Home     Scrivimi     Cercadocumenti     Chi è     Link     Login  

Cerca documenti
Cerca:
in:


Documenti
  » Attualità
Carte deontologiche
CASAGIT
Corte di Strasburgo
Deontologia e privacy
Dibattiti, studi e saggi
Diritto di cronaca
Dispensa telematica per l’esame di giornalista
Editoria-Web
FNSI-Giornalismo dipendente
Giornalismo-Giurisprudenza
I fatti della vita
INPGI 1 e 2
Lavoro. Leggi e contratti
Lettere
Ordine giornalisti
Premi
Recensioni
Riforma professione
Scuole di Giornalismo e Università
Sentenze
Storia
Tesi di laurea
TV-Radio
Unione europea - Professioni
  Attualità
Stampa

CASAGIT. DIBATTITO.
Mario De Scalzi
vicedirettore TG2
a Franco Abruzzo:
“Nel rapporto costo
beneficio c'è
qualcosa che non va”.
...........................
La risposta del presidente
Daniele Cerrato in 11 punti.
Infondata l’ipotesi di un “aumento della contribuzione per chi gode di stipendi più alti”. Inesistente “l’aggravio di una quota bimestrale per il coniuge”….

Roma-Milano, 11 dicembre 2009. Il tema della Casagit è sempre attuale. In gennaio il presidente Daniele Cerrato, assistito dal direttore generale Francesco Matteoli, spiegherà agli  iscritti  nelle sedi delle 20 Associazioni regionali della stampa la portata del piano di contenimento della spesa per portare almeno in pareggio i conti della “cassa”. Questi incontri sono aperti a tutti. Nell’attesa apriamo un dibattito tra  i colleghi. Toccherà ai vertici dell’ente replicare e dare spiegazioni esaustive. Questo è il primo contributo.


 


Buongiorno Franco. A proposito della Voce critica dei giornalisti italiani, vorrei sottoporre alla tua attenzione e a quella dei colleghi -se vorrai- una riflessione generale che riguarda le ultime comunicazioni della CASAGIT.


Nel rapporto costo beneficio della Casagit c'è qualcosa che non va. In altre parole stiamo spendendo sempre di più per avere sempre di meno. L'ultima ipotesi e' quella di aumentare le contribuzioni per chi gode di stipendi più  alti. Ma in realtà è proprio quello che già succede!! Gli stipendi più alti vengono maturati infatti verso la fine della carriera, ovvero quando i figli a carico non sono più tali e quindi non godono più delle prestazioni della cassa, quando gli anziani a carico –purtroppo - se ne vanno per sempre. Ma il contributo resta uguale. Di piu'. Da quest'anno c'e'  l'aggravio di una quota bimestrale per il coniuge o per il convivente. Traduzione: gli alti stipendi stanno gia' pagando, eccome, il contributo di solidarieta' immaginato dall'attuale gestione!! In compenso le prestazione sono state falciate: via la maggior parte delle convenzioni dirette con gli studi dentistici (salvati -non si sa bene in base a quale criterio- solo una serie di maxi studi), moltiplicazione delle RX pre e post cura odontoiatrica (con aumento dell'assunzione di radiazioni),  via la convenzione con numerose case di cura private, complicazioni a non finire per accedere ad una visita specialistica o ad esami specialistici (obbligo di visita e prescrizione da parte degli studi medici dell'istituto), preferenza per i rimborsi indiretti rispetto a quelli diretti,  nuove complicazioni per i trattamento di fisioterapia ecc. ecc. Se il fine della Casagit e' quello di risparmiare, proporrei di chiudere invece i nostri di studi medici!! Dopo il passaggio dei centri dell'INPGI al servizio sanitario nazionale, che bisogna c'era di ripetere quell'esperienza? A cosa servono? Per avere un appuntamento specialistico occorre mettersi in lista di attesa come e peggio che nel SSN , scomparendo di fatto la libera scelta del medico da parte del paziente. Il dubbio e' che si sia voluto accentrare quanto più possibile i poli di spesa -favorendo inconsapevolmente qualche barone- vista l'incapacità di controllare i soliti furbi. La Casagit è una cassa integrativa, non una Cassa Medica: deve cioe' integrare le prestazioni laddove figurano carenze delle strutture sanitarie nazionali o, anche, semplicemente per decisione e scelta degli associati. C'è  invece una evidente tendenza ad allargare le proprie competenze nella "gestione" medica delle prestazioni. E questo -a mio avviso- esula dalle finalità delle Cassa che dovrebbe, invece, cercare soluzioni d'avanguardia per garantire le sue finalità istitutive. Per esempio studiando nuove forme di riassicurazione per grandi interventi, protesi (odontoiatriche comprese), esami diagnostici di grande rilevanza (TAC, PET, RM, ecc) . Del resto proprio nei giorno scorsi ho assicurato mio figlio - che ha perso, per un extrareddito di 500 E., il diritto all'assistenza Casagit!- con una polizza sanitaria abbastanza completa che esclude -e' vero - le cure dentistiche ma copre tutti gli interventi chirurgici fino a 100 mila E. (in cliniche private) e la diagnostica per immagini, alla modica cifra di poco meno di 500 E. annui. Quando parliamo perciò di solidarietà, dovremo immaginare interventi di questo tipo per i colleghi più giovani (e più sani), garantendo -ovviamente- le integrazioni non coperte in polizza tramite la Cassa operando -nel contempo una riduzione dei loro contributi. Nella recente comunicazione dell'Istituto si parla molto dei soliti furbi. Però la Casagit non ha mai adottato un'adeguata politica nei loro confronti. Così quanti massaggi di bellezza sono stati contrabbandati per fisioterapia, quante paia di occhiali da sole sono state gabellate per occhiali da vista, quante capsule dentarie a fini estetici sono passate per interventi necessari, quanti rimborsi di costose medicine per parenti fino al terzo grado sono stati richiesti dall'assistito, quanti nonni, suoceri e genitori sono stati posti indebitamente a carico dei soci,  quante degenze in clinica potevano durare una settimana e sono state invece prolungate inutilmente per giorni e giorni e così via. Ma gli ispettori della Casagit, dov'erano, dove sono? Vogliamo risparmiare? Rafforziamo allora il servizio ispettivo. Perché tagliare e ancora tagliare, aumentare e ancora aumentare, è certo la strada più semplice. Ma non la più giusta. Cordiali saluti,


Mario De Scalzi


vicedirettore TG2


°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°


CASAGIT.


Il presidente Cerrato risponde a De Scalzi con un articolato discorso in 11 punti.


Infondata l’ipotesi  di un “aumento della contribuzione per chi gode di stipendi più alti”. Inesistente “l’aggravio di una quota bimestrale per il coniuge”….


Caro Mario De Scalzi, provando a seguire con un filo logico il tuo  ragionamento e andando per punti le risposte sono queste:


·       “…l’ultima ipotesi è quella di aumentare la contribuzione per chi gode di stipendi più alti…” Non so dove tu abbia reperito o evinto questa ipotesi, nessuno l’ha mai presentata. Il contributo Casagit resta quello di sempre e le manovre presentate servono a realizzare interventi logici, equi e con ritorni economici proprio per evitare di discutere di eventuali ritocchi al contributo.


·        “…l’aggravio di una quota bimestrale per il coniuge…” Altra interessante misura non adottata. Non c’è nessun contributo bimestrale per il coniuge, semmai – forse da qui nasce la confusione – esiste dal 2009 un modesto contributo trimestrale legato al nucleo familiare e obbligato dal fatto che il 48% dei nostri assistiti sono, appunto, mogli, conviventi, figli, che contribuiscono alla solidità delle nostre casse nella misura dell’8% e richiedono prestazioni per il 36%. Ovvio che tutelare tutta la famiglia sia un segno della solidarietà che la categoria riesce ad esprimere, altrettanto ovvio che solidarietà non può essere parola salvifica capace di giustificare tutto, anche bilanci in rosso.


·       “…via la maggior parte delle convenzioni dirette con gli studi dentistici…” Abbiamo revisionato le convenzioni odontoiatriche mantenendo solo quei dentisti che effettivamente avevano una quantità di pazienti giornalisti in misura almeno presentabile. L’epoca del dentista “on demand” (“il mio dentista è bravo, lo convenzionate?”) è finita. Non possiamo immaginare il mantenimento di rapporti  convenzionali con oltre 400 dentisti – è solo un esempio – a Roma, la maggior parte dei quali non “vede” un giornalista da anni. Un accordo tra la Casagit e un professionista medico deve essere un legame fiduciario più serio, ha costi che vanno giustificati anche dalle quantità di pratiche ogni anno realizzate. Può essere congruo per Roma oggi avere circa 200 dentisti convenzionati? A me pare di sì.


·       “…moltiplicazione delle RX pre e post cura odontoiatriche…” E’ uno degli elementi di base per garantire la correttezza delle nostre liquidazioni e per evitare che alcuni colleghi risultino avere in bocca più denti “trattati” di quelli previsti da Madre Natura. E’ una tutela nei confronti di tutti e le verifiche vanno fatte per impedire  che le risorse prendano vie improprie. Poi, permettimi Mario, non trovi una contraddizione tra questo tuo rilievo sulle Rx richieste e la domanda che ti poni – al termine della tua lettera parlando di prestazioni indebitamente pagate dalla Cassa – “…


·       dov’erano gli ispettori della Casagit?”. Per quanto ne so la Casagit non ha la possibilità di avere ispettori, come l’Inpgi ad esempio. Ha consulenti medici che sulla base dei giustificativi e, anche, delle Rx o delle cartelle cliniche richieste, verificano che nessuno si approfitti di soldi che sono di tutti.


·       “…Obbligo di visita e prescrizione…” Se un mattino mi sveglio con un fastidioso mal di testa, ha senso che mi rivolga ad un medico che mi indirizzi, semmai, ad uno specialista o è meglio che, con  bella manovra autodiagnostica, inizi da solo un lungo viaggio tra specialisti facendo pagare ogni volta una visita alla Casagit prima di trovare quello “buono”? Sul cammino solitario dell’autodiagnosi vedo rischi, sanitari ed economici, tu no?


·       “Se il fine di Casagit è quello di risparmiare proporrei di chiudere i nostri studi medici…”  I “nostri” studi medici semmai possono essere i due Poliambulatori di Roma e Milano, gestiti il primo dalla Cassa il secondo dall’Associazione di Stampa. Chiuderli sarebbe un grande errore. In entrambi abbiamo possibilità di controllo sia della qualità delle prestazioni sia della loro economicità. Oggi i poliambulatori, dove le regole sono state rivisitate e riaffermate, rispondono bene alle esigenze dei colleghi. Se poi ci sono piccole o medie attese da fare per una visita resta l’assoluta libertà di scelta a proposito della quale – e questo è il passaggio della tua lettera che più mi dispiace – la Casagit non può, non vuole e non deve mettere mano. Noi possiamo offrire ai colleghi vie più facili da percorre ma il nostro ruolo resta quello di sostenerli quando necessitano di cure rimanendo rigorosamente sulla soglia delle loro scelte.   


·       “…nuove complicazioni per il trattamento della fisioterapia…”  Sulla fisioterapia non abbiamo inventato complicazioni, semmai abbiamo cercato di aiutare maggiormente chi necessita di cure riabilitative a seguito di traumi o interventi chirurgici, riservando un’attenzione anche ai trattamenti per problemi decisamente, e per fortuna, meno seri. Ti chiedi, in un altro passaggio della tua lettera,


·       “…quanti massaggi di bellezza sono stati contrabbandati per fisioterapia...”. Temo alcuni; la nuova normativa, che tu chiami “complicazione”, serve proprio ad evitare che ce ne siano altri.


·       “…soliti furbi… (omiss) …la Casagit non ha mai adottato un’adeguata politica nei loro confronti…” Ho appena comunicato l’espulsione di un socio che aveva tentato di truffarci, un altro era già stato allontanato nei mesi scorsi ed un caso diciamo “interessante” è all’esame degli uffici. Sono stati anche denunciati per appropriazione indebita editori che trattenevano dalle buste paga dei colleghi il contributo Casagit e non ce lo versavano. La linea è questa, la politica di rigore con chi cerca di approfittare indebitamente delle nostre regole si dimostra con, speriamo, pochi ma elementari fatti.


·       “…ho assicurato mio figlio con una polizza sanitaria…” Come si dice in Tv “la ringrazio per la domanda”. Per il confronto analitico tra il valore della Casagit, il resto dei fondi sanitari e le assicurazioni ti rimando al nostro sito. Troverai un lavoro nuovo, serio e puntale.


 


In conclusione caro Mario, ti ringrazio per avermi dato l’opportunità di risponderti e chiarire così a tanti colleghi temi importanti per la nostra Cassa e ringrazio Franco Abruzzo per la consueta impagabile ospitalità.


Daniele Cerrato


Presidente Casagit


°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°


La replica di Mario De Scalzi


Caro Franco consentimi una mini replica a Cerrato:


Caro Presidente vorrei innanzitutto ringraziarti per la veloce risposta che tuttavia lascia intatte le mie perplessità. Indugiarvi ancora sarebbe solo sterile polemica cosa che -come direbbe il collega Mughini- aborro!! Tuttavia credo che su una cosa importante resti una divergenza di valutazione, ovvero sulle contribuzioni dei soci. Che sono aumentate e che -insisto- non si esclude di aumentare ulteriormente. Cito testualmente dalla newsletter Casagit del 4 dic. us: Simmetricamente anche per i colleghi che guadagnano di più, immaginiamo l'innalzamento del limite massimo di contribuzione annua (oltre il quale si restituisce l'eccedenza di contributo versato),  con un tetto di restituzione pari a 20.000 euro. Una misura che chiede, anche a loro, un sacrificio nel nome della solidarietà. Il che , tradotto, mi sembra un'ipotesi di aumento.  Se a questo aggiungiamo la quota trimestrale (non bimestrale come avevo erroneamente sostenuto) esclusi solo i single senza figli ( che credo rappresentino l'assoluta minoranza dei nostri soci) , il cui contributo sarà -come dici tu- anche modesto ma certamente fastidioso e piuttosto demagogico, non mi pare di aver detto cose inesatte. In conclusione, caro Cerrato, non vorrei essere interpretato come il solito rompi... che non ha niente di meglio da fare che scrivere polemizzando a destra e a manca. Io alla Cassa ci tengo, eccome. E' stato grazie alla sua esistenza che ho superato momenti difficilissimi  ed è proprio per questo che mi sento socio di quello che ritengo più che un ente , un sodalizio sul tipo dei "Mutui Soccorsi" delle antiche marinerie. Dove i sodali, appunto, quando c'era qualcosa che non li convinceva mugugnavano. Eccome se mugugnavano!! Un caro saluto a tutti e buon lavoro


Mario De Scalzi


 


La controreplica di  Daniele Cerrato


Caro Mario, rispondo, come sempre faccio, e ti confermo che non esiste nessun aumento di contribuzione per i colleghi che guadagnano di più. Il 3,60 per cento è, e rimane, lo stesso qualunque sia lo stipendio di riferimento.


Quello che stiamo immaginando è una rivisitazione di un privilegio che riguarda solo i colleghi che guadagnano oggi oltre 338mila euro l’anno (il cosiddetto “massimale”).


Stiamo parlando di 70 colleghi in tuttoPer loro oggi è prevista la restituzione del contributo (sempre il 3,60 di cui sopra) trattenuto dall’azienda sulla parte di retribuzione eccedente i 338mila euro.


 L’ipotesi prevede due tipi di intervento :


 - da un lato adeguare il “massimale” aggiornandolo non più secondo l’indice ISTAT ma secondo la stessa percentuale di aumento con il quale crescono gli stipendi presi a riferimento per determinare il “minimo” da pagare alla Casagit, in altre parole lo stipendio tabellare del redattore di prima nomina. In pratica dal momento che nel 2010 il minimo da pagare alla Casagit  aumenterebbe da 900 a 980 euro, anche la contribuzione  “massima” passerebbe da circa 12mila euro a poco più di 13mila euro.


 - dall’altro prevedere un massimo di restituzione di 20mila euro. In pratica per chi guadagna un milione di euro l’introduzione di questo “tetto” porterebbe un aggravio di 2.700 euro all’anno!!


Non mi sembra un sacrificio insopportabile. Comunque seguendo il tuo "arrovello" dell'aumento del contributo tengo anche a chiarire che se di questo si fosse trattato l'impatto avrebbe riguardato tutti: contrattualizzati, pensionati ma – per equità – anche soci volontari. Per i primi due un aumento di contributo - che non mi stanco di ripetere non è mai stato nemmeno immaginato - avrebbe dovuto passare anche per la Federazione Nazionale della Stampa in quanto ogni eventuale ritocco alla percentuale che versiamo alla Casagit è di natura contrattuale. 


Infine, seguendo ancora i tuoi ultimi rilievi, sulla quota trimestrale sul nucleo familiare ti confermo che questa esiste dallo scorso anno e non è stata aumentata. Forse molti speravano fosse tolta, qualcuno magari si è speso questa promessa in campagna elettorale ma non possiamo eliminarla in quanto riequilibra minimamente i valori di cui ti ho già parlato: 8% di risorse date dai familiari contro un 36% di richieste di rimborsi. E - come già detto - non basta sola la parola "solidarietà" a spianare i gradini e far tornare i conti.


Un grazie come sempre a Franco Abruzzo che ci permette dialoghi così completi e importanti sulla salute della Cassa che poi, in fondo, è anche quella dell'intera categoria.


Daniele Cerrato  


°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°



Testo in http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=4784


CASAGIT.


Proposti ai delegati


gli interventi


per il risanamento.


 


"Interventi indispensabili per mantenere i conti della Cassa in positivo per almeno un triennio in attesa che il bilancio attuariale, per la prima volta elaborato anche in Casagit, ci permetta una strategia di lungo periodo……. Una manovra articolata, apprezzata dalla Consulta dei Fiduciari, che intende ottimizzare e semplificare l'utilizzo della Casagit. Misure che saranno illustrate e verificate con i colleghi in un giro tra le Associazioni di Stampa territoriali nel mese di gennaio..." .


IN CODA: CONFRONTO TRA Casagit e altre forme di assistenza sanitaria privata e i numeri del bilancio. Il 2009 chiude con un attivo di 1,5 mln, ma nel 2010, senza gli interventi, rosso di 555mila euro.


 


di Daniele Cerrato-Presidente Casagit


°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°





Editore/proprietario/direttore: Francesco Abruzzo - via XXIV Maggio 1 - 20099 Sesto San Giovanni (MI) - telefono-fax 022484456 - cell. 3461454018
---------------------------------
Decreto legge n. 63/2012 convertito con la legge 103/2012. Art. 3-bis (Semplificazioni per periodici web di piccole dimensioni): 1. Le testate periodiche realizzate unicamente su supporto informatico e diffuse unicamente per via telematica ovvero on line, i cui editori non abbiano fatto domanda di provvidenze, contributi o agevolazioni pubbliche e che conseguano ricavi annui da attività editoriale non superiori a 100.000 euro, non sono soggette agli obblighi stabiliti dall'articolo 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, dall'articolo 1 della legge 5 agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni, e dall'articolo 16 della legge 7 marzo 2001, n. 62, e ad esse non si applicano le disposizioni di cui alla delibera dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni n. 666/08/CONS del 26 novembre 2008, e successive modificazioni. 2. Ai fini del comma 1 per ricavi annui da attività editoriale si intendono i ricavi derivanti da abbonamenti e vendita in qualsiasi forma, ivi compresa l'offerta di singoli contenuti a pagamento, da pubblicità e sponsorizzazioni, da contratti e convenzioni con soggetti pubblici e privati.
---------------------------------
Provider-distributore: Aruba.it SpA (www.aruba.it) - piazza Garibaldi 8 / 52010 Soci (AR) - Anno XV Copyright � 2003

Realizzazione ANT di Piccinno John Malcolm - antconsultant@gmail.com