Home     Scrivimi     Cercadocumenti     Chi è     Link     Login  

Cerca documenti
Cerca:
in:
     

Documenti
Attualità
Carte deontologiche
CASAGIT
Corte di Strasburgo
Deontologia e privacy
Dibattiti, studi e saggi
Diritto di cronaca
Dispensa telematica per l’esame di giornalista
Editoria-Web
FNSI-Giornalismo dipendente
Giornalismo-Giurisprudenza
  » I fatti della vita
INPGI 1 e 2
Lavoro. Leggi e contratti
Lettere
Ordine giornalisti
Premi
Recensioni
Riforma professione
Scuole di Giornalismo e Università
Sentenze
Storia
Tesi di laurea
TV-Radio
Unione europea - Professioni
  I fatti della vita
Stampa

INPGI/FNSI E FIEG: DITE LA VERITÀ AI GIORNALISTI SUI CONTI E SULLE PENSIONI. La situazione economico/finanziaria della Fondazione è pesante: solo quest'anno dovrà procedere a disinvestimenti mobiliari per 150 milioni di euro per fronteggiare le esigenze di cassa. La Fnsi e la Fieg, come parti sociali operanti in base al dlgs 509/1994 con responsabilità nella gestione dell'Istituto, devono trovare il coraggio di dire la verità ai giornalisti italiani. E' inutile tenere la testa sotto la sabbia. I bilanci e le relazioni della Corte dei Conti sono pubblici. La Fnsi e la Fieg devono trovare anche il coraggio di spiegare che la strada dell'Inpgi è quella percorsa in anni recenti da Inpdai, Inpdap ed Enpals: la confluenza (veloce) nell'Inps. Il giornalismo è il cuore del sistema democratico e non può essere abbandonato alla deriva con ricadute terribili sulla qualità dell'informazione. Il futuro incerto limiterebbe ancora di più l'autonomia e l'indipendenza dei cronisti e delle redazioni.

di FRANCO ABRUZZO/PRESIDENTE DI UNPIT



Milano, 3 febbraio 2017. In questi giorni ricevo diverse telefonate di colleghi pensionati che mi chiedono lumi sul futuro dell'Inpgi. Do per scontato che la situazione economico/finanziaria sia pesante: solo quest'anno l'ente dovrà procedere a disinvestimenti mobiliari per 150 milioni di euro per fronteggiare le esigenze di cassa (pagina 9-Determinazione del piano d'impiego anno 2017  sulla base delle previsioni di cassa in "Bilancio preventivo esercizio 2017"). Le previsioni parlano di un risultato negativo per 134 milioni. In sostanza la Fondazione dal 2012 a fine 2017 ha bruciato 500 milioni di euro. Ricapitolo:


a) "lo sbilancio nei conti dell'Istituto è ormai strutturale con una differenza nella gestione principale, Inpgi/1, tra entrate e prestazioni erogate che ha sfiorato i 112 milioni nel 2015 (-81 milioni nel 2014, -51 milioni nel 2013, -7 milioni nel 2012) -, ma la situazione è ancora più grave se si considera il rapporto tra contributi obbligatori e prestazioni obbligatorie (-140 milioni di euro nel 2015); sbilancio dovuto alla drammatica situazione del settore (in 5 anni si sono persi oltre 3mila posti di lavoro, con moltissimi prepensionamenti)".


b) Dall'assestamento al bilancio  di previsione 2016 si apprende che lo sbilancio previdenziale viaggia sui 121 milioni di euro contro un preventivo di quasi 92 milioni. Le previsioni del 2017 parlano, come riferito, di un risultato negativo per 134 milioni.


Oggi non vi é alcuna norma di legge che in caso di dissesto dell'Inpgi garantisca per sempre il puntuale pagamento dell'attuale pensione erogata dall'Istituto ai titolari dei suoi vitalizi, in quanto l'unica garanzia sarebbe quella della pensione minima Inps (501,89 euro lordi). Esiste il diritto alla pensione (art. 38 Cost) ma non al quantum (secondo la Consulta).


Bisogna leggere la legge di privatizzazione delle Casse (dlgs 509/1994) per rendersi conto dei rischi che i giornalisti corrono, rischi collegati alla crisi dell'editoria (crollo delle vendite e del gettito pubblicitario), al ricorso costante alla Cigs e ai contratti di solidarietà, agli stati di crisi e ai prepensionamenti. In sostanza il rapporto giornalisti attivi/pensionati è a quota 1,77 (contro il 2,88 di 8 anni fa)


L'articolo  1 (comma 3) del dlgs 509/1994 afferma: "Gli enti trasformati continuano a svolgere le attività previdenziali e assistenziali in atto riconosciute a favore delle categorie di lavoratori e professionisti per le quali sono stati originariamente istituiti, ferma restando la obbligatorietà della iscrizione e della contribuzione. Agli enti stessi non sono consentiti finanziamenti pubblici diretti o indiretti, con esclusione di quelli connessi con gli sgravi e la fiscalizzazione degli oneri sociali". Il soccorso statale non c'è. Poi vanno letti i commi 4 e 5 dell'articolo 2  dello stesso dlgs 509/1994:


COMMA 4. "In caso di disavanzo economico-finanziario, rilevato dai rendiconti annuali e confermato anche dal bilancio tecnico di cui al comma 2, con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con i Ministri di cui all'art. 3, comma 1, si provvede alla nomina di un commissario straordinario, il quale adotta i provvedimenti necessari per il riequilibrio della gestione. Sino al ristabilimento dell'equilibrio finanziario sono sospesi tutti i poteri degli organi di amministrazione delle associazioni e delle fondazioni".


COMMA 5. "In caso di persistenza dello stato di disavanzo economico e finanziario dopo tre anni dalla nomina del commissario, ed accertata l'impossibilità da parte dello stesso di poter provvedere al riequilibrio finanziario dell'associazione o della fondazione, con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con i Ministri di cui all'art. 3, comma 1, é nominato un commissario liquidatore al quale sono attribuiti i poteri previsti dalle vigenti norme in materia di liquidazione coatta, in quanto applicabili".


Questi due commi non hanno bisogno di spiegazioni: sono nitidi e chiari. Oggi per di più l'Inpgi non ha la riserva delle 5 annualità piene cioè rapportate a quello che spende annualmente (500 milioni) per pagare le pensioni (6.807 assegni e  2.300 assegni ai superstiti + 200 stipendi ai dipendenti). Appare ridicolo calcolare la riserva delle 5 annualità con la cifra (149 milioni) che l'ente spendeva in pensioni nel 1994. Risultato: l'Istituto è sull'orlo del commissariamento.


CONCLUSIONI. La Fnsi e la Fieg, come parti sociali operanti in base al dlgs 509/1994 con responsabilità nella gestione della Fondazione, devono trovare il coraggio di dire la verità ai giornalisti italiani. E' inutile tenere la testa sotto la sabbia. I bilanci e le relazioni della Corte dei Conti sono pubblicati nel sito dell'Inpgi all'indirizzo http://www.inpgi.it/?q=node/641 . La Fnsi  e la Fieg devono trovare anche il coraggio di spiegare che la strada dell'Inpgi è quella percorsa in anni recenti da Inpdai, Inpdap ed Enpals: la confluenza nell'Inps. Il mercato dell'editoria non promette nulla di buona, le aziende non assumono, anzi fanno di tutto per liberarsi dei redattori scaricandoli sull'Inpgi. Per quanto tempo l'Istituto potrà resistere? L'attuario prevede l'esaurimento delle risorse entro il 2030. Chi conosce bene i conti dell'ente accorcia i tempi al 2022/25 a patto che si riescano a vendere gli immobili in un mercato nazionale che vede un'offerta di 550mila appartamenti.


Il giornalismo è il cuore del sistema democratico e non può essere abbandonato alla deriva con ricadute terribili sulla qualità dell'informazione. Il futuro incerto limiterebbe ancora di più  l'autonomia e l'indipendenza dei cronisti e delle redazioni. Confido nella saggezza e nell'equilibrio del Parlamento e del Governo. L'Inpgi ha piccoli numeri in pensioni e stipendi. Questi piccoli numeri non possono spaventare l'Inps.


§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§


27.1.2017 - INPGI. Situazione buia. Appello ai ministri Padoan e Poletti: "Fate in fretta ad approvare la riforma che è sui vostri tavoli dal 4 ottobre 2016, cioè da tre mesi e 23 giorni. La situazione  dell'Istituto precipita di giorno in giorno: lo dicono i bilanci". Dall'assestamento al bilancio  di previsione 2016 si apprende che lo sbilancio previdenziale viaggia sui 121 milioni di euro contro un preventivo di quasi 92 milioni. Le previsioni del 2017 parlano di un risultato negativo per 134 milioni. La certezza delle pensioni serve a  dare tranquillità non solo a chi è in quiescenza ma soprattutto autonomia e solidità a chi esercita la professione che vive un momento drammatico (crisi delle edicole e delle pubblicità, assunzioni quasi nulle, costante fuga dalle redazioni). Inpgi di nuovo ente pubblico è una soluzione ragionevole da perseguire in fretta. - di FRANCO ABRUZZO/presidente di Unpit - TESTO IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=22567





 




 


 


 


 


 


 





 






Editore/proprietario/direttore: Francesco Abruzzo - via XXIV Maggio 1 - 20099 Sesto San Giovanni (MI) - telefono-fax 022484456 - cell. 3461454018
Provider-distributore: Aruba.it SpA (www.aruba.it) - piazza Garibaldi 8 / 52010 Soci (AR) - Anno VII Copyright © 2003

Realizzazione ANT di Piccinno John Malcolm - antconsultant@gmail.com