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COMUNICATO STAMPA. Conferenza stampa al Circolo della Stampa di Milano - Una legge modello Usa denominata “Manette agli evasori’” è la richiesta dell’Unione nazionale pensionati per l’Italia (Unp@it). Franco Abruzzo: “Governo e Parlamento devono dare la caccia, non ai pensionati, ma agli evasori, ai big del sommerso e ai patrimoni delle 4 mafie: un mondo che vale 1000 (mille) miliardi di euro. Chiediamo, con il rispetto dei giudicati costituzionali, la perequazione piena per tutte le pensioni, la cancellazione degli assegni elargiti senza base contributiva ai boiardi di stato (da 21 a 91mila euro al mese), la tutela gratuita della salute degli anziani e un piano serio per il lavoro giovanile. I pensionati oggi formano un grande ammortizzatore sociale (del valore di 6 miliardi all’anno) per figli e nipoti disoccupati”.


Milano, 30 gennaio 2014. Franco Abruzzo ha esordito alla conferenza stampa indetta dall’Unp@it al Circolo della Stampa lanciando 5 sfide al governo e al Parlamento:


1. E' urgente il varo di una legge modello Usa denominata “Manette agli evasori’”, con vincoli durissimi e severissimi. “Deve essere chiaro il concetto – ha detto Abruzzo -  che chi non paga le tasse ruba al popolo italiano e non consente allo Stato di attuare le sue politiche sociali, sanitarie, di prevenzione medica, di assistenza, pensionistiche, formative, di sviluppo e di rilancio dell’occupazione, di salvaguardia del territorio, di offerta dei beni culturali e artistici, di sicurezza e militari. Gli evasori devono finire in carcere e restarci a lungo proprio come avviene negli Usa. Chi evade commette un attacco alla sovranità fiscale della Repubblica”. L’Italia “in nero” presenta annualmente questi numeri: Irpef evasa per 180 miliardi, Iva evasa  per 100 miliardi, sommerso calcolato in 400 miliardi,  300 i miliardi amministrati dalle 4 mafie (droghe, riciclaggio, rifiuti, prostituzione, appalti, lavoro nero, commercio, immobili, etc). In totale siamo a circa 1000 (mille miliardi). Lo Stato, se vuole, usando anche le tecnologie più raffinate, può contenere e vincere questa battaglia contro l’illegalità (una illegalità diffusa a livello nazionale, la ‘ndrangheta si è ramificata non solo in Lombardia). L’offensiva deve dispiegarsi a vasto raggio:  lo Stato deve tornare a fare paura. Il 41bis non basta. Le pene vanno saldate fino in fondo e senza sconti.


2.“Chiediamo, con il rispetto dei giudicati costituzionali, la perequazione piena per tutte le pensioni;  la cancellazione degli assegni elargiti senza base contributiva  ai boiardi di stato (da 21 a 91mila euro al mese); la tutela gratuita  della salute degli anziani con i più moderni ritrovati tecnologici (nel campo dell’oncologia, della radiologia, dell’ortopedia e della cardiologia); un piano serio per il lavoro giovanile. I pensionati oggi  formano un grande ammortizzatore sociale (del valore di 6 miliardi all’anno) per figli e nipoti disoccupati”.


3. “Bisogna eliminare dallo Statuto dei Lavoratori i contributi figurativi per i parlamentari e i consiglieri regionali a carico di Inps e Casse professionali. Non basta il vitalizio? Deve vincere il principio di una testa una pensione o un vitalizio”.


4.. Governo e Parlamento devono rispettare le sentenze della Corte costituzionale nel campo pensionistico. In particolare la pronuncia n. 116/2013 che ha cancellato il prelievo sulle pensioni sopra i 90mila euro annui: quel prelievo cadeva su una parte dei cittadini, i pensionati, e lasciava indenne l’altra parte, quella dei cittadini attivi, determinando una violazione macroscopica del principio inviolabile dell’uguaglianza.  La  sentenza 116/2013 della Consulta (in http://www.inps.it/messaggizip/messaggio%20numero%2011243%20del%2011-07-2013_allegato%20n%201.pdf) una volta tradotta con linguaggio popolare dice che la solidarietà dev’essere a carico di tutti i redditi, quale che ne sia l’origine, pensione, rendite immobiliari, lavoro e così via. Quella sentenza indica la via maestra da seguire per sviluppare davvero la solidarietà a favore delle persone e dei gruppi sociali più deboli. Il prelievo reintrodotto con la legge 147/2013  e  limitato alle pensioni configura una violazione di un giudicato costituzionale (la sentenza 116/2013) e pertanto si configura come illegittimo e arbitrario.


5. La Camera affronterà presto il dibattito sulla proposte di legge “Meloni” che sotto forma di mozione è stata bocciata l’8 gennaio dalla stessa assemblea. La leader dei “Fratelli d’Italia punta, con norme retroattive e quindi illegittime costituzionalmente, a ricalcolare le vecchie pensioni retributive con il metodo contributivo. Questa operazione per  diversi profili abnorme presuppone che: a) l’Inps e  gli enti  sostitutivi abbiano conservato negli archivi le carte dei singoli pensionati magari di 40/60 anni  fa; b) che queste carte siano messe a disposizione dei singoli cittadini sotto tiro perché si possano difendere e possano partecipare al procedimento amministrativo di riesame della loro posizione. La difesa (art 24 Cost) è un  diritto inviolabile della persona. La leader dei Fratelli d’Italia ha anche affermato: “In Italia serve un provvedimento strutturale che revochi le «pensioni d'oro»”. Franco Abruzzo ha dichiarato sul punto: “Per l’UNP@it questa proposta è solo propaganda alla disperata ricerca di un pugno di voti, ma che alimenta l’odio sociale verso chi, per 35-50 anni, ha versato contributi d’oro. Anche l’UNP@it, sfidando la Meloni, chiede il ricalcolo delle pensioni: non è vero che, - è il parere di Sel-,  un sistema retributivo, come quello adottato fino al 1995, sia necessariamente più generoso del sistema contributivo; anzi il contributivo penalizza i poveri. Verrà dimostrato che ci perderanno i cittadini deboli, coloro che percepiscono pensioni di 700/I000 euro privi  di  consistenti contributi alle spalle”.


Nel dibattito sono intervenuti  gli esponenti di punta dell’Unp@it, Alessandro Seracini, Michele Poerio,  Marco Perelli Ercolini, Bruno Salgarello. Apprezzati anche gli interventi di Anna Campilii, Michele Carugi, Gianfranco Avella e  Umberto Calandrella. Dal dibattito è emerso che contro le minacce della politica alle pensioni degli Italiani serve, con una presenza mediatica costante, un  fronte comune di giovani e meno giovani: i partiti vogliono mantenere nel tempo la libertà di manipolare gli assegni (d’oro, d’argento e di bronzo) e di usarli come bankomat, mentre i vitalizi della casta restano integri e pingui in rapporto agli anni effettivi di “lavoro”.  PENSIONATI E LAVORATORI ATTIVI SONO TUTTI SOTTO SCHIAFFO. La politica ha dichiarato guerra ai pensionati per distrarre i cittadini  dalle ruberie continue di beni pubblici, mentre nessuno, come riferito,  pensa di recuperare i fondi che servono con un attacco frontale agli evasori, ai patrimoni mafiosi e all’economia sommersa.





Pensioni: l'Unp@it chiede 'manette agli evasori'. Giusta la perequazione; sì a prelievo, ma per tutti i redditi



(ANSA) – Milano, 30 gennaio 2014.  Cinque le sfide dell'Unione Nazionale Pensionati per l'Italia (UNP@it) al Governo e al Parlamento. Le ha pronunciate oggi, nel corso di una conferenza stampa a Milano, il giornalista che ne è presidente, Franco Abruzzo.    La prima richiesta è una legge 'manette agli evasori’: "l'Italia è un Paese ricco - ha detto Abruzzo - ma ha il record dell'evasione fiscale, pari a 280 miliardi di euro, 180 di Irpef e 100 di Iva. Ma quando uno non paga le tasse - ha  proseguito - è un ladro, perché ruba alla Repubblica. E il Parlamento, anziché prendersela con i pensionati, dia la caccia ai ladri!".    La seconda richiesta al Parlamento è quella di "non violare i giudicati costituzionali, non dare valore cioè ai principi che sono stati cancellati dalla Corte costituzionale perché non in linea col dettato della Costituzione". Per il Presidente UNP@it, "la legge di stabilità 147/13, che ancora prevede il prelievo sulle pensioni è anticostituzionale, perché viola la sentenza 116/13 della Corte costituzionale. Se lo Stato ne ha bisogno - ha continuato il giornalista - il prelievo si faccia, ma sia universale, cioè su tutti i redditi non solo su quelli dei pensionati".    Punto tre: "Se in passato il Parlamento ha fatto leggi che attribuivano pensioni gratuitamente - ha detto Abruzzo -, cioè senza il relativo pagamento di contributi, ebbene queste, ma solo queste possono essere cancellate".    Al quarto punto, Abruzzo chiede che "le pensioni mantengano nel tempo il loro valore. Invece, con la legge di stabilità 2014,  sono state date mancette a tutti i pensionati del ceto medio: per il 2014 ci hanno dato 8 euro netti. Ma anche a coloro che hanno una pensione da 1500 euro hanno dato poco, solo 20 euro lordi".    La quinta ed ultima richiesta riguarda la sanità: "Tutte le nuove tecnologie riguardanti la cardiologia, l’oncologia, la radiologia e l'ortopedia - ha concluso Abruzzo - siano garantite alle persone anziane. Accade infatti, che molti pensionati rinunciano a curarsi perché le terapie sono troppo care per il loro reddito". (ANSA).


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 Franco Abruzzo, le 5 sfide dei pensionati al governo: caccia a evasori non a noi. - IN http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/franco-abruzzo-le-5-sfide-dei-pensionati-al-governo-caccia-a-evasori-non-a-noi-1780463/


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Per informazioni: Franco Abruzzo  3461454018, casa 022484456, skype:  fabruzzo39 – Mail: fra.abruzzo@live.com, fabruzzo39@hotmail.com



.Tutte le più recenti vicende in tema di pensioni sono in  http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=12436









 


 


 


 


 


 


 


 


 




 


 


 



 


 


 


 


 


 


 


 


 



 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 







 


 





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