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  CASAGIT
Stampa

Casagit: elezioni rinviate ad ottobre.
“Agiremo contro i fornitori dei programmi”.
STAMPA DEMOCRATICA:
ultimo atto di una gestione da dimenticare.
“Dimissionato” il dg Pietro Tortora.
P. Gallizzi (segretario della Lombarda):
“Il Consiglio di amministrazione deve
rassegnare immediatamente le dimissioni“.
PUNTOEACAPO CHIEDE CHE IL
GRUPPO DIRIGENTE SI FACCIA DA PARTE.
Negri: "Pesanti responsabilità"

Casagit: elezioni rinviate ad ottobre


“Agiremo contro i fornitori dei programmi”


 Roma, 31 maggio 2005. Roma, 31 maggio 2005. Il Consiglio di amministrazione della Casagit ha deliberato di rinviare ad ottobre 2005 le elezioni per il rinnovo dei vertici dell'Istituto.Le elezioni avrebbero dovuto svolgersi da domani, 1 giugno, al 4 giugno con voto telematico e telefonico e domenica 5 giugno con il voto tradizionale al seggio. La proposta di rinviare le elezioni è stata approvata all'unanimità dal CdA e ratificata dall'Assemblea con due sole astensioni. E' stato anche approvato il conto economico del 2004, chiuso con un avanzo di poco superiore a 5 milioni di euro. "Il rinvio delle elezioni - si legge in una nota della Casagit - si è reso necessario dopo il riscontro di violazioni contrattuali e conseguenti irregolarità tecniche da parte della società incaricata di organizzare lo svolgimento del voto elettronico, per la prima volta sperimentato nella tornata elettorale che si sarebbe aperta domani 1 giugno. In particolare, i codici segreti per l'accesso al sistema di votazione erano stati realizzati, contrariamente agli accordi stipulati con il fornitore, con una modalità che ne avrebbe consentita la ricostruzione. Questo avrebbe messo a rischio la validità del voto. Contro i fornitori saranno immediatamente avviate le opportune azioni legali". (www.casagit.it e www.fnsi.it)
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Le prime reazioni:


Stampa Democratica

Casagit, è l'ultimo atto di una gestione da dimenticare. 

 “Dimissionato” il direttore generale Pietro Tortora


Milano, 31 maggio 2005. Il Consiglio di amministrazione della Casagit  ha deliberato oggi, a poche ore dall’apertura delle urne, di rinviare le votazioni per il rinnovo degli organismi dirigenti della Cassa. Ha improvvisamente scoperto, il cda presieduto da Andrea Leone, che la società cui si era affidato per la parte tecnico-informatica, aveva attribuito le password agli iscritti non “random”, cioè casualmente, ma in ordine sequenziale. Il che non solo non avrebbe garantito la segretezza del voto ma avrebbe consentito a qualunque socio di votare anche per altri di cui magari si sapeva che non avrebbero votato.


Il fatto è inaudito, evidenzia superficialità e incompetenza. E non è la prima volta in questa gestione da dimenticare. Tutti noi abbiamo vissuto sulla nostra pelle i ritardi di quattro e anche cinque e anche otto mesi nei rimborsi per “difficoltà informatiche”. Con di mezzo una società incapace e sparita (o fallita?) e costi aggiuntivi a go-go per la Cassa. A proposito, quanto è costata l’avventura ai soci?


Sull’incredibile vicenda del rinvio (anche questo quanto costerà?), un’altra domanda  è d’obbligo: intanto che si consumava la nuova barbarie informatica, dov’erano il presidente Leone e il suo cda? Non avrebbero dovuto, proprio perché si varava per la prima volta il delicatissimo voto elettronico, seguire passo-passo lo sviluppo della situazione? Gestire l’intero percorso per garantire rigore e segretezza?


Non vorremmo che ora cercassero capri espiatori da immolare sull’altare della loro inefficienza. La responsabilità politica resta, per intero.


Il fatto è che il vertice uscente di altro si stava occupando. Ad esempio di “dimissionare” improvvisamente e con atto unilaterale il direttore generale, Pietro Tortora, dopo 18 anni di onorato servizio in posizione dirigenziale. Dimissionamento avvenuto nel chiuso delle stanze romane, ad opera di un presidente e di un consiglio di amministrazione scaduti. Quanto meno  per gli atti di gestione straordinaria.


Su questo “dimissionamento”, gravissimo,  il cda non ha speso una parola durante l’Assemblea della Cassa che si è tenuta oggi a Roma  e non ha neppure ritenuto di giustificare il suo comportamento ai  delegati che chiedevano spiegazioni. Anzi, ha impedito il dibattito. Come vogliamo definirlo questo atteggiamento? 


Casagit dell’inefficienza. Casagit dei misteri. Casagit da recuperare prima che sia troppo tardi. Di mezzo c’è la gestione della nostra salute e dei contributi che versiamo ogni mese.


Si voterà forse a ottobre. Noi confermiamo lo slogan, ora di sapore profetico, che accompagna la nostra squadra: “Cambiare fa bene”. Oggi più che mai. (ANSA).


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Pierfrancesco Gallizzi (segretario della Lombarda):


“Il Consiglio di amministrazione deve


rassegnare immediatamente le dimissioni“


Milano, 31 maggio 2005. “Il Consiglio di amministrazione della Casagit dopo aver deliberato, con il preavviso di una sola giornata, di rinviare le elezioni per il rinnovo dei propri vertici, deve rassegnare immediatamente le dimissioni“. Pierfrancesco Gallizzi, segretario dell'Associazione Lombarda dei Giornalisti e consigliere nazionale della Fnsi, commenta così la decisione resa nota oggi, ad un giorno dal voto, dal Consiglio di amministrazione della Casagit (Cassa Autonoma di Assistenza Integrativa dei Giornalisti Italiani). “Una decisione grottesca - aggiunge Pierfrancesco Gallizzi - che evidenzia l'incapacità gestionale e organizzativa di chi  è ai vertici della Casagit. Senza, peraltro, trascurare il danno economico cui dovrà far fronte l'associazione ed i soci che ne fanno parte“. (AGI)


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PUNTOEACAPO CHIEDE CHE IL GRUPPO DIRIGENTE SI FACCIA DA PARTE


 “E’ assurdo che la giunta della FNSI non esprima alcuna valutazione politica sulla grave prova di incapacità e inefficienza dimostrata dai dirigenti della Casagit. Una superficialità che ha portato a rinviare la tornata elettorale già fissata dal 1 al 5 giugno”. Cinzia Romano, di Puntoeacapo,  ha contestato in giunta la scelta del segretario della FNSI, Paolo Serventi Longhi, di delegare esclusivamente alle componenti sindacali la valutazione politica di quanto avvenuto alla Cassa. “E’ grave che la giunta della Fnsi decida per il silenzio – commenta Cinzia Romano- ed è inaccettabile quanto ci ha detto il presidente della Casagit, Andrea Leone, nel motivare il rinvio delle elezioni. Avrebbero casualmente riscontrato una violazione contrattuale da parte della società incaricata di organizzare il voto elettronico. E non solo. I dirigenti della Casagit non avrebbero avuto la possibilità di verificare in alcun modo che il contratto venisse rispettato. Una spiegazione paradossale: non esiste gruppo dirigente degno di questo nome che sottoscriva un accordo la cui correttezza e applicazione non possano essere verificate!”


Puntoeacapo ritiene che non riuscire a garantire il corretto svolgimento del voto costituisca una ferita gravissima alla democrazia che regola la vita dei nostri organismi di categoria. Puntoeacapo chiede di conoscere quale danno economico, oltre a quelli sostanziali di immagine e di sostanza, abbia prodotto l’annullamento delle elezioni già organizzate. Già in passato questo gruppo dirigente si era contraddistinto per il blocco dei rimborsi durato quasi un anno; ora, dopo l’emarginazione forzata e inspiegabile dell’attuale direttore della Casagit Pietro Tortora, è arrivato al capolinea col rinvio delle elezioni. Puntoeacapo ritiene che il gruppo dirigente della Casagit,  una Cassa che ha il dovere dell’efficienza e della trasparenza, abbia dimostrato di non essere all’altezza del mandato ricevuto. E chiede quindi che si faccia da parte, limitandosi alla stretta ordinaria amministrazione.









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Il Presidente dell'Associazione stampa lombarda:


"Pesanti responsabilità politiche in capo ai vertici della Cassa"



 Il rinvio delle elezioni per la Casagit, motivato dalla scoperta di irregolarità nelle procedure messe a punto per il voto elettronico, è un duro colpo all'immagine della categoria e dei suoi organismi. Le responsabilità tecniche di quanto accaduto verranno senz'altro accertate. Restano però le pesanti responsabilità politiche, chiaramente in capo al vertice della Cassa.

Stupisce soprattutto che il CdA si sia accorto all'ultimo momento, e solo su segnalazione di alcuni iscritti alla Cassa, dell'anomala assegnazione dei Pin, in sequenza progressiva e non in maniera casuale, che avrebbe consentito di individuare il titolare del codice segreto e di "intercettarne" il voto. L'auspicio è che i prossimi mesi, fino alle effettive elezioni previste per ottobre, servano a dissipare qualsiasi dubbio sulla regolarità del voto elettronico e sulle garanzie di segretezza della consultazione, che sono alla base di ogni consultazione democratica.

Quel che è successo alla Casagit dimostra come l'apertura al voto elettronico, importante segno di democrazia e capace anche di determinare forti risparmi economici, non possa essere affrontato con superficialità e sbandierato con demagogia al pari di una conquista da primato, come purtroppo viene fatto da più parti, ma vada invece meditato e approfondito con serietà e competenza prima di proporlo come unico metodo per le consultazioni degli organismi di categoria.

Milano 1 giugno 2005 

 





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