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LEGNANO. Addio a Gualtiero Conti, un cronista eclettica e sempre entusiasta del “mestiere”.


18.5.2015 - . Se ne è andato ieri a Legnano un cronista di razza, Gualtiero Conti, 82 anni. Una vita intera consacrata al mestiere di “storico del presente”. Gualtiero Conti amava ricordare un giornalismo “a misura d’uomo”, quello creato come un prodotto artigianale con le macchine da scrivere in redazioni fumose e pervase dall’odore di polvere di piombo del linotype. Un uomo circondato da interessi, Conti: dallo sport alla pesca alla cultura. Tutte entrate a far parte della professione di cronista, cominciata all’inizio degli anni Sessanta alla Notte. I giorni alla testata fondata da Nino Nutrizio, figura fondamentale del giornalismo della metropoli lombardo, Conti li ricordava come quelli più vivi ed entusiasmanti. Anni di pattuglie al seguito dei carabinieri, di inseguimenti di ambulanze e vigili del fuoco per arrivare per primi sul fatto. E tanto appassionanti da entrare regolarmente in redazione prima delle sei, anticipando perfino il direttore. In seguito, undici anni all’Avvenire. È qui che Conti impara quell’artigianato che lascerà  un’impronta indelebile sulla sua carriera: grafica e impaginazione, la stampa a caldo, il linotype. Ma c’è anche tanto sport nella carriera e nella vita di Conti. Lo ha praticato – è stato portiere nelle giovanili prima di doversi fermare per un grave infortunio - e ne ha scritto. Collaboratore della Gazzetta dello Sport per quarant’anni, ha raccontato sulle pagine rosa della serie C di calcio. Una passione per il “gioco” più famoso del mondo che gli ha fatto incontrare mostri sacri come Gigi Riva ed Helenio Herrera. Proprio lui, il “Mago” che fece grande l’Inter nella prima metà degli anni Sessanta, e che nell’intervista con Conti nel 1984 non poté fare a meno di ripetere il celebre motto “taca la bala”. Anche con Gigi Riva un incontro memorabile: il calciatore consegna a Conti una frase quasi da film. Rispondendo alla domanda su quale fosse il suo gol più bello, “rombo di tuono” risponde: “Quello che non ho ancora  segnato”. Prima di chiudere la carriera alla Domenica del Corriere e a Visto, Conti passa al quotidiano L’occhio di Maurizio Costanzo: un esperimento editoriale che ha in qualche modo anticipato i tempi. Ma è durato poco. Uno stile adatto a Gualtiero Conti, sferzante, ironico, perfino burbero come il suo carattere. (New Tabloid)



 



 






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