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Lettera aperta di Franco Abruzzo
a Cescutti, Tortora e Serventi:
“Dite la verità ai giovani free-lance.
Tre su 4 prenderanno una pensione
da fame. E dite anche che non avete
alcun potere ispettivo sulle dichiarazioni
rese dagli iscritti alla gestione separata”.
Campagna di disobbedienza civile
finché non vengono adottate le regole Inps
sugli “occasionali” e sugli “autori”.


di Franco Abruzzo


In una mitica (ed ennesima) circolare 19 aprile 2004, Gabriele Cescutti (presidente Inpgi) ha scritto: Del tutto diverso, invece, è il caso della nostra Gestione previdenziale separata (Inpgi 2), che non dispone di potere ispettivo, che non può eseguire verifiche fiscali su chicchessia, e che deve quindi limitarsi a richiedere i contributi previsti dal decreto legislativo 103/96 sulla base della denuncia reddituale presentata dal giornalista, o in relazione alle comunicazioni successivamente ricevute dall¹Agenzia delle entrate”. A questo punto Cescutti, il suo braccio destro, il mite e civilissimo direttore generale Arsenio Tortora, nonché il segretario politico della Fnsi (e consigliere d’amministrazione Inpgi)  Paolo Serventi Longhi hanno un dovere verso gli iscritti all’Inpgi/2: confessare che la pistola puntata dalla signora Giuseppina Cappa con la lettera 6 luglio 2004 contro gli iscritti è una pistola caricata ad.....acqua. Gli iscritti possono dichiarare quel che vogliono (“le collaborazioni 1998-1999-2000 cadono sotto il  regime della cessione dei diritti oppure sono collegate a prestazioni professionali non giornalistiche”), tanto l’Inpgi/2 è costretto a prenderle per buone  “non disponendo di potere ispettivo”.


E’ il momento, però, di  lanciare una grande campagna di disobbedienza civile: tutti devono rispondere alla lettera della  signora Cappa,  ma nel senso esposto nelle righe precedenti finché Cescutti non ripristina la sua circolare 16 maggio 1996, quella perentoria circolare che affermava: “Non è obbligato a iscriversi all’Inpgi-2 chi effettua cessioni di diritti d'autore e chi svolge  prestazioni occasionali”. Non è vero che l’Inpgi sia obbligato  a rispettare le circolari del ministro del Lavoro (parliamo di  Salvi). Le circolari si possono disapplicare, quando sono in contrasto con le leggi (sul lavoro occasionale vince alla grande il parere del Consiglio di Stato n. 881/1998) e con le regole in vigore all’Inps. Il principio costituzionale dell’uguaglianza ancora esiste!!!


In questa nuova campagna estiva, brilla il silenzio di Paolo Serventi Longhi. Cescutti, Serventi e Tortora conoscono bene la situazione  e il futuro dei 17mila iscritti all’Inpgi/2. Il 75% degli iscritti (13.000 circa) guadagnano meno di  5mila euro all’anno. Tanto vale  adeguarsi alla normativa Inps e non far versare nulla (come ha fatto l’Inps), perché questi sfortunati contribuenti non prenderanno alcuna pensione o prenderanno una pensione da fame inferiore all’attuale pensione sociale. Onesto è il comportamento dell’Inps, ma non possiamo dire lo stesso dell’Inpgi/2. Non dobbiamo illudere i giovani. E  dobbiamo spiegare agli iscritti, i quali hanno soltanto la prospettiva della pensione Inpgi/2, che dovranno versare (sull’esempio dell’Inps) il 17%, - percentuale destinata a salire al 22 per cento -, per nutrire la speranza di percepire in futuro un assegno decente.


Allora dico a Cescutti, Tortora e Serventi: “Non nascondetevi dietro i cavilli, i formalismi e gli editti dell'ex ministro  Salvi. Abbiate il pudore di guardare in faccia i free-lance, i giovani colleghi e i cococo. Dite la verità. Dite che l’inpgi/2 è una fabbrica di illusioni. Siete spalle al muro e a ottobre si vota (per il sindacato, che oggi vivacchia grazie alle sovvenzioni dell’Inpgi)”. Lo stesso discorso rivolgo ai miei amici di Inpgi.sicambia. Finora nulla è cambiato:  Cescutti e la signora Cappa continuano a  distruggere migliaia di alberi per spedire lettere e circolari. Mi rivolgo ai  Verdi, perché intervengano con energia e con ...ironia contro chi compie anche  da anni attentati gravissimi al nostro paesaggio.


 


 





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