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RAI & PRECARI - DA GIACOMO CARIOTI – LETTERA APERTA A FRANCO ABRUZZO.

Carissimo Franco, leggo l’ appassionata orazione del collega Angelo De Lellis, pubblicata sul tuo blog (testo in coda), in favore dei precari Rai che si vorrebbero subito assunti in luogo dei possibili vincitori di un nuovo concorso della emittente di Stato.


Trovo lodevole il duplice intento: quello di inquadrare correttamente dei lavoratori –in qualche parte… realmente sottoqualificati, ma facendo alla fine di tutt’erba un fascio-, e quello di far risparmiare ingenti cifre risarcitorie alla Rai, potenzialmente scaturenti da prevedibili cause dei suddetti.


Tuttavia, permettimi di sottolineare una spiacevole carenza nel complesso di queste argomentazioni: l’aver completamente dimenticato l’esistenza di una “lista d’attesa” dei candidati risultati idonei nel “concorsone” del 2015.


Di fronte a questa realtà dimenticata, anche le motivazioni iniziali assumono un aspetto assai diverso, ed assai meno pressante.


Con tutto il rispetto per i “precari”, e pur essendo in linea di principio incline a sanare situazioni di fatto, inerenti il diritto al lavoro e alla sua equa valutazione, non posso certo dimenticare che il loro inserimento nelle strutture dell’ente di stato è in massima parte l’esito di un trattamento, se così vogliamo dire, “liberale” che, in qualche misura, più o meno ampia, ha dato origine ad un sostanziale privilegio (… e non voglio nemmeno affrontare l’universo, pur ipotizzabile, delle arbitrarietà, dei favoritismi politici, del nepotismi, ecc.). Insomma, giusto sanarli, ma con un po’ di riserbo, e, perchè no, di rispetto per chi non ha avuto il loro stesso passepartout d’ingresso.


Quanto al timore dei possibili dissesti finanziari derivanti da possibili cause di lavoro, pensa come, anche in questo, i precari siano privilegiati: sono comunque degli stipendiati e non dei disoccupati in attesa, unitari e solidali nelle loro possibili ed anche economiche class action, coccolati dai sindacati, sostenuti dalla stessa intrinseca forza dei loro iniziali supporter.


E gli idonei del Concorso 2015? Lasciati a sé stessi, specie da parte degli “opinion leader”, con tutto ciò che ne deriva.


Nel frattempo, a cosa si pensa? Ad un nuovo concorso, su cui grava come un macigno la pressione di “scuole di giornalismo”, intorno alle quali non sarebbe mai troppo tardi aprire, con reale franchezza, un serio dibattito.


Per tutto questo, carissimo Franco, l’intervento da te pubblicato mi ha davvero deluso.


Chissà che tu o il collega De Lellis non vogliate tornarci sopra, per colmare un vuoto che, di fatto, può deviare il percorso verso una più ampia giustizia.


Un caro saluto e un abbraccio,


Giacomo Carioti


Roma 14 luglio 2019


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11.7.2019 - Giornalisti precari Rai: risorse da 3 milioni in attivo oppure da 300 milioni di euro in perdita? La risposta sta nell’ Usigrai ma (come sempre) sbagliata! La Rai potrebbe chiudere il bilancio in attivo utilizzando i 300 giornalisti “già Rai “, giornalisti atipici che lavorano già in azienda come partite iva o programmisti registi. Ben 274 giornalisti dipendenti stanno per andare in pensione (con rischi enormi per la tenuta del'Inpgi, ndr). C’è proprio bisogno di fare un nuovo concorso? O la Rai dovrà pagare 300 milioni di euro come l’ultima causa persa contro il giornalista Bianchi da 1 milione di euro? -di Angelo De Lellis/sassate - TESTO IN https://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=26702https://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=26702


 





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