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GIORNALISTI.
“AUTONOMIA
E SOLIDARIETÀ”:
E’ URGENTE LA
RIFORMA
DELL’ORDINE.

Bologna, 14 settembre 2008. Il Coordinamento nazionale di Autonomia e Solidarietà, componente della Fnsi, «ritiene assolutamente necessaria una profonda riforma della legge ordinistica. Si tratta di una necessità non più rinviabile se si vuole che la professione giornalistica si svolga nel rispetto di un complesso di norme moderne che puntino, soprattutto, a garantire la qualità più elevata possibile dell'informazione nel nostro Paese». In un documento diffuso alla vigilia del Consiglio nazionale dell'Ordine, convocato da martedì a giovedì a Roma per discutere il progetto di riforma dell'Ordine, Autonomia e Solidarietà sottolinea la necessità di «individuare un percorso unico di accesso alla professione», che «dovrà caratterizzarsi per una elevata formazione universitaria con costi contenuti che evitino una selezione per censo. La pluralità delle metodologie di accesso alla professione non garantisce affatto maggiori opportunità e trasparenza e, soprattutto, non ha alcuna relazione con le reali possibilità fornite dal mercato del lavoro». Questione rilevante per la componente è poi la ridefinizione del ruolo del pubblicismo, « che va salvaguardato nell'ambito di modalità che prevedano anche l'accesso ad esso, oltre che attraverso corsi di formazione, mediante un esame di accertamento della conoscenza delle norme deontologiche che sovrintendono all'esercizio di qualsiasi attività di natura giornalistica». Inoltre, «occorre che vengano operati i necessari controlli circa il permanere di una effettiva attività giornalistica nel tempo che potrebbe essere certificata dall'iscrizione all'Inpgi, del resto obbligatoria per legge sia per il lavoro dipendente che per quello autonomo e che prescinde dalla esclusività o meno di tale attività». Autonomia e Solidarietà concorda con l'ipotesi «di un periodo sufficientemente ampio nel tempo che consenta un'adeguata sanatoria di tutte quelle posizioni formalmente inquadrate nel pubblicismo ma che, in realtà, sono riconducibili al professionismo». Altra questione, la governabilità dell'Ordine a livello nazionale. «L'attuale meccanismo di formazione del Consiglio nazionale, con la sua progressione numerica - afferma Autonomia e Solidarietà - è da tutti considerato non in grado di garantire la funzionalità di un organismo che è collegio giudicante di seconda istanza. Va stabilito un meccanismo che blocchi su un numero predeterminato i componenti del Cn e che garantisca la maggioranza nell' organismo a coloro che svolgono l'attività giornalistica in via esclusiva, come logica vuole». (ANSA).


 


In: http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=2357


RIFORMA DELL’ORDINE:


meno consiglieri


e giudizi più


tempestivi ed equi.


Professionisti: accesso


con laurea triennale


+ biennio specialistico.


Pubblicisti soltanto


i portatori di esperienze.


IN CODA la bozza della riforma





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