Roma, 15 ottobre 2004. La sinistra sindacale (guidata da Paolo Serventi Longhi e Gabriele Cescutti in campo nazionale nonché da Marina Cosi, Bruno Ambrosi e Guido Besana in Lombardia) continua a sviluppare la sua politica contro gli interessi dei giornalisti. L’ultima impresa di tale sinistra, che è in effetti una destra conservatrice/tecnocratica e senza cuore, è quella di negare ai giornalisti il superbonus (28,97% contro il 32,70% dell’Inps). Gabriele Cescutti il 1° ottobre ha diramato questa lettera (prot. 501): “Cari colleghi, come avete già potuto apprendere dalle agenzie e dai quotidiani odierni, il Ministro del Lavoro, assieme al Ministro dell'Economia, ha firmato e diffuso la circolare relativa al cosiddetto "superbonus", la quale ha come titolo "campo di applicazione dell'incentivo al posticipo del pensionamento di anzianità". Il Ministro (e di questo lo ringraziamo) ha tenuto conto delle preoccupazioni che il Consiglio di amministrazione dell'Inpgi aveva espresso lo scorso 22 settembre e che vi avevo riassunto con una breve informativa. Infatti il decreto attuativo specifica che resta ferma, per gli Enti previdenziali privatizzati, la possibilità di adottare le disposizioni di cui al decreto, "nel rispetto dei principi di autonomia affermati dal decreto legislativo del 30 giugno 1994 n. 509, e dall'articolo 3, comma 12, della legge 8 agosto 95, n. 335". Di conseguenza, per gli iscritti all'Inpgi che dispongano dei requisiti per la pensione di anzianità, l'eventuale accesso al "superbonus" sarà subordinato all'adozione di un'apposita delibera del Consiglio di amministrazione dell'Istituto. A tale riguardo, prima di adottare una decisione, sarà necessario valutare con attenzione e rigore - eventualmente ricorrendo ad un attuario - le conseguenze economiche che da tale possibilità potrebbero derivare per la stabilità dell'Ente. Cordialmente. Gabriele Cescutti”
Interessanti e allarmanti sono le ultime righe: “Per gli iscritti all'Inpgi che dispongano dei requisiti per la pensione di anzianità, l'eventuale accesso al "superbonus" sarà subordinato all'adozione di un'apposita delibera del Consiglio di amministrazione dell'Istituto. A tale riguardo, prima di adottare una decisione, sarà necessario valutare con attenzione e rigore - eventualmente ricorrendo ad un attuario - le conseguenze economiche che da tale possibilità potrebbero derivare per la stabilità dell'Ente”. In Consiglio di amministrazione dell’Istituto, Cescutti (spalleggiato dagli uomini della Fieg) ha già fatto capire che la delibera sarà negativa, illustrando le “preoccupazioni” trasmesse in precedenza al ministro Maroni. In sintesi i conti dell’Inpgi non reggono il ricorso dei colleghi al superbonus: le casse dell’Istituto non possono rinunciare a quei contributi previdenziali!!! L’articolo 3 della Costituzione (uguaglianza) è per Cescutti carta straccia!!!
Cescutti continua a dirci che i conti dell’Inpgi sono in salute. La verità non è questa, è diversa, quindi è negativa. Abbiamo il diritto di conoscere la verità per quanto amara essa sia! Il no al superbonus comporterà il no anche alla libertà di cumulo fino a 13mila euro! Questi niet si aggiungono ad altri (lavoro occasionale fino a 5000 euro all’anno e cessione dei diritti fuori dalla gestione separata). Dal 1° gennaio 2007, i giornalisti andranno in pensione a 65 anni (uomini) e 60 anni (donne): la nostra piccola riforma ha anticipato quella del Governo Berlusconi
Rivolgo un appello ai colleghi: oggi l’Inpgi finanzia (3 miliardi di vecchie lire all’anno) la Fnsi (e strutture regionali) e ne permette la vita, visto il calo pauroso degli iscritti. Questo intreccio mostruoso va spezzato. Serventi Longhi&C. devono andare a casa. Non possono rimanere alla guida del sindacato coloro che negano i diritti costituzionali fondamentali (uguaglianza e dignità) ai giornalisti e che ci costringono a dire che oggi l’INPS sia meglio dell’INPGI. Siamo a questo punto. Non votate Serventi Longhi&C.: questa sinistra, portando l’Inpgi al crac, ci ridurrà a vivere con la pensione sociale!!!
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Continua la politica predatoria dell’Inpgi/2:
“Nel '96 reddito di 240mila lire e
richiesta dell'Inpgi2 di 559 euro
da versare entro fine novembre”
data: Thu, 14 Oct 2004 20:39:01 +0200
Da: "pierluigi senatore"
A:
oggetto: Inpgi 2
Alla c.a. del dr. FRANCO ABRUZZO
Con la presente volevo chiederLe alcuni chiarimenti. Io sono giornalista professionista (dipendente e senza partita Iva) dal 1992 presso una testata radiofonica e da alcuni anni ho una collaborazione con un quotidiano. Nel 1996 sono stato iscritto d'ufficio all'Inpgi 2 per una mia collaborazione coordinata e continuativa. con un quotidiano. Dall'anno successivo ho avuto solo redditi derivanti da "cessione di diritti d'autore", adesso l'Inpgi 2 mi sta chiedendo tutti gli arretrati comprensivi di sanzioni e interessi sia per la collaborazione coordinata e continuativa (ad esempio nel '96 reddito di 240mila lire e richiesta dell'Inpgi2 di 559 euro da versare entro fine novembre) e anche dei redditi per le "cessioni dei diritti d'autore" per gli anni successivi dal 1997 al 2004 comprensivi anche questi di sanzioni e interessi nonostante non abbia mai ricevuto la richiesta di pagamento (incomprensibili, quindi, gli initeressi e le sanzioni).
Ho già inviato a luglio la comunicazione obbligatoria riferita al reddito professionale prodotto nel 2003 e ho già versato l'acconto per il 2004.
Ad una mia raccomandata dove chiedevo, usando il suo modulo, quale legge prevede l'iscrizione all'Inpgi 2 non ho mai ricevuto risposta, ma solo i bolletini di pagamento.
Visto che Lei sembra l'unico ad interessarsi e a conoscere bene il problema, vorrei sapere cosa mi consiglia. Cordiali saluti
Pierluigi Senatore - Carpi (Mo)
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Risposta: “A questo punto è guerra: si porta l’Inpgi2 in tribunale. Franco Abruzzo”
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Franco Abruzzo: “Io voto Stampa democratica”
in .....http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=195
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