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| FNSI-Giornalismo dipendente |
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La Padania del 16 ottobre 2003
«Maroni "sorvegli" la gestione della previdenza dei giornalisti»
di Franco Abruzzo
Presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia
Gabriele Cescutti, presidente dell'Inpgi (l'Istituto di Previdenza dei Giornalisti) e Paolo Serventi Longhi, segretario generale Fnsi (il sindacato di categoria), hanno replicato in maniera scomposta al comunicato di Franco Abruzzo, stimato e battagliero presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia e candidato al prossimo collegio sindacale Inpgi, sulle "elargizioni" milionarie (in euro) dell'Inpgi alla Fnsi, ma non hanno risposto a questi argomenti avanzati da Abruzzo e che il diretto interessato riepiloga, a partire da oggi, in una serie di articoli per "la Padania", sottoponendoli all'attenzione rigorosa e attenta del Ministro Maroni.
In questi giorni sta accadendo - ma non nell'ambito delle Associazioni stampa di Milano e Roma - che Fnsi e sindacati regionali sostengono i "loro" candidati, spendendo i soldi di tutti e quelli "elargiti" dall'Inpgi/1 e dall'Inpgi/2. In agosto il sito della Fnsi ha pubblicato un comunicato dell'Associazione Stampa Emiliana che reclamizzava i nomi dei suoi candidati in vista delle elezioni dell'Inpgi. Ho sotto gli occhi, mentre scrivo, una lettera dell'Associazione stampa ligure che invita i suoi iscritti a votare nomi fidati ("Le candidature sostenute dalla Ligure e dal Progetto delle Associazioni di stampa medio/piccole"). Mi chiedo: può la Fnsi, possono le Associazioni regionali sostenere propri candidati, spendere quattrini di tutti in spese postali e altro, boicottando i candidati non "allineati" al gruppo dirigente attuale della Fondazione? L'Inpgi può finanziare il sindacato? È lecito? È corretto? È legittimo? O no?». Queste notizie (documentate in base a "carte" in nostro possesso) non sono "false e calunniose. Sono notizie. Punto. E Cescutti dovrebbe esserne informato».
RISPETTARE I PRINCIPI - Il legislatore delegante non autorizza l'Istituto a funzionare come ente sovvenzionatore della Fnsi e delle sue strutture periferiche. L'Inpgi è tenuto a rispettare i princìpi stabiliti dall'articolo 2 del Dlgs n. 509/1994 "nei limiti fissati dalle disposizioni del presente decreto (Dlgs n. 590/1995, ndr) in relazione alla natura pubblica dell'attività svolta". L'articolo 2 (I comma) del Dlgs n. 509/1994 è limpido e non ha bisogno di commenti: l'autonomia gestionale, organizzativa e contabile dell'Istituto non abbraccia e non ingloba le "elargizioni" previste dai commi 8 e 9 dell'articolo 4 dello Statuto. Tale attività non rientra nella "natura pubblica dell'attività svolta" dall'Inpgi. Se ne deve desumere che i commi 8 e 9 (affitti agevolati) dell'articolo 4 dello Statuto appaiano ictu oculi una evidente violazione del Dlgs n. 509/1994.
DOVE SONO QUEI MILIONI? - L'Inpgi ha stipulato una convenzione (per l'espletamento del servizio di cassa) con la Banca di Roma in base alla quale la banca stessa mette a disposizione dell'Istituto un contributo annuo di 180.759 euro. Questa somma viene messa nel bilancio o viene impiegata (fuori bilancio) per convegni, congressi e "scopi istituzionali" (aiuti economici ad associazioni regionali oppure a Gus, Unione pensionati e Unione cronisti)? I sindaci dell'Istituto cosa dicono di tali elargizioni? Che ne pensano i Ministeri vigilanti dell'Economia e del Lavoro? Che fa la Corte dei Conti? Commettono solo una prepotenza o un abuso (rilevante sul piano penale e contabile?) coloro che usano i quattrini dell'Inpgi per fare pubblicità, come in Emilia e in Liguria, ai candidati, che appoggiano l'attuale gruppo dirigente dell'Istituto? Anche questa circostanza è documentata.
CONTRIBUTO GIUSTIFICATO? - Serventi Longhi ha spiegato che la Fnsi riceve un contributo ordinario dall'Inpgi per il coordinamento degli uffici di corrispondenza dell'Istituto. Questo coordinamento è tutto da dimostrare ma spetta al sindacato o all'Inpgi? Serventi poi ha giustificato, non rendendosi conto della gravità delle ammissioni, le elargizioni Inpgi al sindacato con il ruolo della Fnsi "di intervento sul sistema previdenziale dei giornalisti... con una attività contrattuale e sindacale di rilevante impegno relativa alla contribuzione e alle prestazioni". In sostanza la Fnsi ha diritto ai quattrini perché fa il suo mestiere di sindacato a favore dei giornalisti iscritti all'Inpgi previsto dal suo Statuto. Non ci risulta che Cgil-Cisl-Uil ricevano soldi dall'Inps perché fanno il loro mestiere di sindacato a favore dei cittadini iscritti a quell'Istituto. La Fnsi, invece, deve vivere con il contributo contrattuale (0,30% ridotto allo 0,15 per i pensionati) versato dagli iscritti. E deve vivere solo di quello.
E LA PRIVACY? - Uffici privati (quelli del sindacato) non possono trattare pratiche degli iscritti in alcuni casi coperti dalla legge sulla privacy. Perché l'Istituto non crea una sua rete periferica di uffici come suggerisce la Corte dei Conti? È il momento anche di dare attuazione al suggerimento del giudice contabile (C. Conti, Sez.contr. enti, 22/05/1992, n.19/Rel.; parti in causa Inpgi; fonte Riv. Corte Conti, 1992, fasc.4, 20) secondo il quale gli uffici di corrispondenza dell'Istituto meritano, ed era ed è una misura indilazionabile, "una loro specifica regolamentazione, segnatamente ove l'ente stesso non intenda darsi una propria articolazione decentrata".
SONO UN PUBBLICO UFFICIALE - Ho posto ufficialmente questi problemi all'Inpgi, perché, come pubblico ufficiale, ho l'obbligo di segnalare eventuali reati alla Procura della Repubblica (art. 331 Cpp). Attendo paziente una risposta esauriente. E sulla risposta baserò le mie mosse successive improntate al rispetto rigoroso dell'articolo 24 (I comma) della Costituzione. Mi ritengo danneggiato dalla politica delle elargizioni: l'Inpgi mi nega il diritto alla libertà di cumulo, sostenendo che non ha i mezzi sufficienti per applicare l'articolo 72 della legge n. 388/2000, mentre regala annualmente 2,4 miliardi di vecchie lire al sindacato, che, invece, vive o dovrebbe vivere soltanto delle entrate assicurate dal Cnlg. Porre questi problemi è, secondo Cescutti, "gettare discredito sull'Inpgi". La libertà di informazione e di critica, ricordo a me stesso (e a Cescutti) , "è diritto insopprimibile dei giornalisti" (articolo 2 della legge professionale n. 69/1963).
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