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Caso Sopaf-Camporese: il cattivo giornalismo (opaco, reticente e sfuggente) della Fnsi sullo scandalo. Disinformazione anche sulla riforma dell’Inpgi: nel comunicato non una parola esplicita sulla rapina progettata ai danni dei giornalisti pensionati. Ormai l’appuntamento è in tribunale.

di FRANCO ABRUZZO

8.7.2015. La Fnsi offre un esempio luminoso della sua decadenza culturale e deontologica. Oggi finalmente, con abbondante ritardo, ha pubblicato qualcosa sugli ultimi risvolti della vicenda Sopaf nel cui contesto il Pm Gaetano Ruta ha accusato il presidente dell’Inpgi, Andrea Camporese, di essersi fatto corrompere dalla cricca Magnoni con  “almeno 200mila euro”. Questi particolari, che le agenzie e la stampa italiana hanno pubblicato, sono ignorati dalla Fnsi che sul sito www.fnsi.it liquida l’argomento con un titolo stupefacente: “Caso Sopaf-Inpgi, chiuse le indagini. Camporese: “Io corretto, basta illazioni”. Lorusso:  'Piena solidarietà'”. L’articolo ha un attacco che esalta solo la difesa di Camporese: “Chiuse le indagini sul caso Sopaf-Inpgi, il presidente dell’Istituto, Andrea Camporese, ha diffuso un comunicato stampa, pubblicato sul sito internet dell’ente, nel quale respinge ogni addebito e ribadisce la propria estraneità ai fatti contestati. Ecco di seguito la nota di Camporese….”. Questo articolo memorabile – che ignora le accuse del Pm -  è all’indirizzo http://www.fnsi.it/Contenuti/Content.asp?AKey=17612. Il titolo di questo sito, invece, suona così: “SOPAF. Chiusa l’inchiesta. Per Andrea Camporese – che con un comunicato respinge gli addebiti - anche l’accusa di corruzione dopo quella di truffa (7,6 mln) ai danni dell’Inpgi (di cui è presidente). Ammontano ad "almeno 200mila euro" i soldi che Camporese avrebbe ricevuto da Andrea Toschi, amministratore delegato della società Adenium del gruppo Sopaf, per "il compimento di atti contrari ai doveri di ufficio, in particolare per gli investimenti che Camporese aveva veicolato quale presidente di Inpgi su Adenium Sgr, nonché sui canali di conoscenze e contatti che aveva offerto a Toschi per la propria attività". E' quanto ha scritto il pm di Milano Gaetano Ruta nell'avviso di chiusura dell’inchiesta. - di Il Sole 24 Ore Radiocor - TESTO IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=18270 “.


E’ facile mettere i due testi a confronto. Come farà la Fnsi a sostenere in futuro la buona informazione  completa e ancorata ai fatti? Tutti possono contestare al sindacato il comportamento opaco e non trasparente tenuto con la storiaccia Sopaf. I fatti si pubblicano e non si occultano.  Ma settori della maggioranza della Fnsi parlano addirittura di "macchina del fango" contro Camporese. 


Oggi è decisamente una  brutta giornata per la Fnsi. La Giunta ha affrontato il tema della riforma dell’Inpgi e al termine della riunione ha pubblicato un comunicato (reticente) sul sito, che chiude così: “Per la Fnsi è infine fondamentale che la manovra sia equa, sostenibile e avvii un processo di solidarietà intergenerazionale”. “Solidarietà intergenerazionale” è una bella espressione che tradotta significa: “Camporese metterà le mani nelle tasche dei pensionati”. Ma Camporese può farlo? Statuto e Cassazione dicono di no. Ormai l’appuntamento è in tribunale.  Ovviamente dalla Fnsi non un commento  sulla brutta storia Sopaf. Raffaele Lorusso ha espresso solidarietà al suo sponsor e padrino. Ovvio, scontato. Ma i problemi restano e sono macigni, che indeboliscono l’immagine dell’Inpgi e della Fnsi (che ogni anno è finanziata dall’Istituto mediamente con 2,5 mln di euro). Qui sotto la nota della Fnsi sulla manovra. Ma i ministri vigilanti vigilano? E che fa la Procura presso la Corte dei conti?


.VIA LIBERA DELLA FNSI ALL’IPOTESI DI MANOVRA INPGI. LA GIUNTA: “CI SONO MARGINI PER RENDERLA PIÙ EQUA”. - Roma, 8 luglio 2015. Via libera della Giunta esecutiva all’ipotesi di manovra messa a punto dall’Inpgi. Lo schema incassa 10 voti favorevoli, un contrario e 2 astenuti. Anche la consulta delle associazioni regionali di stampa si esprime favorevolmente con 14 sì, un no e 2 astenuti. La votazione giunge al termine di un ampio dibattito nel corso del quale sono stati esaminati tutti i punti della manovra, evidenziandone le possibili criticià e proponendo correttivi in una logica generale di equità e sostenibilità. La Giunta esecutiva della Fnsi ha espresso parere favorevole all’ipotesi di manovra presentata dall’Inpgi alle parti sociali il 18 giugno scorso. Il via libera arriva al termine di un ampio dibattito che ha coinvolto le associazioni di stampa regionali e ha messo in evidenza alcune potenziali criticità della riforma. Da parte di tutti, con pochissime eccezioni, è stato sottolineata la necessità di procedere in tempi brevi ad una riforma che metta in sicurezza i conti dell’Ente. Nell’ottica di una tutela della parte più debole della categoria, all’Istituto la Federazione chiede miglioramenti sulla parte di manovra che riguarda il welfare e il sussidio di disoccupazione. Imprescindibile l’impegno a non creare esodati prevedendo norme di salvaguardia che riguardino i colleghi già coinvolti da stati di crisi. Si chiedono poi forme di flessibilità e gradualità in uscita, sia pure superando l’attuale normativa sulle pensioni di anzianità. Tutta la riforma deve infine essere accompagnata dalla definizione di misure anche sulla gestione separata per dare respiro al mercato del lavoro nella consapevolezza che se il settore dell’editoria non riuscirà ad uscire dalla crisi difficilmente la manovra darà i risultati sperati. Per la Fnsi è infine fondamentale che la manovra sia equa, sostenibile e avvii un processo di solidarietà intergenerazionale. (IN http://www.fnsi.it/Contenuti/Content.asp?AKey=17616).


.Per conoscere e scaricare lo schema della manovra clicca qui





.Per scaricare la simulazione del contributo di solidarietà clicca qui.


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.6.7.2015 -.INPGI – Il presidente Andrea Camporese spieghi al CdA che l’uguaglianza tra i cittadini attivi e pensionati non passa attraverso una determinata formazione sociale (quella dei giornalisti) ma  riguarda l’intera società nazionale. I pensionati giornalisti non possono essere tartassati con prelievi disposti dal ‘fuoco amico’ e discriminati non solo nei riguardi dei cittadini attivi ma anche e soprattutto nei riguardi dei pensionati Inps. La parità di reddito trascina la parità di tasse (artt. 3 e 53 della Costituzione come insegna la Consulta con la sentenza 116/2013). La crisi strutturale dell’Istituto impone un realismo spietato: il passaggio all’Inps è per l’Inpgi una medicina amara ma inevitabile. La crisi profonda  dell’editoria, come ha scritto oggi la Corte dei Conti, non è un raffreddore, ma una polmonite acuta e  irreversibile che porta purtroppo al tracollo nello spazio di pochissimi anni. - di Franco Abruzzo/presidente UNPIT – TESTO IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=18267


 


 


 


 


 


 


 


 


 





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