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Inpgi/Relazione della Corte dei Conti/
Promossa la gestione dell'Istituto
per gli anni dal 2000 al 2003
ma “lo scenario è poco rassicurante".
"Per l’avvenire si studino soluzioni
utili per conservare l'equilibrio"


1. “L’Inpgi, a decorrere dal 1° gennaio 1995, ha dismesso la veste di ente di diritto pubblico per assumere quella di persona giuridica privata, nella specie della fondazione, in conformità alla previsioni normative del decreto legislativo 30 giugno 1994, n.509. Nella nuova configurazione giuridica l’Istituto gode di autonomia gestionale, organizzativa e contabile mentre, in ragione della sua natura, rimane pubblica l’attività istituzionale dell’ente”, articolata, a partire dal 1° gennaio 1996, in due diverse forme di previdenza. Di queste l’una, la più risalente nel tempo, ha per finalità la tutela previdenziale e assistenziale obbligatoria, sostitutiva dell’AGO, nei riguardi dei giornalisti professionisti e dei praticanti giornalisti (nonché, per recente estensione normativa, dei pubblicisti), titolari di rapporto di lavoro subordinato ed iscritti nell’Albo e nel Registro tenuti dall’Ordine”.


 2. “La Corte ha tuttavia riscontrato uno scenario poco rassicurante nell’ultimo bilancio tecnico nel quale si prevede una situazione di criticità della gestione, in un periodo medio-lungo, sia riguardo al rapporto tra gettito contributivo e prestazioni che all’andamento del patrimonio. Queste ultime proiezioni attuariali, ad avviso della Corte, meritano pertanto una particolare attenzione da parte dell’Istituto, rendendo esse palese la necessità non solo di proseguire l’assiduo monitoraggio degli andamenti della gestione previdenziale e assistenziale, ma altresì di intraprendere lo studio di soluzioni utili per assicurare anche in avvenire l’equilibrio della gestione medesima ed evitare futuri depauperamenti del patrimonio”.


 


Roma, 3 dicembre 2004. Luci e ombre nella relazione della Corte dei Conti sulla gestione finanziaria dell'Inpgi, l'Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti, nel quadriennio 2001-2003. La Corte promuove infatti la gestione dell'istituto - sia principale sia separata, cui fanno capo le due diverse forme di previdenza obbligatoria in cui si articola l'attività dell'ente - ma individua anche «uno scenario poco rassicurante» nell'ultimo bilancio tecnico, in cui si prevede «una situazione di criticità» nel periodo medio-lungo e invita perciò l'Inpgi a «proseguire l'assiduo monitoraggio degli andamenti della gestione previdenziale» e a «intraprendere lo studio di soluzioni utili per assicurare anche in avvenire l'equilibrio della gestione».


Nella relazione, la Corte sottolinea innanzi tutto che, nel quadriennio preso in esame, le risultanze finali, economiche e patrimoniali, della gestione principale sono tutte di segno positivo. Sono continuamente aumentati l'avanzo economico e il patrimonio netto, che nel 2003 ammontano rispettivamente a 63 milioni 775mila euro (+34,8% rispetto al 2002) ed a 1 miliardo 122 milioni 828mila euro (+5,8, sempre rispetto al 2002).


L'ammontare della riserva di garanzia IVS (Indennità vecchiaia superstiti) è risultato in ogni esercizio superiore a quello della riserva legale minima prevista dalla legge 449/1997, ed ha raggiunto nel 2003 una consistenza pari a circa 7,4 annualità delle pensioni al 31 dicembre 1994.


Delle due principali aree della gestione economica, cioè quella previdenziale e assistenziale e quella patrimoniale, quest'ultima - rileva ancora la Corte dei Conti - ha registrato risultati discontinui, in calo negli esercizi 2001 e 2002 (dovuto soprattutto dall'aumento dei relativi oneri e tra questi, e in misura consistente, degli oneri di gestione del portafoglio titoli, a causa degli andamenti sfavorevoli dei mercati finanziari) rispetto a quelli raggiunti nel 2000 e nell'ultimo esercizio, nel quale il rendimento degli investimenti mobiliari è tornato a valori positivi.


La gestione previdenziale e assistenziale ha visto invece continuamente aumentare il saldo positivo, che nell'ultimo esercizio (con un ammontare di 63 milioni 615mila euro) ha avuto tuttavia una forte riduzione (-9 milioni 253mila euro) rispetto al 2002, per effetto di un rallentamento della crescita delle entrate complessive (+1% a fronte del +10,2% del 2002), dovuto principalmente ad una contrazione dell'incremento annuo dei contributi IVS, mentre è variata di poco, ma in senso opposto, la crescita annuale delle uscite complessive (+4,9% nel 2003 rispetto al +4,5% nel 2002).


Tuttavia la Corte ha riscontrato uno scenario poco rassicurante nell'ultimo bilancio tecnico nel quale si prevede una situazione di criticità della gestione, in un periodo medio-lungo, sia riguardo al rapporto tra gettito contributivo e prestazioni che all'andamento del patrimonio. Di qui la necessità, secondo la Corte, di proseguire l'assiduo monitoraggio degli andamenti della gestione previdenziale e assistenziale, ma altresì di intraprendere lo studio di soluzioni utili per assicurare anche in avvenire l'equilibrio della gestione stessa ed evitare future riduzioni del patrimonio.


Quanto alla gestione separata, il cui sistema tecnico-finanziario si fonda sul sistema contributivo a capitalizzazione individuale, si presenta nel quadriennio sostanzialmente solida sul piano finanziario e patrimoniale.


Questa situazione ha trovato conferma, secondo la Corte, nell'ultimo bilancio tecnico le cui previsioni indicano che anche nell'arco del quarantennio considerato le entrate e le uscite complessive e la consistenza del patrimonio sono sufficienti a garantire l'equilibrio della gestione.


L'andamento della gestione patrimoniale, che consiste pressoché esclusivamente nell'investimento in titoli della liquidità, dipende in sostanza da quello dei mercati finanziari. Di qui l'opportunità di strategie di investimento che consentano all'Inpgi di arrivare, nel medio periodo, ad una equilibrata struttura del patrimonio sotto il profilo rischio-rendimento tenendo sempre presente l'esigenza di coniugare il principio della redditività con quello della sicurezza degli investimenti.


Nell'ultimo esercizio esaminato - rileva infine la Corte - il rendimento del portafoglio titoli, pur essendo tornato a valori positivi, grazie alla ripresa dei mercati mobiliari, non è risultato sufficiente a coprire l'onere della rivalutazione dei montanti contributivi, onere che è stato perciò coperto (nella parte residua), come nei precedenti esercizi, coperto mediante il gettito della contribuzione integrativa (anche se con modalità contabili che il Ministero dell'economia ha giustamente ritenuto non esatte). Poiché tale contribuzione (al netto delle spese di gestione) costituisce una fonte essenziale per la garanzia della capitalizzazione, la Corte dei Conti ha pienamente condiviso l'invito a contenere i costi generali di funzionamento, rivolto all'Inpgi dall'amministrazione vigilante. (ANSA).


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La delibera si può leggere in http://www.corteconti.it/Ricerca-e-1/Gli-Atti-d/Controllo-/Documenti/Sezione-de/Anno-2004/Documenti/Det80.DOC_cvt.htm


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in www-odg.mi.it e in ww.francoabruzzo.it:


L'Inpgi a rischio default?


Relazione attuariale (30 agosto 2004) del prof. Fulvio Gismondi al presidente Gabriele Cescutti: “L’Inpgi evidenzia dal 1° gennaio 2017 uno squilibrio che non consente di fronteggiare, nel lungo periodo, il pagamento delle pensioni promesse agli iscritti mediante le risorse derivanti dalla contribuzione corrente”. La risposta dell’Istituto: “La riforma pensioni non ci riguarda. Il bonus contributivo può, ma non deve, essere recepito”.





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