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Stampa

Comunicato del presidente dell’OgL
Fnsi e Ordine nazionale dei Giornalisti
contro i praticanti assunti a termine.
Abruzzo: “Posizione anticostituzionale
dettata dalle esigenze di bilancio dell’Inpgi”

“Un Ordine professionale, che nega i diritti fondamentali del cittadino, merita almeno il commissariamento se non la chiusura. Un sindacato, che nega i diritti fondamentali del cittadino, è in effetti un sindacato corporativo, destinato a una vita grama e a nuove sconfitte dopo quelle del 2001”.

Milano, 1 marzo 2005. Il 23 febbraio si è svolta nella sede dell’Ordine nazionale la Consulta dei presidenti degli Ordini regionali. Il segretario Vittorio Roidi (noto esponente della cosiddetta sinistra sindacale, che in effetti è una destra conservatrice) ha dettato la linea: “Non potete e dovete iscrivere nel  Registro i praticanti assunti a termine”. Qualche giorno dopo la Fnsi ha diffuso la piattaforma per il contratto 2005/2009. Alla voce “Praticantato e accesso” si legge: Il praticantato giornalistico, così come previsto dalla legge istitutiva dell’Ordine professionale, è inteso come periodo consecutivo di 18 mesi di formazione e apprendimento. Il contratto di praticantato deve avere questo obiettivo. Non è possibile, quindi, che siano stipulati contratti di praticantato a termine, spesso per periodi molto brevi, se non, con riferimento alla normativa previgente, nei soli casi di assunzione di praticanti iscritti nell’elenco dei disoccupati o cassintegrati. La Federazione della Stampa ritiene che già con la normativa in vigore l’assunzione di praticanti a termine deve ritenersi illegittima, ma a fronte di controverse interpretazioni è bene precisare inequivocabilmente che non possono essere assunti praticanti a tempo determinato. Sempre nell’ambito delle disposizioni sulla formazione e in presenza di un utilizzo crescente e irregolare di stagisti si chiede di definire una precisa normativa, anche d’intesa con l’Ordine professionale,  che preveda, tra l’altro: a) vincolo di utilizzo dei soli stagisti provenienti dalle scuole riconosciute dall’Ordine; b) ambito temporale e numerico di utilizzo; c) divieto di inserimento nel ciclo produttivo e di sostituzione di personale assente; d) garanzie di una adeguata formazione aziendale durante lo svolgimento dello stage”.


Commento. Da oggi, 1 ° marzo,  hanno perso ogni  efficacia le norme contrattuali in tema di lavoro a termine, perché si applicano  soltanto  le clausole del Dlgs n. 368/2001 (Attuazione della direttiva 1999/70/CE relativa all'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato concluso dall'UNICE, dal CEEP e dal CES) pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 9 ottobre 2001 n. 235. Dice l’articolo 11 (Abrogazioni e disciplina transitoria) del dlgs citato:


“1. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo sono abrogate la legge 18 aprile 1962, n. 230, e successive modificazioni, l'articolo 8-bis della legge 25 marzo 1983, n. 79, l'articolo 23 della legge 28 febbraio 1987, n. 56, nonché tutte le disposizioni di legge che sono comunque incompatibili e non sono espressamente richiamate nel presente decreto legislativo.


2. In relazione agli effetti derivanti dalla abrogazione delle disposizioni di cui al comma 1, le clausole dei contratti collettivi nazionali di lavoro stipulate ai sensi dell'articolo 23 della citata legge n. 56 del 1987 e vigenti alla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo, manterranno, in via transitoria e salve diverse intese, la loro efficacia fino alla data di scadenza dei contratti collettivi nazionali di lavoro.


3. I contratti individuali definiti in attuazione della normativa previgente, continuano a dispiegare i loro effetti fino alla scadenza”.


E’ evidente che il Cnog e la Fnsi dovranno rivedere regole e posizioni, - comunque  abnormi  sotto il profilo del contrasto con gli articoli 2, 3 e 4 della Costituzione -,  che negano la validità delle assunzioni a termine di praticanti giornalisti.  Il Dlgs 368/2001, “importando” nel nostro ordinamento una direttiva comunitaria, prevale sulla legge ordinaria n. 69/1963 e sul Dpr n. 115/1965 in tema di iscrizioni al  Registro. Il Dlgs 368/2001, quindi, ha mandato in archivio le eventuali norme, a patto  che siano mai esistite, che impedivano le assunzioni a termine di praticanti giornalisti.  Anche i praticanti delle scuole dell’Ordine possono essere assunti a termine e hanno il diritto di “rientrare” nelle scuole a condizione che abbiano seguito l’insegnamento delle materie teoriche.


Franco Abruzzo (che ha contrastato duramente la posizione di Roidi nella riunione del 23)  ha dichiarato: “Ordine nazionale e Fnsi sul lavoro a termine hanno una  posizione anticostituzionale dettata dalle esigenze di bilancio dell’Inpgi. La loro preoccupazione è una sola: che i praticanti, dopo il periodo di lavoro, vadano a chiedere l’indennità di disoccupazione agli sportelli dell’Istituto.  Anche i giornalisti professionisti assunti a termine bussano (giustamente) agli sportelli dell’Inpgi. Perché questi ultimi possono farlo e i praticanti no? Ripeto quello che vado scrivendo da anni: i conti dell’Inpgi non possono e non devono impedire l’applicazione dei principi inviolabili consacrati negli articoli 2 e 3 della Costituzione. Il rispetto della dignità sociale del cittadino e il rispetto del diritto all’uguaglianza non sono merce negoziabile in sede contrattuale. Un Ordine professionale, che nega i diritti fondamentali del cittadino, merita almeno il commissariamento se non la chiusura. Un sindacato, che nega i diritti fondamentali del cittadino, è in effetti un sindacato corporativo, destinato a una vita grama e a nuove sconfitte dopo quelle del 2001”.


 


                               

                                     




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