8.5.2015. Ci saranno Marianna Madia, ministro per la Pubblica amministrazione, e Sabino Cassese, maestro del diritto amministrativo. Ma anche Carlo Cottarelli, occasionalmente in Italia, ha promesso di fare un salto. E verrà Roberto Santalucia, il sindaco di Bellano, sul Lago di Como, che si è opposto con successo ai dirigenti dell’Arpa Lombardia, che avevano multato la cascata del paese, il famoso Orrido di Bellano, perché a loro parere fa troppo rumore. Martedì 12 maggio alle 16.30, alla sala Tobagi della Fnsi, in Corso Vittorio Emanuele II 349, a Roma, si presenta “Dinosauri”, il saggio-inchiesta di Corrado Giustiniani sui dirigenti pubblici italiani, i più pagati a livello internazionale ma anche, purtroppo per cittadini e imprese, i meno efficienti. La regia del dibattito è stata affidata a Diodato Pirone, giornalista del servizio politico del “Messaggero”.
Un solo dato: il capo di gabinetto del Foreign Office, il ministero degli Esteri britannico, guadagna in sterline l'equivalente di 150 mila euro lordi l'anno circa. Il capo di gabinetto della Farnesina, il nostro ministero degli Esteri, ne prende, col tetto Renzi che da un anno ha abbassato gli stipendi massimi, 240 mila. Domanda: il costo della vita è più alto a Roma che a Londra? La Farnesina tratta questioni più importanti rispetto al ministero degli Esteri di Sua Maestà? Va inoltre rilevato che ben 300 dirigenti delle Regioni prendono dai 150 mila euro in su. Carlo Cottarelli, l’ex commissario alla Spending Review, in una delle famose slide presentate l’anno scorso operava un confronto europeo fra il reddito dei dirigenti apicali e il reddito procapite di ciascun paese: quello degli italiani era il multiplo più alto, 12 volte e mezzo il reddito procapite, a fronte di 5 volte il reddito degli apicali tedeschi. Più del doppio, dunque, Cottarelli aveva tenuto conto del tetto di 300 mila euro vigente allora. Con il tetto Renzi saremo a 10 volte il reddito procapite: si sono avvicinate un po’ le distanze con gli altri, ma la gerarchia è rimasta immutata. I dirigenti di seconda fascia guadagnano cifre certo più basse, ma sempre elevate rispetto agli altri paesi. Quelli dell’Inps, poi, arrivano a 142 mila euro lordi l’anno, e in Autorità come l’Agcom le “seconde linee” toccano quota 139 mila. Vistosa è la giungla retributiva tra parastato e amministrazione centrale, ma anche all’interno dei ministeri: quello in cui i dirigenti guadagnano di meno è il ministero dei Beni culturali, di più il ministero della Salute. Come se non vi fosse un unico datore di lavoro pubblico.
Dopo i due primi capitoli, pieni di cifre strabilianti, nel terzo, “Tutti sul podio” si affronta il paradosso dei premi di risultato, concessi a tutti i dirigenti, che facciano bene o che facciano male il loro mestiere. Vengono analizzate poi tre “professioni pubbliche” particolarmente privilegiate: avvocati dello Stato, giudici costituzionali e diplomatici. Il capitolo che interessa questi ultimi (“Ambasciatori, carriera infinita”) inizia con l’attuale ambasciatore italiano presso il Regno del Belgio, che gira per Bruxelles con la sua Rolls Royce privata. Nessuno gli ha spiegato che in Italia c’è una crisi durissima, e i giovani stanno emigrando.
Vi sono capitoli che riguardano il passato: uno analizza la storia del boom retributivo dei dirigenti, favorito dai governi di centro-sinistra di D’Alema e Amato. E vi è un capitolo finale di proposte. Una di queste coinvolge anche i giornalisti. C’è un problema di scarsa chiarezza dei nostri testi normativi. Voluta o no che sia, costituisce un’autentica palla al piede per il cammino della società e dell’economia. La proposta è che il testo, una volta uscito in burocratese dagli uffici legislativi delle varie amministrazioni, venga sottoposto a gruppi volontari di “mediatori linguistici”, che lo trasformino in linguaggio divulgativo prima della sua approvazione politica. Questi facilitatori del linguaggio possono essere insegnanti in pensione, giornalisti o altri cittadini che avvertano questa vocazione. In una settimana di lavoro, si può mettere in un italiano che conoscano tutti un testo di 20-30 articoli. Con l’applauso di milioni di italiani. Durante la presentazione di Dinosauri verrà chiesto al ministro Marianna Madia se una procedura del genere può essere quanto meno sperimentata.