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TV. AGCOM (Relazione 2011):
MEDIASET TORNA
primo operatore tv
per ricavi con il 30,9%
del mercato davanti a
SKY seconda (29,3%).
La Rai è al terzo posto
con il 28,5 per cento.

«Con il canone non riscosso - ha detto Calabrò riferendosi al livello ‘intollerabile’ dell'evasione - la Rai sarebbe il primo operatore».Si consolida la tripartizione Rai, Mediaset e Sky, che raccolgono ancora il 90% delle risorse. E Rai e Mediaset sfiorano ancora l'80% della torta dell'audience.

Roma, 14 giugno 2011.  Mediaset torna il primo operatore televisivo per ricavi nel 2010 con il 30,9% del totale grazie ad una crescita dell'8,1% rispetto al 2009. Si colloca infatti davanti a Sky che risulta in seconda posizione con il 29,3% dei ricavi del settore con una crescita dell'1,8%. È quanto emerge dalla Relazione 2011 al Parlamento dell'Autorità per le comunicazioni, illustrata dal presidente Corrado Calabrò alla Camera (il testo è in http://www.agcom.it/default.aspx?DocID=6478). L'anno precedente Sky era risultato il primo operatore con una quota di ricavi pari a 2.583, 18 milioni di euro contro i 2.562,98 milioni di Mediaset. Nel 2010 Mediaset si è aggiudicata 2.770,6 milioni di ricavi contro i 2.630,76 di Sky. La Rai è al terzo posto con il 28,5% dei ricavi, pari a 2,553,84 milioni, con una crescita del 2,5%. Il sistema televisivo italiano cresce del 4,5% in termini di risorse, che comprendono oltre alla pubblicità e al canone televisivo i ricavi da pay per view. Nella raccolta pubblicitaria, Mediaset, con il 38% degli ascolti medi giornalieri, attira il 56% delle risorse pubblicitarie; Sky meno del 5%. La Rai, con circa il 41% degli ascolti, controlla il 24% della pubblicità: da segnalare però che sulla tv pubblica opera il tetto pubblicitario del 12% orario. «Con il canone non riscosso - ha detto Calabrò riferendosi al livello ‘intollerabile’ dell'evasione - la Rai sarebbe il primo operatore». (Adnkronos)


INTERNET. AGCOM: 20 MLN SU FACEBOOK, PER QUASI 10 ORE. ITALIA PRIMO PAESE AL MONDO CON BRASILE PER PENETRAZIONE SOCIAL MEDIA.


Roma, 14 giugno 2011. L'utilizzo di Internet in Italia è ancora «molto al di sotto rispetto alle altre economie», ma presenta altresì una decisa e costante crescita«. È quanto emerge dalla Relazione annuale al Parlamento dell'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni. In particolare Facebook, »che è il social network più diffuso«, negli ultimi due anni »si è affermato in modo straordinario, in linea con quanto accaduto a livello mondiale, ma con peculiarità italiane. Non solo, infatti, ha visto quasi raddoppiare i propri utenti unici (da 11 a 20 milioni) - si legge nella Relazione - ma è aumentato anche il tempo medio per utente, che, oggi, raggiunge un livello (quasi 9 ore e mezza) che non ha eguali tra gli altri siti«. »In definitiva, Facebook in due anni è diventato il secondo sito più visitato, con la permanenza e l'attività media più alta e con una penetrazione pari al 78% degli utenti attivi. Con questi dati non sorprende che l'Italia - rileva ancora l'Autorità - è la prima nazione al mondo, insieme al Brasile, per penetrazione dei social media (86% secondo i dati Nielsen), seguita poi dalla Spagna con il 79%«. (ANSA)


AGCOM. CALABRÒ: NON SIAMO LOTTIZZATI.


Roma, 14 giugno 2011. È opportuno «rafforzare l'indipendenza» delle autorità di regolazione, ma l'Agcom ha «dimostrato in modo palmare» la sua indipendenza, garantendo «anche chi oggi con supponenza afferma che è lottizzata dai partitì»: lo rivendica con forza il presidente dell'organismo di garanzia, Corrado Calabrò, nei passaggi finali della relazione annuale al Parlamento presentata oggi alla Camera. «Chiediamo un ulteriore presidio normativo - dice Calabrò riferendosi al recepimento delle più recenti disposizioni europee in materia di comunicazioni elettroniche - perchè le garanzie devono essere più forti delle tentazioni. Ma abbiamo dimostrato in modo palmare la nostra indipendenza con le decisioni assunte dall'autorità senza cedimenti di sorta; vuoi nei confronti di chi premeva perchè adottassimo sanzioni, vuoi nei confronti di coloro che facevano scudo a chi a quelle sanzioni era esposto». Calabrò ammette che «i componenti delle autorità sono eletti dal Parlamento come in 18 omologhe autorità. E con questo? Preferireste - si chiede - se fossero nominate dal governo come nelle residue 33 autorità europee?». (ANSA).


TV. AGCOM: MEDIASET SUPERA SKY E TORNA IN TESTA: i RICAVI toccano il  30,9% del MERCATO 2010; SKY  è al 29,3%, la RAI al 28,5%


Roma, 14 giugno 2011.  Mediaset supera Sky nel 2010 e torna in testa alla classifica dei ricavi del settore tv, con la Rai sul terzo gradino del podio. È la sostanziale novità che emerge dalla Relazione annuale al Parlamento dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, presentata oggi alla Camera dal presidente Corrado Calabrò. «Il sistema televisivo italiano - sottolinea Calabrò nella Relazione, citando i dati dello scorso anno - cresce del 4,5% in termini di risorse e si consolida in una tripartizione delle stesse tra Rai, Mediaset e Sky: Mediaset rappresenta il 30,9% delle risorse complessive, Sky il 29,3%, Rai il 28,5%». In particolare, si legge nella Relazione, Mediaset cresce nei ricavi dell'8.1% e nel 2010 è a quota 2.770,60 milioni di euro (contro i 2.562,98 del 2009), Sky registra un +1.8% e raggiunge i 2.630,76 milioni (nel 2009 era a 2.583,18 milioni), la Rai ottiene un +2.5% e raccoglie 2.553,84 milioni (2.490,25 nel 2009). Segue a netta distanza Telecom Italia con una fetta dell'1.8% (seppur con una crescita del 4.9% dai 152,68 milioni del 2009 a 160,17 del 2010). «Nella raccolta pubblicitaria, Mediaset - precisa Calabrò - con il 38% degli ascolti, attira il 56% delle risorse pubblicitarie; Sky meno del 5%. La Rai, con circa il 41% degli ascolti, controlla il 24% della pubblicità», essendo sottoposta a «uno stringente limite di legge». Nell'andamento degli ultimi due anni, Mediaset ha visto aumentare i ricavi da spot dai 2.251,45 milioni del 2009 ai 2.413,50 del 2010 e quelli da offerte pay da 311,53 milioni a 357,10 milioni, mentre Sky ha aumentato la raccolta di pubblicità da 154,67 milioni a 190,5 milioni e i ricavi da tv a pagamento da 2.428,50 milioni a 2.440,17 milioni. Per la Rai, i ricavi da canone sono cresciuti da 1.531,53 milioni del 2009 a 1.558,44 del 2010, gli introiti pubblicitari da 909,90 milioni a 946,58 milioni. (ANSA).


INTERNET: GOOGLE RE DELLA PUBBLICITÀ ONLINE.


Roma, 14 giugno 2011.  Con una quota che si aggira intorno ad un terzo (30-35%) dei ricavi complessivi, Google è il player più importante nella raccolta pubblicitaria online complessiva che sfiora il miliardo di euro. È quanto emerge dalla Relazione annuale dell'Agcom. (Adnkronos)


TV. AGCOM: RICAVI +4.5%, AI TRE BIG il 90% RISORSE. ASCOLTI RAI E MEDIASET SFIORANO ANCORA L'80%.


Roma, 14 giugno 2011. Torna a crescere nel 2010 il mercato televisivo, con tassi analoghi per la tv gratuita e a pagamento, e si consolida la tripartizione Rai, Mediaset e Sky, che raccolgono ancora il 90% delle risorse. E Rai e Mediaset sfiorano ancora l'80% della torta dell'audience. È l'analisi del settore tv che emerge dalla Relazione dell'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, presentata oggi alla Camera.


RICAVI IN CRESCITA - Nel 2010 i ricavi hanno registrato un +4,5%, dopo un 2009 in calo, seppur limitato rispetto agli altri media classici (pari all'1,8%), per la forte contrazione della tv in chiaro (-7,3%), e nonostante il deciso incremento del mercato a pagamento (+9,3%). Sempre nell'ultimo anno, i mercati della tv in chiaro e pay sono cresciuti a tassi analoghi, tanto che il progresso della componente a pagamento , sul totale delle risorse, si è arrestato ad una quota ancora inferiore al 40% (36,9%). Per il 2010 si stimano in forte ripresa gli introiti pubblicitari, pari al 7,5%. La pubblicità resta la principale fonte di finanziamento dei servizi audiovisivi su mezzi tradizionali, con una quota del 48,2% delle risorse totali.


MERCATO A TRE - Mediaset, Sky Italia e Rai raccolgono insieme circa il 90% del totale risorse. In dettaglio si assiste ad un deciso incremento del fatturato del gruppo Mediaset (+8.1%), trainato sia dalla pubblicità, su canali tradizionali e digitali terrestri, sia dall'offerta pay: nel 2010 è a quota 2.770,60 milioni di euro (contro i 2.562,98 del 2009). Più stabili, seppur in crescita, i ricavi di Sky Italia e Rai, in entrambi i casi trainati dalla componente pubblicitaria: Sky registra un +1.8% e raggiunge i 2.630,76 milioni (nel 2009 era a 2.583,18 milioni), la Rai ottiene un +2.5% e raccoglie 2.553,84 milioni (2.490,25 nel 2009). Il restante 10% dei ricavi televisivi è disperso tra un elevato numero di emittenti, nazionali e locali, tra cui spicca il gruppo Telecom Italia, presente sia nelle offerte pay (attraverso le proprie reti di tlc), sia nella tv in chiaro (con la controllata Telecom Italia Media): la quota di mercato è dell'1.8%, con una crescita del 4.9%, dai 152,68 milioni del 2009 a 160,17 del 2010.


ASCOLTI - Restano stabili in capo a Rai e Mediaset, che nel giorno medio raggiungono ancora il 78,6% dell'audience. A fronte di un lieve decremento per Mediaset, passato dal 39,5% del 2009 al 37,4% del 2010, si regista una lieve crescita della Rai, che sale al 41,2%, rispetto al 40,6% del 2009. Si compensano due andamenti contrastanti: da un lato, la decisa flessione delle sei reti generaliste che complessivamente perdono il 5% in un anno (dal 78,1% al 73,5%); dall'altro lato, tale perdita è (parzialmente) compensata dagli ascolti dei nuovi canali tematici dei due gruppi che, nel 2010, hanno superato il 5%. Il satellite continua la sua ascesa: si attesta al 9,9% nel 2010 e oltrepassa la soglia del 10% (10,9%) nel primo trimestre del 2011, superando l'audience media delle altre tv terrestri (che scende al 9,7%, dopo il picco del 2010 pari all'11,4%). (ANSA).


 


 





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