Roma, 30 ottobre 2007. Le amministrazioni pubbliche potranno assumere i lavoratori precari che hanno contratti a tempo determinato o anche contratti di collaborazione coordinata e continuativa (i Co.co.co) che hanno lavorato con le P.A. per tre anni, anche non continuativi, nel quinquennio precedente al 28 settembre 2007. E' quanto prevede l'emendamento alla Finanziaria presentato dal Relatore e che recepisce l'accordo di questa mattina raggiunto dalla maggioranza. ''E' un passo avanti importante'', ha commentato il sottosegretario all'Economia Alfiero Grandi.
L'emendamento, che stanzia per questo ulteriori 20 milioni di euro che si aggiungono ai 5 gia' previsti, stabilisce che entro il prossimo 30 aprile le amministrazioni pubbliche predispongano un piano triennale 2008-2010 per la progressiva stabilizzazione del personale precario ''non dirigente''. Contemporaneamente rimane fissato al 40% la soglia per il rinnovo di nuovi contratti di questo tipo, anche se ''nelle more della stabilizzazione le amministrazioni continuano ad avvalersi del personale'' che poi verra' assunto.
I requisiti per i precari da assumere rimangono quelli fissati con le precedenti finanziarie. La norma prevede pero' che il Consiglio dei Ministri adotti ''inderogabilmente entro il mese di marzo 2008'' il decreto che fissa i requisiti delle tipologie di lavoro flessibile che verranno stabilizzate, la durate minima delle esperienze professionali (non inferiori a 3
anni anche non continuativi) nonche' le modalita' di valutazione che saranno utilizzate nelle procedure di selezione dei precari da assumere.
Novita' sono previste dall'emendamento anche per quanto riguarda i nuovi concorsi che saranno banditi. La Finanziaria riserva gia' il 20% dei posti ai dipendenti con contratto a tempo determinato. Ora arriva un'altra riserva: e' del 10% e tutelera' il personale gia' utilizzato con contratti Co.co.co. (ANSA).
P.A.. DINI: NON VOTEREMO SANATORIA PER “AMICI DEGLI AMICI”.
Roma, 31 ottobre 2007. Lamberto Dini non voterà per la stabilizzazione dei precari della Pubblica amministrazione, da lui definiti “amici degli amici”. Il leader dei Liberal democratici ha infatti annunciato che, insieme ai senatori del suo gruppo, voterà a Palazzo Madama contro tutti gli emendamenti alla Finanziaria che aumentano la spesa. Tra questi, ha spiegato, figura “la sanatoria per i precari delle amministrazioni pubbliche” che, secondo l’ex presidente del Consiglio, serve ad assumere “gli amici degli amici”. “Il nostro gruppo – ha detto chiaramente il senatore - esprimerà un parere negativo se l’emendamento provoca un aumento di spesa”. Dini parla chiaro. Secondo lui la sanatoria “vuol dire che si assumono gli amici degli amici nei comuni e altrove. E poi si fa la sanatoria per passarli di ruolo. Vi sembra questa – conclude - una cosa seria?”. Le parole del leader Ld hanno trovato una replica immediata da parte dei Comunisti italiani. Manuela Palermi, presidente del gruppo Verdi-Pdci di Palazzo Madama, insorge: “L’immagine peggiore che un politico può dare di se stesso è trinciare giudizi senza sapere di che parla. Ed è evidente che il senatore Dini non sa nulla, ma proprio nulla, sui precari delle pubbliche amministrazioni”. La senatrice del Pdci, ricordando il gran numero di precari, sottolinea che “se le pubbliche amministrazioni potessero assumere a tempo indeterminato i lavoratori interinali, si risparmierebbe il 30 per cento”, la percentuale che viene versata alle agenzie.
Sempre da parte del Pdci proviene un altro invito a Dini: “Dica una volta per tutte da che parte sta – afferma Pino Sgobio, capogruppo del partito alla Camera - se è parte o no della maggioranza di centrosinistra o se ha già deciso altro. Lo dica così gli italiani capiscono una volta per tutte”. Quanto agli “amici degli amici”, dice Sgobio, “la stabilizzazione dei precari delle pubbliche amministrazioni riguarda lavoratori in carne ed ossa, gente che lavora e senza la quale la pubblica amministrazione non andrebbe avanti”. Il senatore del Pdci Dino Tibaldi, membro della commissione Lavoro, spiega che l’emendamento in questione “non riguarda gli amici degli amici ma lavoratrici e lavoratori, che da anni lavorano nella pubblica amministrazione ricoprendo ruoli e funzioni proprie dei vari enti che a causa dei blocchi delle assunzioni succedutesi negli anni passati sono costretti le stesse ad avvalersi di personale precario”. “Se Dini pensa di giocare con la pelle dei lavoratori che da tre, quattro o cinque anni garantiscono servizi essenziali – conclude Tibaldi - magari per risparmiare risorse da utilizzare per favorire qualche suo amico potente, lo dica con chiarezza”. (9colonne).