Nota/scoop di Franco Abruzzo - Elezioni Inpgi 2003 Fnsi e sindacati regionali sostengono i “loro” candidati, spendendo i soldi di tutti e quelli “regalati” dall’Inpgi (1.239.531 euro nel 2003). Ma l’Inpgi può finanziare il sindacato? E’ lecito? E’ corretto? E’ legittimo? O no?
In allegato ampia documentazione dei finanziamewnti Inpgi alla Fnsi
Milano, 10 ottobre 2003. In agosto il sito della Fnsi ha pubblicato un comunicato dell’Aser che reclamizzava i nomi dei suoi candidati in vista delle elezioni dell’Inpgi. Ho sotto gli occhi oggi una lettera dell’Associazione stampa ligure che invita i suoi iscritti a votare nomi fidati (“Le candidature sostenute dalla Ligure e dal Progetto delle Associazioni di stampa medio/piccole”). Mi chiedo: può la Fnsi, possono le Associazioni regionali sostenere propri candidati, spendere quattrini di tutti in spese postali e altro, boicottando i candidati non “allineati” al volere di Cescutti e Serventi Longhi?
Dietro queste iniziative sponsorizzate dalla maggioranza della Fnsi c’è un mistero, che stiamo per svelare. L’Inpgi paga il sindacato nazionale e le sue strutture periferiche. Nel 2003 ha deliberato finanziamenti o contributi per 1.239.531 euro regolarmente segnati in bilancio (somma pari a 2,4 miliardi delle vecchie lire). L’Inpgi, com’è noto, è un ente che svolge una funzione pubblica (dare la pensione ai suoi iscritti) e i suoi esponenti sono incaricati di pubblico servizio. Quale legge autorizza l’Inpgi a finanziare il sindacato? L’Inpgi ha il compito subistituzionale di finanziare la Fnsi e le Associazioni regionali? Non credo. Il sindacato, che ha nel suo programma anche il patrocinio previdenziale, vive con il contributo contrattuale (0,30% ridotto allo 0,15 per i pensionati) versato dagli iscritti. E deve vivere solo di quello.
Questi i contributi Inpgi per il 2003 al sindacato: Fnsi, due assegni di 77.368 e 72.532 euro (pari a circa 300 milioni di vecchie lire); Associazione ligure 49.717 euro (come Trento, Trieste e Firenze); Associazione Emilia/Romagna 65.580 euro (come Napoli, Palermo e Venezia); Torino 77.271 euro; Aosta 17.953; Milano 159.089; Ancona 28.256 (come Pescara); Perugia 19.366; Roma 166.988; Reggio Calabria 37.028 (come Bari e Cagliari); Potenza 20.062.
L’Inpgi ha stipulato una convenzione (per l’espletamento del servizio di cassa) con la Banca di Roma in base alla quale la banca stessa mette a disposizione dell’Istituto un contributo annuo di 300 milioni di vecchie lire. Questa somma viene messa nel bilancio o viene impiegata (fuori bilancio?) per convegni, congressi e non meglio precisati “scopi istituzionali” (aiuti economici ad associazioni come il Gus e l’Unione cronisti) ?
I sindaci dell’Istituto cosa dicono di tali elargizioni? Che ne pensano i Ministeri vigilanti dell’Economia e del Lavoro? Che fa la Corte dei Conti? Commettono solo una prepotenza o un abuso (rilevante sul piano penale e contabile?) coloro che usano i quattrini dell’Inpgi per fare pubblicità ai candidati, che appoggiano il presidente Cescutti? Si può parlare di voto di scambio? Aspetto per ora una risposta. Suggerisco al sindacato di pubblicizzare anche le altre liste in nome della par condicio con lettere, email e siti web.
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