto tra i fotografi, e troppi equivoci e incomprensioni. E', dunque, necessario chiarire alcuni punti:
1) La Lega ha emanato il regolamento a pochi giorni dal via dei campionati (13 agosto), senza aver interpellato o informato l'Ussi.
2) Tantomeno l'Ussi ha chiesto che tra i requisiti per ottenere l'accredito dalla Lega fosse necessaria l'iscrizione all'Ussi stessa. Chi sostiene questo, dice il falso.
3) Appena ricevute le prime segnalazioni da alcuni fotografi, il presidente dell'Ussi ha telefonato al direttore generale della Lega, Marco Brunelli, protestando per la novità introdotta senza avere consultato l'Ussi. Novità che ha creato non pochi problemi organizzativi ai gruppi regionali, incalzati da domande d'iscrizione urgenti. Inoltre, il presidente ha fatto presente a Brunelli che, essendo l'Ussi un sindacato di specializzazione, non si può condizionare il diritto di lavoro all'iscrizione dell'Unione Stampa Sportiva Italiana. E' stato chiesto, quindi, alla Lega di rivedere il regolamento e il direttore generale Brunelli, dopo aver spiegato che la novità era stata introdotta per filtrare le domande dei accredito, eccessive e spesso presentate da fotografi non professionisti, ha assicurato che avrebbe tenuto presente la segnalazione dell'Ussi. Fermo restando - come ha evidenziato l'iniziativa della Lega - che l'iscrizione al gruppo di specializzazione della stampa sportiva assicura e garantisce la conoscenza dei regolamenti, induce gli iscritti ad un comportamento deontologicamente corretto, elementi tipici di un'organizzazione sindacale.
Del resto, in un panorama sempre più variegato, anche per le esigenze dei vari organi di informazione e dei mezzi anche tecnologici in uso agli stessi, il ruolo dell'Ussi suil territorio ha un valore sempre più importante.
4) L'Ussi ha chiesto l'intervento della Fnsi, con la quale ha sollecitato un incontro urgente in Lega, anche per discutere del delicato e serio problema delle sintesi preconfezionate di 3 minuti concesse alle tv.
L'Ordine dei Giornalisti, a sua volta, ha meritoriamente segnalato il problema relativo agli accrediti, ma invece di unirsi all'iniziativa dell'Ussi e della Fnsi, ha preferito, non si capisce per quale motivo, attaccare l'Ussi e il suo presidente. Ha definito l'Ussi "l'organizzazione di Luigi Ferrajolo", offendendo l'Unione Stampa Sportiva Italiana, i suoi 60 anni e più di storia, durante i quali si è battuta per i diritti dei giornalisti sportivi, guidata da degni president6i del calibro di Bruno Roghi, Leone Boccali, Luigi Chierici, Giorgio Tosatti e tanti altri. Lorenzo Del Boca accusa falsamente l'Ussi di scaricare "quei colleghi che non hanno versato l'obolo all'organizzazione di Luigi Ferrajolo". E' grazie che4 il presidente dell'Ordine si esprima in questi termini. L'iscrizione all'Ussi resta un valore aggiunto e caratterizzante per quei colleghi che si occupano prevalentemente di sport. Ogni iscritto paga una quota d'iscrizione, non un obolo, mentre i dirigenti dell'Ussi, a partire dal suo presidente, svolgono l'attività sindacale come puro e semplice volontariato. senza distacchi sindacali e lavorando ogni giorno regolarmente. Soprattutto senza ricevere le indennità di presenza, riconosciute invece al presidente e ai consiglieri dell'Ordine. (da www.fnsi.it)