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Rcs, rischio di aumento dei tagli (110 su 353 redattori) al Corriere della Sera. La permanenza in Solferino potrebbe comportare l'eliminazione di ogni benefit aziendale (a partire dalle automobili). Giovedì 28 febbraio l'ad Jovane incontrerà in mattinata il coordinamento nazionale Rsu di grafici e poligrafici della Quotidiani e, poi, nel pomeriggio i cdr di Corriere e Gazzetta. Seguirà l’assemblea di redazione del Corsera: non è esclusa una (prudente) approvazione di scioperi. Riunione lunga e accesa dei delegati redazionali sulla scelte strategiche. Il Cdr del Corsera ha giudicato "attendibili" e "in parte verosimili" le indiscrezioni di Milano Finanza, che ripubblichiamo qui sotto.

di Andrea Montanari - www.milanofinanza.it 21/2/2013

L'azienda Rcs non è contraria a priori alla permanenza dei giornalisti del Corriere della Sera nella sede storica di via Solferino. Ma oltre all'accorpamento nel palazzo in pieno centro delle redazioni della Gazzetta dello Sport e dell'allegato Sette - come riferito oggi da MF-Milano Finanza - che porta all'automatica vendita dello stabile di via San Marco, c'è un'altra contropartita sul tavolo: maggiori tagli del personale.


L'altro intervento che i vertici del gruppo editoriale di via Rizzoli, a partire dall'ad Pietro Scott Jovane, intendono fare è proprio sull'organico dello stesso CorSera, uno dei pochi se non l'unico asset ad avere conti in positivo anche nel 2012. In particolare, adesso l'asticella dei tagli sarebbe stata elevata a 110 (su un totale di 353 giornalisti). Una soglia molto alta se se si considera che fino a pochi mesi si parlava di 70 uscite al massimo e che se si prendono a riferimenti i parametri anagrafici al momento in redazione sarebbero solo 66-67 i giornalisti in età prepensionabile (le classi anagrafiche 1954-1955). Ma, trapela nei corridoi di via Solferino, a questo punto l'intervento strutturale sull'organico potrebbe essere su base triennale e, quindi, arrivare a coinvolgere a regime anche i colleghi nati nel 1956 e 1957. Solo così si raggiungerebbe la cifra di 110. "Un prezzo da pagare altissimo per la redazione", dice un consulente strategico addentro alle cose di Rcs. "Ma oggi come oggi il Corriere si può fare con uno staff di 250 persone". A ciò si aggiungerebbe anche un'altra richiesta-imposizione avanzata dal management di Rcs per garantire la permanenza in Solferino: l'eliminazione di ogni benefit aziendale, a partire dalle automobili.


Di tutto questo se ne sta parlando in queste ore sia all'interno del gruppo sia a livello sindacale a Milano e a Roma. La Fnsi è già da settimane sul dossier così come hanno avviato le prime consultazioni gli organi nazionali dei tre principali sindacati, Cgil, Cisl e Uil. Tutto perché, secondo quanto confermano più fonti a milanofinanza.it, giovedì 28 febbraio l'ad Jovane incontrerà in mattinata il coordinamento nazionale Rsu di grafici e poligrafici della Quotidiani e, poi, nel pomeriggio i cdr di Corriere e Gazzetta. A loro sarà illustrato il piano di ristrutturazione definitivo che a questo punto dovrebbe essere approvato dal cda di Rcs venerdì 1 marzo in concomitanza con il via libera alla ricapitalizzazione da 400 milioni e al riscadenziamento del linea di credito da 1 miliardo che scade quest'anno.


IN http://www.milanofinanza.it/news/dettaglio_news.asp?id=201302211254556599&chkAgenzie=TMFI&sez=news&testo=&titolo=Rcs,%20rischio%20aumento%20tagli%20al%20Corriere%20della%20Sera


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Il 28 febbraio, dopo l’incontro del CdR con Jovane, riunione dell’assemblea di redazione del Corsera. Non sono esclusi scioperi. Riunione lunga e accesa dei delegati redazionali sulla scelte strategiche.  


 


Milano, 22 febbraio 2013. Il Cdr ha giudicato, nel corso dell’assemblea odierna dei delegati redazionali,  "attendibili" e "in parte verosimili" le indiscrezioni di Milano Finanza. Risulterebbe l’ulteriore irrigidimento dell'azienda. Il Cdr ha chiesto all'azienda di chiarire i suoi atteggiamenti. L'azienda ha fissato un incontro per il 28 febbraio. Il Cdr ritiene di aspettare quella data prima di  prendere altre iniziative. Fino al 28, continueranno e si intensificheranno i comunicati. Secondo il Cdr stanno dando "molto fastidio" alla società. Il Cdr è convinto che la presa di posizione di Jovane e le sue rassicurazioni agli azionisti siano conseguenza di questa azione. Non solo: il Cdr è a conoscenza del fatto che Jovane, prima delle  dichiarazioni odierne (22 febbraio), ha incontrato uno ad uno gli azionisti. Dopo una lunga e accesa discussione, i delegati redazionali hanno deciso di attendere il 28 per programmare eventuali scioperi. Quel giorno, subito dopo l'incontro con l’azienda, verrà convocata una assemblea generale. C’è chi teme, all’interno di via Solferino le conseguenze di un’azione forte, che  potrebbe aprire la strada ai "carri armati" pronti a “spianare” il collettivo redazionale.


 


 


 





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