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Condivisa dal Consiglio generale dell’Istituto una dichiarazione programmatica
INPGI/Gabriele Cescutti è presidente. Andriolo vicepresidente vicario. Ed ora scatti il momento di un effettivo... disarmo.
Franco Abruzzo: “Il documento programmatico è esaustivo anche se non assicura (per ora) agli iscritti all’Inpgi la pari dignità con gli iscritti all’Inps in tema di libertà totale di cumulo, di cessione dei diritti d’autore e di lavoro occasionale. C’è da augurarsi, infine, che il Consiglio d’amministrazione, imitato dalle parti estranee al Consiglio stesso, ritiri querele e iniziative civilistiche presentate contro giornalisti colpevoli di aver esercitato il diritto di critica (garantito dalla Costituzione e dalla legge professionale). Sarebbe un buon segno di ritrovata armonia nella categoria. L’accordo 5+5 è un segnale, che lascia spazio alle speranze di.. ..un effettivo disarmo”.
Roma, 19 marzo 2004. Il nuovo Consiglio di amministrazione dell'Inpgi ha proceduto oggi all'elezione del Presidente dell'Istituto, del vicepresidente vicario e del vicepresidente in rappresentanza della Fieg. Alla votazione hanno partecipato tutti i 16 componenti del Consiglio. Presidente è stato confermato con 14 voti Gabriele Cescutti. Vicepresidente vicario è stato eletto con 15 voti Maurizio Andriolo, già componente del precedente Consiglio di amministrazione, mentre l'avv. Giancarlo Zingoni è stato confermato con 9 voti vicepresidente in rappresentanza della Federazione Italiana Editori giornali (Fieg).
Nella notte tra il 10 e l’11 marzo, il Consiglio generale dell’Istituto aveva eletto i dieci componenti giornalisti del nuovo Consiglio di amministrazione. Erano risultati eletti Gabriele Cescutti e Silvia Garambois, voti 31; Roberto Carella, voti 30; Riccardo Venchiarutti e Giorgio Di Nuovo, voti 29; Maurizio Andriolo, Francesco Gerace, Silvana Mazzocchi e Pierluigi Roesler Franz, voti 21; Lino Zaccaria, voti 19. Cinque consiglieri appartengono alla maggioranza che governa la Fnsi e cinque al cartello di Inpi.sicambia. Questa intesa rispecchia i risultati veri delle elezioni dell’ottobre/novembre 2003. I due schieramenti hanno accumulato consensi pressoché equivalenti. Il fatto nuovo è che dentro il Consiglio d’amministrazione non c’è una maggioranza precostituita. Il presidente, per la prima volta, non è sorretto da una maggioranza. Lo stesso Consiglio è chiamato a funzionare come organo di garanzia, cercando soluzioni condivise. Gli altri sei membri del Consiglio sono: Paolo Serventi Longhi, Massimo Marciano; Mauro Masi e Maurizio Bernaconi (rappresentanti rispettivamente di Palazzo Chigi e del Ministero del Lavoro); Giancarlo Zingoni e Roberto Cilenti (rappresentanti della Fieg).
Il Collegio sindacale, presieduto dalla dott.ssa Stefania Cresti (Ministero del Lavoro), è formato da Guido Bossa, Virgilio Povia (Palazzo Chigi), Attilio Raimondi, Michele Romano (Ministero dell’Economia), Riccardo Sabbatini e Adriano Velli
Il Consiglio generale dell'Inpgi ha condiviso un documento programmatico frutto dell’accordo che ha portato all’elezione dei 10 consiglieri d’amministrazione. Il documento impegna gli organismi decisionali dell’Istituto a discutere modifiche statutarie sui seguenti punti:
1) limite di mandato a Presidente e vicepresidente;
2) collegialità ed eventuali deleghe operative;
3) voto riservato esclusivamente agli eletti per la rappresentanza nell'Inpgi 2;
4) incompatibilità delle cariche in armonia con gli altri Enti della categoria.
In particolare, per quanto riguarda la collegialità, fermo restando il compito di valutazione ed elaborazione preventiva che, a titolo consultivo, le Commissioni di cui all'art. 13, comma 5, devono esplicare nell'ambito della propria competenza per conto del Consiglio d'amministrazione, il Presidente dell'Istituto sarà impegnato a discutere preventivamente, assieme ai componenti giornalisti del Cda stesso, argomenti di specifica importanza o delicatezza, con particolare riguardo a proposte di modifica relative alle prestazioni previdenziali o alla contribuzione.
In materia elettorale, il Consiglio di amministrazione dell'Inpgi è inoltre impegnato a realizzare la riforma del voto ed a limitarlo alla presenza fisica nel seggio elettorale oppure all'espressione del voto stesso per via telematica.
Il Cda dell'Inpgi è impegnato anche a discutere il voto con il sistema delle liste aperte per il Consiglio generale ed il Comitato amministratore dell'Inpgi 2 e ad introdurre il sistema proporzionale per l'elezione del Cda da parte del Consiglio generale. Il quorum dei due terzi per l'elezione delle cariche (art. 16, comma 7) sarà, a partire dalla terza votazione, quello della metà più uno degli aventi diritto al voto.
Per quanto riguarda le rappresentanze circoscrizionali dei consiglieri generali, il Cda è impegnato a valutare il riequilibrio delle grandi Associazioni tenendo comunque conto, in modo adeguato, delle esigenze di rappresentatività delle piccole e medie Associazioni regionali.
Riforma previdenziale. La riforma previdenziale approvata dal Consiglio generale il 26 settembre 2002 non è stata ancora oggetto d'esame congiunto delle parti sociali (Fnsi e Fieg). Nel frattempo il Cda dell'Inpgi lo scorso 3 marzo ha affidato ad un attuario - così come prevede il Dlgs 509/94 - il compito di redigere il bilancio tecnico attuariale per il prossimo triennio, dal quale risulti la stabilità della gestione previdenziale Inpgi, con proiezione nei prossimi 40 anni. Poiché i risultati saranno noti entro due mesi al più tardi, si concorda di accantonarla in attesa di una definitiva decisione nel merito della riforma al momento in cui il bilancio attuariale sarà noto. In quel momento il Cda avrà la possibilità di esprimersi sulle misure da adottare alla luce di dati tecnici aggiornati, nonché tenendo conto delle indicazioni dei Ministeri vigilanti. In attesa di queste conclusioni, si chiede alle Parti sociali di sospendere il negoziato.
Perequazione delle pensioni. Abbiamo manifestato la ferma convinzione che debba essere subito ripreso il tentativo di modificare l'art. 7 del Regolamento Inpgi, affinché ogni anno dopo l'approvazione del bilancio consuntivo il Consiglio di amministrazione sia impegnato a valutare - sulla base dei risultati economici - la possibilità di una integrazione al sistema generale di perequazione delle pensioni.
Cumulo pensione/redditi. Ribadito che la legge 289/02 (Finanziaria 2003) ha affermato l'autonomia dell'Inpgi a recepire o meno la norma generale, abbiamo convenuto che il massimo sforzo debba essere compiuto al fine di innalzare per quanto possibile la quota esente dal cumulo avendo presenti oltre alle compatibilità indicate dai Ministeri vigilanti, i diritti degli iscritti in quiescenza.
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Ed ora scatti il momento di un effettivo... disarmo
Il documento programmatico è esaustivo anche se non assicura (per ora) agli iscritti all’Inpgi la pari dignità con gli iscritti all’Inps in tema di libertà totale di cumulo, di cessione dei diritti d’autore e di lavoro occasionale (“è lavoro occasionale - secondo una legge dello Stato - quello che ha introiti annui per 5mila euro”). Anche gli iscritti alle casse degli avvocati e dei ragionieri hanno, in base a due sentenze della Corte costituzionale, la più ampia libertà di cumulo tra pensione e redditi da lavoro dipendente o autonomo. Perché i giornalisti devono essere discriminati? Chi stipula contratti vincolati alla cessione dei diritti d’autore o svolge prestazioni occasionali (sino a 5mila euro) non ha l’obbligo di iscrizione alla gestione separata deell’Inps. Perchè l’Inpgi-2 ignora le regole Inps? L’Inpgi non è un ente sostitutivo dell’Inps (art. 76 della l. n. 388/2000)? C’è da augurarsi, infine, che il Consiglio d’amministrazione, imitato dalle parti estranee al Consiglio stesso, ritiri querele e iniziative civilistiche presentate contro giornalisti colpevoli di aver esercitato il diritto di critica (garantito dalla Costituzione e dalla legge professionale). Sarebbe un buon segno di ritrovata armonia nella categoria. L’accordo 5+5 è, comunque, un segnale, che lascia spazio alle speranze di......un effettivo disarmo. (Franco Abruzzo)
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