Home     Cercadocumenti     Chi è     Link  

Cerca documenti
Cerca:
in:


Documenti
Attualità
Carte deontologiche
CASAGIT
Corte di Strasburgo
Deontologia e privacy
Dibattiti, studi e saggi
Diritto di cronaca
Dispensa telematica per l’esame di giornalista
Editoria-Web
  » FNSI-Giornalismo dipendente
Giornalismo-Giurisprudenza
I fatti della vita
INPGI 1 e 2
Lavoro. Leggi e contratti
Lettere
Ordine giornalisti
Premi
Recensioni
Riforma professione
Scuole di Giornalismo e Università
Sentenze
Storia
Tesi di laurea
TV-Radio
Unione europea - Professioni
  FNSI-Giornalismo dipendente
Stampa

MANIFESTO DELLA
COMUNICAZIONE
PUBBLICA IN ITALIA

La comunicazione pubblica si trova ad un passaggio importante per il proprio futuro le cui


conseguenze interessano l’intera società italiana.


La comunicazione pubblica, per le sue funzioni e i suoi obiettivi, infatti, non può essere


considerata un’attività settoriale ma, perseguendo l’interesse pubblico è un’attività che


riguarda tutti. La comunicazione pubblica non è sostitutiva della partecipazione, della


semplificazione, dell’innovazione. Tuttavia, i processi comunicativi di interesse generale


dovranno costituirsi in una forza unificante e trainante, consegnando al nostro Paese, una


Pubblica Amministrazione rinnovata, capace ed efficace.


Senza comunicazione non vi può essere conoscenza. Senza conoscenza non vi può essere


trasparenza delle Amministrazioni e partecipazione dei cittadini.


Non a caso il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi l’ha definita “un dovere


dello Stato”, non a caso la legge 142 del 1990 l’ha riconosciuta come un “diritto dei


cittadini” e la legge 150 del 2000 la indica come un “obbligo” per l’intera pubblica


amministrazione.


Tutto ciò è importante, ma potrebbe non essere sufficiente se, contemporaneamente, non


si avvierà una nuova stagione per la comunicazione pubblica. Se non la si considererà


definitivamente come una funzione essenziale per il governo della cosa pubblica e come


un irrinunciabile diritto delle persone.


Se non si costruirà una comunità professionale che tragga alimento e crescita nelle


facoltà di scienze della comunicazione e in una relazione sinergica con il sistema


professionale privato. Il rischio che oggi stiamo correndo è di vedere intelligenze,


entusiasmo e volontà di migliaia di dipendenti pubblici e studenti frustrate da una


inaccettabile carenza di scelte e decisioni. E’ un fatto grave anche per il pericolo di


restituire alle spire della propaganda un’importante funzione interna alle organizzazioni ed


una indispensabile relazione con i cittadini, per capire di più e scegliere meglio.


Occorre dunque che il Governo, le forze politiche, le organizzazioni sindacali, le


associazioni degli Enti locali, le Regioni, le Università e tutti coloro che possono e debbono


decidere, si pronuncino chiaramente su questi temi. Avviando concreti processi di


attuazione della legge 150, di radicamento delle attuali strutture di informazione e di


comunicazione in tutte le Amministrazioni, di valorizzazione e riconoscimento delle diverse


professioni, di formazione permanente degli operatori, in un’epoca in cui le nuove


tecnologie digitali – da Internet alla televisione digitale terrestre – aprono nuove


opportunità per raggiungere i cittadini in forma sempre più interattiva, dialogica,


personalizzata.


Occorre occupare, con più certezze e meno improvvisazione, quel territorio di confine tra


Istituzioni e cittadini, tra Istituzioni e dipendenti troppo spesso lasciato al disincanto, al


qualunquismo, alle strumentalizzazioni per restituirlo all’impegno, alla voglia di fare, alla


competenza.


Questo, ancor prima che le leggi, lo chiede la realtà sociale e culturale del nostro Paese,


questo lo chiede l’Europa. Una Europa che incontra difficoltà nel processo di integrazione,


come la ratifica del Trattato costituzionale, che ora dedica energie e risorse alla


rivalutazione delle politiche di ascolto, di accompagnamento sociale, di uso delle


tecnologie per creare inclusione.


Ci auguriamo che tutti coloro che pensano sia possibile realizzare il cambiamento indicato


nelle leggi e nelle direttive che dal 1990 in poi hanno interessato la pubblica


amministrazione, tutti coloro che hanno a cuore i diritti dei cittadini, tutti coloro che


vogliono un paese migliore, tutti coloro che credono nel valore della democrazia, siano al


nostro fianco.


Insieme possiamo riuscirci.


novembre 2005





Sito aggiornato al 5 febbraio 2025
Già editore/proprietario/direttore: Franco Abruzzo (3.8.1939-12.4.2025) Per qualsiasi informazione rivolgersi a Vittoria Abruzzo vittoria.abruzzo@gmail.com
© Copyright 2003-2025 Franco Abruzzo, successori e rispettivi titolari - Tutti i diritti riservati
Provider-distributore: Aruba.it SpA (www.aruba.it) - piazza Garibaldi 8 / 52010 Soci (AR)