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Stampa

SALLUSTI: SÌ ai domiciliari.
Il giudice di sorveglianza
ha accolto l’istanza del
Procuratore capo Bruti
Liberati. Sallusti: “Rifiuto
i domiciliari. Napolitano
ha chiesto di evitarmi
il carcere. No ai privilegi”

Il direttore del "Giornale" dovrà essere sospeso dall’Albo per la durata della carcerazione. In passato è già successo con Enzo Tortora. La direzione del quotidiano è stata affidata a Nicola Porro.

Milano, 30 novembre 2012. Il giudice di sorveglianza del Tribunale di Milano, Guido Brambilla, ha accolto la richiesta di arresti domiciliari per il direttore de Il Giornale Alessandro Sallusti. La misura dei domiciliari era stata chiesta, nei giorni scorsi, dal procuratore della Repubblica Edmondo Bruti Liberati, in base alla legge cosiddetta svuota carceri dopo la condanna a 14 mesi per diffamazione del giornalista. La condanna per Sallusti è arrivata in riferimento a un corsivo, pubblicato sotto lo pseudonimo Dreyfus, nel febbraio 2007 su Libero, giudicato lesivo nei confronti del giudice tutelare di Torino Cocilovo che ha sporto querela. Nel frattempo la direzione del quotidiano è stata affidata a Nicola Porro che ha accettato. "Il Giornale resta in buone mani a prescindere da quello che succederà" ha detto Sallusti su questo punto. (Adnkronos+Repubblica)


SALLUSTI: SE MI MANDANO AI DOMICILIARI IO TORNO A LAVORARE - Milano, 30 novembre 2012.  «Se mi vengono a prendere per portarmi ai domiciliari, io dopo cinque minuti torno al giornale». Così Alessandro Sallusti, direttore de 'Il Giornale annuncia la sua 'evasione dai domiciliari appena decisi dal giudice di sorveglianza. Nel pomeriggio, infatti, per il giornalista dovrebbero scattare i domiciliari, ma lui contrario alla decisione del giudice è disposto piuttosto ad evadere e ad andare in carcere. (Adnkronos)


SALLUSTI: RIFIUTO GLI ARRESTI DOMICILIARI - Milano, 30 novembre 2012.  «Rifiuto gli arresti domiciliari». Così Alesandro Sallusti interviene nel corso della conferenza stampa convocata dopo la decisione del giudice di Milano di concedere gli arresti domiciliari al direttore de 'il Giornalè condannato per diffamazione. «Io non mi muovo da qui, non accetto i domiciliari». (Adnkronos)


SALLUSTI PER ORA NON POTRÀ LAVORARE -  Milano, 30 novembre 2012.  Dopo l'ok del giudice di Milano alla concessione dei domiciliari per Alessandro Sallusti, dopo la condanna a 14 mesi per diffamazione, il direttore de Il Giornale non potrà, però, al momento lavorare. Nel caso in cui voglia tornare nella sede del quotidiano Sallusti dovrà fare una richiesta formale al giudice che dovrà quindi decidere sul permesso di lavoro. (Adnkronos) SALLUSTI:


GIUDICE: “INCOMPETENTE sulla SOSPENSIONE ESECUZIONE” - Milano, 30 novembre 2012.  Il giudice Guido Brambilla nel provvedimento con cui ha accolto la detenzione domiciliare per Alessandro Sallusti, si è dichiarato incompetente sulla valutazione relativa alla sospensione dell'ordine di esecuzione concessa nei giorni scorsi dal procuratore Edmondo Bruti Liberati. Inoltre da quanto si è saputo il giudice ha disposto le prescrizioni di routine come, per esempio, non avere rapporti con persone estranee al domicilio dove scontare gli arresti. Nessuna decisione, invece, sulla possibilità di continuare a fare il direttore in quanto la richiesta non è stata avanzata dal giornalista e dai suoi legali.(ANSA).


SALLUSTI: “SUPPLICO BRUTI DI FARMI ANDARE IN CARCERE” - Milano, 30 novembre 2012. Alessandro Sallusti ha spiegato che se le forze dell'ordine lo porteranno via dal giornale «con la forza non farò alcuna resistenza». Ma comunque «finché qualcuno non mi dice che sono socialmente pericoloso io tornerò qui a lavorare». Il giornalista inoltre ha chiesto a Bruti Liberati, che ritiene simbolo della magistratura, di non metterlo «nelle condizioni di commettere un reato. Non voglio evadere e non voglio sottrarmi alla sentenza» che, ha aggiunto, «ho aspettato con sofferenza». (ANSA).


SALLUSTI: QUESTI MAGISTRATI HANNO FATTO PORCATA. LO HA DETTO IN RELAZIONE ALLA SENTENZA DI CONDANNA.  NO ai PRIVILEGI VADO IN CARCERE - Milano, 30 novembre 2012. Alessandro Sallusti non usa toni pacati nei confronti dei magistrati definendo una porcata la sentenza di condanna di diffamazione nei suoi confronti ed è pronto ad andare dietro le sbarre: «Se ho commesso una colpa grave mettetemi in carcere. Io mi rifiuto di essere arruolato nella casta, accettare questo privilegio sarebbe una vergogna». Per il direttore del il Giornale, la decisione di concedergli gli arresti domiciliari non è corretta, per questo è pronto a non rispettarli, costringendo di fatto le forze dell'ordine all'arresto per evasione. Se non lo facessero «ritengo il procuratore capo Bruti Liberati complice». Sallusti ricorda che la sentenza è ingiusta «è basata su dei falsi. Per questo ho chiesto al ministro Severino di mandare un'ispezione». Quello che il direttore contesta è che da una prima sentenza pari a una multa di 5 mila euro si passa a una condanna di 14 mesi. «Uno dei due magistrati dovrebbe essere licenziato per manifesta incapacità». Ora che arriva questa sentenza attesa «con pazienza e sofferenza» il direttore de il Giornale chiede che «se ho commesso una colpa grave devono mandarmi in carcere. È una questione di principio, se vogliono arrestarmi lo facciano fino in fondo». Sallusti si scaglia contro la decisione prima dei giudici e poi del magistrato, sottolineando «la vigliaccheria dello Stato: se volete togliermi la libertà fatelo fino in fondo. Io non accetto scorciatoie». Il direttore del quotidiano ricorda di non avere chiesto i domiciliari nè di volersi sottrarre alla pena e in attesa che la misura venga applicata 'affidà a Nicola Porro il Giornale di via Negri a Milano. (Adnkronos)


Sallusti: “Napolitano ha chiesto di evitarmi il carcere” - Roma, 29 novembre 2012. “Mi risulta che Bruti Liberati abbia ricevuto forti pressioni e indicazioni dal presidente Napolitano e dal ministro Severino di evitare a qualsiasi costo di mandarmi in carcere perché sarebbe un’immagine che l’Italia non potrebbe sostenere in campo internazionale”. Lo ha detto Alessandro Sallusti, direttore del ‘Giornale’, a La Zanzara su Radio24. “Ma questa storia - ha aggiunto - non finirà in casa Sallusti o Santanchè, come dicono. Ve lo assicuro, vedrete, non hanno fatto i conti con me. Ci sono altre possibilità. Vado in carcere? Non vedo perché dovrei avere un trattamento diverso dagli altri carcerati, Bruti Liberati non ce la farà a farmi diventare un privilegiato”. Il capo della Procura di Milano, ha detto ancora Sallusti, “è un paravento, più che un salvatore, e adesso è un mio avversario perchè mi mette in una condizione di debolezza per poter salvare i miei carnefici. Se dicesse in una conferenza stampa che la sentenza è una porcheria, un minuto dopo chiederei a quale servizio sociale essere associato”. Sulla possibilità di finire in carcere Sallusti ha precisato: “Ho una paura blu di andare in galera ma ne ho molta di più che possano fermare mio figlio e dirgli che suo padre è un delinquente abituale e che fa parte di una casta. Meglio il carcere che passare per un privilegiato”. (TMnews)


Sallusti dovrà essere sospeso  dall’Albo per la durata  della carcerazione. In passato è già successo con Enzo Tortora. - Milano, 30 novembre 2012. L’articolo 39 (Condanna penale) della legge 69/1963 sull’ordinamento della professione di giornalista prevede che  “Ove sia emesso ordine o mandato di cattura, gli effetti dell'iscrizione sono sospesi di diritto fino alla revoca del mandato o dell'ordine”. Il Consiglio dell’Ordine della Lombardia, quindi, dovrà prendere questo provvedimento alla prima riunione. In passato è già successo con Enzo Tortora.


DIRETTORE DEL GIORNALE BATTIBECCA CON BARBACETTO.Milano, 30 novembre 2012. La conferenza stampa convocata da il direttore de ‘Il Giornale’, Alessandro Sallusti, nella quale ha detto che “rifiuta gli arresti domiciliari” si e’ conclusa con una “polemica” tra lui e il giornalista de ‘Il Fatto Quotidiano’ Gianni Barbacetto. Il battibecco e’ stato innescato da una frase del giornalista del Fatto Quotidiano che sosteneva che se si commette un reato grave… E poi ha aggiunto, “a me spiace che chiunque vada in carcere, vorrei che le carceri fossero vuote”. Subito la replica di Sallusti: “ma a te non spiace niente, cosa vuoi che ti importi. Non fare il paraculo e abbi il coraggio di quello che dici. Non dire mi spiace, di che sei contento che vado in carcere. Io sto chiedendo di non avere privilegi”. A Sallusti ha nuovamente replicato Barbacetto: “se uno compie un reato grave trovo normale che la legge faccia il suo corso”. Il direttore del Giornale, si e’ rivolto ai colleghi presenti, quasi in uno sfogo: “ma non c’e’ un moto di orgoglio di qualcuno che dice che e’ una vergogna. Sti cazzo di magistrati hanno fatto una porcata”. E rivolto, infine, al giornalista, Paolo Colonnello, della Stampa, Sallusti gli ha detto: “quello di Farina era un commento a dei fatti che si sono dimostrati non veri che ha pubblicato il tuo giornale, perche’ il tuo giornale ha pubblicato il falso. E Farina su quel falso ha espresso un’opinione”. (AGI)



SALLUSTI. I LEGALI CHIEDERANNO AL GIUDICE il CARCERE - Milano, 30 novembre 2012. I difensori di Alessandro Sallusti presenteranno, nelle prossime ore, un’istanza al giudice della sorveglianza Guido Brambilla per chiedere la revoca degli arresti domiciliari, imposti oggi dallo stesso magistrato, e il carcere per il giornalista. E’ quanto si apprende da fonti legali. Si tratta di una ‘mossa’ inedita perche’ viene chiesto per un condannato un provvedimento piu’ afflittivo rispetto a quello scelto dal giudice. (AGI)


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 La Cassazione spiega la condanna di Sallusticon un comunicato (che è in allegato). In una nota firmata dal consigliere Raffaele Botta, la Suprema Corte ritiene che «è opportuno precisare» aspetti del caso Sallusti «non esattamente evidenziati dalla stampa nei giorni scorsi». Per prima cosa la falsità della notizia contenuta nell'articolo del 18 febbraio 2007 dal titolo "Costretta ad abortire da genitori e giudici". Botta spiega che la notizia era «falsa (la giovane non era stata affatto costretta ad abortire. "E emersa la non identificabilità dello pseudonimo Dreyfus e quindi la diretta riferibilità del medesimo al direttore del quotidiano".


di www.ilsole24ore.com


In http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=10037


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Caso Sallusti. La versione di Cocilovo


Il magistrato autore della denuncia spiega alla Stampa che voleva una rettifica della notizia e che non immaginava "si sarebbe arrivati a questo punto"


di RAPHAËL ZANOTTI - La Stampa 27/9/2012


In http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=10063


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