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Stampa

Alla Scuola superiore
di giornalismo
della Luiss
è svolta tecnologica

Gallizzi: “Le nuove tecnologie sono la rovina del giornalismo. Bisogna tornare a battere i marciapiedi”. Chi ha ragione? La Luiss o Gallizzi?

Roma, 18 novembre 2007.  La Scuola Superiore di Giornalismo della Luiss si rinnova e si adegua ai tempi, imboccando decisamente la via delle nuove tecnologie con l'obiettivo di formare i giornalisti del futuro, evitando di sfornare nuovi precari. Questa è la 'mission' della nuova dirigenza composta da Massimo Baldini, direttore della Scuola, da Roberto Cotroneo, condirettore, e da Paolo Graldi, presidente. La scuola di giornalismo prevede per i praticanti un biennio durante il quale vengono insegnate 44 materie per circa 700 ore di lezioni in aula e 1.600 ore tra seminari, dibattiti, testimonianze e laboratori di videoscrittura, video-composizione, radio-televisivi e di giornalismo on line. La Scuola si avvale di un corpo docente di 32 giornalisti professionisti, 10 professori universitari, 8 esperti di comunicazione e 5 tecnici radio-tv e grafica. "La scuola cambia - spiega Roberto Cotroneo, giornalista e scrittore - e si dà un indirizzo molto netto privilegiando le nuove tecnologie. Cerchiamo di anticipare le evoluzioni che il mondo del giornalismo di certo vivrà e di individuare linee di fondo coerenti con i grandi mutamenti avvenuti con Internet". Gli aspiranti giornalisti dovranno saper maneggiare la Rete ed essere capaci di sfruttare appieno tutti gli strumenti che questa è in grado di offrire: "L'idea forte è quella di non produrre ancora precari ma di creare un giornalista multimediale che riceva anche strumenti formativi tradizionali. Del resto, se questo è il futuro, dobbiamo essere preparati ad affrontarlo". In vista di questa sfida, sono stati rinnovati tutti i sistemi informatici della Scuola per permettere agli studenti di costruirsi una buona base pratica. "Vogliamo che questi ragazzi - conclude Cotroneo - si impongano sul mercato del lavoro, che siano pronti ad affrontarlo con successo, forti di una preparazione moderna che tenga però conto della tradizione e di un'esperienza maturata sul campo e non solo meramente teoretica". (ANSA).


 


Gallizzi: “Le nuove tecnologie sono la rovina del giornalismo. Bisogna tornare a battere i marciapiedi”. Chi ha ragione? La Luiss o Gallizzi?


 


Milano, 19 novembre 2007. Giuseppe Gallizzi, presidente uscente del “Circolo della Stampa”, intervenendo (a che titolo?) all’inaugurazione del XVI biennio dell’Ifg “De Martino” – la scuola di giornalismo di Milano – ha affermato, davanti ai 40 allievi e a un pubblico di giornalisti sbigottiti e increduli,  che “le nuove tecnologie sono la rovina del giornalismo di oggi. Bisogna tornare a battere i marciapiedi”. Ha ragione Gallizzi o hanno ragione alla Luiss? L'episodio è avvenuto il 5 novembre scorso nel salone d'onore del Circolo della Stampa. (Fr. Ab.).


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 





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