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Giornalisti. Armando Spataro (Procuratore capo di Torino): “Scorretto parlare di terrorismo islamico. Ed è scorretto anche diffondere falsi misteri”. "La Costituzione italiana, oltre all'articolo 21, dovrebbe includere i principi etici sui quali si fonda il giornalismo".

TORINO, 18 novembre 2014. Il giornalismo non deve diffondere "falsi misteri come quello di cui ogni tanto si parla relativamente al caso Moro" e neppure parlare di "terrorismo islamico perché la religione islamica non prevede bombe e neppure sgozzamenti". Sono alcune delle sollecitazione rivolte all'informazione italiana dal procuratore capo di Torino, Armando Spataro, che ha inaugurato, nell'Aula Magna del Rettorato, il nuovo anno del master della Scuola di Giornalismo Giorgio Bocca.   Sul caso Moro periodicamente - ha rimarcato Spataro – la stampa diffonde "falsi misteri che forse servono a vendere libri, ma che sono privi di qualsiasi fondamento o sui quali si è già indagato e si è già arrivati a delle conclusioni". E anche "sul cosiddetto terrorismo islamico, e sottolineo cosiddetto perché l'islamismo non ha niente a che fare con la violenza, certe informazioni sono fuorvianti. Come quella recentemente apparsa sui giornali di 48 italiani reclutati tra i jihadisti. Nessun organo di polizia giudiziaria ne sa niente. Eppure sono apparsi articoli su forme di reclutamento nelle moschee con interviste che, è stato poi appurato, risalivano a dieci anni fa. Infatti oggi se c'è reclutamento non è attraverso le moschee, ma piuttosto con il web". Spataro ha esordito difendendo la libertà d'informazione: "La Costituzione italiana, oltre all'articolo 21, dovrebbe includere i principi etici sui quali si fonda il giornalismo". "Il giornalista - ha aggiunto il procuratore - non è un accattone della notizia né un sacerdote, ma è alla ricerca sempre della verità, che è verità storica, che pertanto si costruisce e di cui nessuno può sentirsi il depositario unico". Spataro ha sollecitato un maggior giornalismo d'inchiesta in Italia, più attento nella verifica delle fonti, più preciso e meno incline a diffondere notizie "già confezionate che hanno lo scopo di orientare l'informazione".  Con lui c'erano, tra gli altri, il direttore del master di giornalismo, Peppino Ortoleva e il presidente dell'Ordine dei Giornalisti del Piemonte, Alberto Sinigaglia. (ANSA).


 


 





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