Roma, 1 agosto 2008. La Federazione Nazionale della Stampa, insieme con
l'Associazione Stampa Subalpina e l'Associazione della Stampa
Valdostana, "rileva con rammarico che la Fipeg, Federazione della Piccola
Editoria Subalpina, ha imboccato la strada della rottura definitiva verso
il contratto dei giornalisti". "Non potrà cambiare i contratti in essere -
rileva la Fnsi - ma la scelta di puntare verso contratti non
giornalistici è un atto di grave ostilità nei confronti dei giornalisti e
delle loro organizzazioni, che non potrà rimanere priva di conseguenze.
D'ora in poi il sindacato dei giornalisti con tutti i suoi strumenti a
disposizione sarà costretto ad adottare analogo atteggiamento, senza
sconti, nei confronti di una controparte, con la quale aveva intrattenuto
un rapporto anche contrattuale di attenzione speciale. Ogni
determinazione contraria all'applicazione del contratto giornalistico
dovrà essere opportunamente considerata, per il suo significato anche
dalle amministrazioni pubbliche dalle quali la Fipeg e le sue aziende si
attendono contributi". "Il sindacato dei giornalisti, nella sua totalità -
insiste la Fnsi - ritiene che nessun ente pubblico debba erogare
contributi a chi non rispetta i contratti di lavoro di categoria. E in
Italia, piaccia o non piaccia a Fipeg, i contratti rappresentativi dei
giornalisti li stipula la Fnsi, organismo sindacale unico e unitario
rappresentativo di tutti i giornalisti italiani. Altri contratti, di
altre entità e con altri organismi, sono surrogati, non rappresentano la
professione ne il lavoro qualificato, non sono giuridicamente validi nei
confronti dei giornalisti. Ogni azione di rigore verrà messa in atto". La
Federazione della stampa, con le Associazioni Regionali del Piemonte e
della Valle d'Aosta, "non ha mai rinunciato a considerare lo specifico
valore della stampa locale delle due regioni. Lo è ancora. Ma non
accetterà mai senza reagire adeguatamente che operazioni di mascheramento
organizzativo, come quello che tenta la Fipeg, passino senza conseguenze
sulla pelle dei giornalisti e dei lavoratori, considerati mero fattore di
produzione che deve piegarsi a spregiudicate riduzioni di stipendio e di
mutamento di funzioni. Questa nota - annuncia la Fnsi - viene inviata
anche al dipartimento editoria presso la Presidenza del Consiglio dei
Ministri, alle regioni di Piemonte e Valle d'Aosta, all'Inpgi e alla
Casagit perché lo sviluppo della situazione nei giornali Fipeg venga
attentamente monitorata". (ANSA).