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DL CRESCITA: ok dalle commissioni riunite Finanze e Bilancio della Camera a una norma-ponte "salva-Inpgi", sospeso il commissariamento fino alla fine del 2019. La Fondazione avrà un anno di tempo per l'autoriforma del proprio regime previdenziale. Se non ci sarà evidenza di "sostenibilita' economico finanziaria di medio lungo periodo" poi interverrà il Governo per assicurare l'allargamento della platea degli iscritti. Martedì 18 giugno davanti alla Commissione parlamentare di controllo sull'attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale l'audizione di Marina Macelloni, presidente dell'INPGI, e di Vito Branca, presidente del collegio sindacale dell'Istituto. - IN CODA IL PROVVEDIMENTO, UN COMMENTO DELLA PRESIDENTE MARINA MACELLONI E QUELLO DI CARLO CHIANURA. - ANCORA IN CODA L'ARTICOLO DI FEDERICA MICARDI (IL SOLE 24 ORE).

ROMA, 17 giugno 2019. - Via libera delle commissioni Finanze e Bilancio della Camera a una 'norma-ponte' per l'Inpgi, la cassa previdenziale dei giornalisti. L'emendamento al decreto Crescita, ulteriormente riformulato, consente tra l'altro di sospendere il commissariamento dell'ente fino alla fine dell'anno. L'Inpgi avra' 12 mesi di tempo dall'entrata in vigore della legge di conversione del decreto per varare una riforma del proprio regime previdenziale volto "all'equilibrio finanziario della Gestione sostitutiva dell'assicurazione generale obbligatoria che intervengano in via prioritaria sul contenimento della spesa e, in subordine, sull'incremento delle entrate contributive". Entro 18 mesi (non piu' 24) andra' redatto anche un bilancio attuariale con gli effetti della riforma. Se non ci sara' evidenza di "sostenibilita' economico finanziaria di medio lungo periodo" il governo "adotta uno o più regolamenti diretti a disciplinare le modalita' di ampliamento della platea contributiva dell'Inpgi". (ANSA).


.Il testo del provvedimento


ALLEGATO 2


DL 34/2019: Misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi. C. 1807 Governo.


PROPOSTE EMENDATIVE APPROVATE a pagg. 61 - 62


http://documenti.camera.it/leg18/resoconti/commissioni/bollettini/pdf/2019/06/17/leg.18.bol0205.data20190617.pdf


ART. 16.


Al capo I, dopo l’articolo 16 aggiungere il seguente:


« Art. 16-bis. (Disposizioni in materia previdenziale)



  1. All’articolo 1 della legge 30 dicembre 2018, n. 145, sono apportate le seguenti modificazioni:

  2. a) dopo il comma 185 è inserito il seguente:


«185-bis. Le disposizioni del comma 185 si applicano ai debiti derivanti dall’omesso versamento dei contributi dovuti dagli iscritti alle casse previdenziali professionali, previe apposite delibere delle medesime casse, approvate ai sensi del comma 2 dell’articolo 3 del decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, pubblicate nei rispettivi siti internet istituzionali entro il 16 settembre 2019 e comunicate, entro la stessa data, all’agente della riscossione mediante posta elettronica certificata »;



  1. b) al comma 192, dopo le parole: « e 188 » sono inserite le seguenti: « o l’esistenza della delibera favorevole prevista dal comma 185-bis ».

  2. L’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani « Giovanni Amendola » (INPGI), nell’esercizio dell’autonomia di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, con provvedimenti soggetti ad approvazione ministeriale ai sensi dell’articolo 3, comma 2, del citato decreto legislativo n. 509 del 1994, è tenuto ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, misure di riforma del proprio regime previdenziale volte al riequilibrio finanziario della gestione sostitutiva dell’assicurazione generale obbligatoria che intervengano in via prioritaria sul contenimento della spesa e, in subordine, sull’incremento delle entrate contributive, finalizzate ad assicurare la sostenibilità economico-finanziaria nel medio e lungo periodo. Entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, l’INPGI trasmette ai Ministeri vigilanti un bilancio tecnico attuariale, redatto in conformità a quanto previsto dal comma 2 dell’articolo 2 del citato decreto legislativo n. 509 del 1994, che tenga conto degli effetti derivanti dall’attuazione delle disposizioni del primo periodo del presente comma. Qualora il bilancio tecnico non evidenzi la sostenibilità economico-finanziaria di medio e lungo periodo della gestione sostitutiva dell’assicurazione generale obbligatoria, al fine di ottemperare alla necessità di tutelare la posizione previdenziale dei lavoratori del mondo dell’informazione e di riequilibrare la sostenibilità economicofinanziaria della gestione previdenziale dell’INPGI nel medio e lungo periodo, il Governo adotta uno o più regolamenti, ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, diretti a disciplinare le modalità di ampliamento della platea contributiva dell’INPGI. Per il predetto Istituto l’efficacia delle disposizioni di cui al comma 4 dell’articolo 2 del citato decreto legislativo n. 509 del 1994 è sospesa fino al 31 dicembre 2019».

  3. 061. (Nuova formulazione). I Relatori


*Nota. I Relatori sono Raphael Raduzzi (M5S) e Giulio CENTEMERO (Lega).


in https://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=26624


.IL COMMENTO DELLA PRESIDENTE MARINA MACELLONI in http://www.inpgi.it/?q=node/1617


.IL COMMENTO DI CARLO CHIANURA IN https://www.puntoeacapo.org/2019/06/17/inpgi-passa-in-commissione-lemendamento-apertura-a-comunicatori-c-rinviata-sine-die/



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Camera: martedì 18 giugno davanti alla Commissione parlamentare di controllo sull'attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale l'audizione di Marina Macelloni, presidente dell'INPGI, e di Vito Branca, presidente del collegio sindacale della Fondazione, nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulle politiche di investimento e spesa dei fondi pensione e delle casse professionali. Presente anche il dg dell'Istituto Mimma Iorio. Si prevede una audizione infuocata dopo gli attacchi del vicepresidente della commissione Giovanbattista Fazzolari (FdI).


ROMA, 17 giugno 2019. - Martedì 18 giugno, alle 11,30, la Commissione parlamentare di controllo sull'attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale, presso l'Aula del III piano di Palazzo San Macuto, svolge l'audizione di Marina Macelloni, presidente dell'Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani "Giovanni Amendola" (Inpgi), e di Vito Branca, presidente del collegio sindacale dell'Inpgi, nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulle politiche di investimento e spesa dei fondi pensione e delle casse professionali. L'appuntamento viene trasmesso in diretta webtv. (ANSA).


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PREVIDENZA - L' Inpgi evita il commissario e attende la platea allargata. Approvato ieri l' emendamento al decreto crescita. Il Governo porterà nuovi iscritti se entro il 2021 l' ente non tornerà sostenibile


 


di FEDERICA MICARDI/ilsole24ore


 


18.6.2019 - L'Inpgi, istituto di previdenza dei giornalisti, non sarà commissariato. O meglio, la norma che prevede il commissariamento in caso di due bilanci in rosso viene sospesa per il 2019. Lo prevede l' emendamento al decreto crescita approvato ieri portato avanti dal sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon (Lega) e dal sottosegretario all' Economia Laura Castelli (M5S). Un anno di tempo. L' Inpgi ha 12 mesi (il countdown comincia dal 29 giugno, data entro cui va convertito in legge il decreto crescita) per adottare misure di riforma volte a riportare l' ente in equilibrio. Se in base al bilancio tecnico attuariale, che andrà presentato entro 18 mesi dall'entrata in vigore del decreto, emergerà che l' istituto non è in grado di garantire la sostenibilità di medio-lungo periodo il governo adotterà «uno o più regolamenti diretti a disciplinare l' ampliamento della platea contributiva dell' Inpgi». Nessun riferimento viene fatto ai comunicatori, anche se nell' ultimo mese di loro si è molto parlato, in quanto professione affine e in crescita, quindi in controtendenza se paragonati ai giornalisti, in contrazione come categoria dipendente e con redditi in calo. Un'altra strada - non risolutiva - sarebbe quella di portare i co.co.co. iscritti all'Inpgi2 nell' Inpgi 1, soluzione tentata più volte in passato, che ha sempre trovato la ferma opposizione della Fieg (editori). Meno vincoli. Rispetto all' emendamento che era circolato la scorsa settimana, spariscono alcuni vincoli: primo fra tutti quello che richiedeva all' istituto di ridurre entro un anno il deficit a un importo non superiore al 7% del patrimonio (e cioè a 100 milioni di euro). Un obiettivo irraggiungibile, così come lo è quello di tentare di tornare in equilibrio: per l' Inpgi l' unica possibilità di restare in piedi è allargare la platea degli iscritti perché il divario tra entrate e uscite è ampio e tende ad allargarsi: l' ultimo bilancio Inpgi che ha registrato contributi superiori alle pensioni è stato il 2010 dove le entrate erano di 376 milioni e le uscite di 369 milioni. Il disavanzo è andato aumentando da - 1 milione del 2011 a - 167 milioni del 2018, nonostante le riforme fatte in questi anni. Questo disallineamento per alcuni anni è stato "bilanciato" dalle plusvalenze immobiliari. Date queste premesse è difficile pensare che l' Inpgi possa salvarsi attraverso riforme e l' istituto ne è consapevole. Nel comunicato stampa di ieri infatti scrive: «La strada dell' ampliamento della platea... è l' unica in grado di garantire una sostenibilità concreta e duratura all' istituto e di dare una risposta anche previdenziale alle profonde trasformazioni attraversate dalla nostra professione». Oggi è previsto l' incontro tra i vertici Inpgi e la commissione parlamentare di Vigilanza sugli enti gestori; è facile aspettarsi un incontro "movimentato" dato che il vice presidente della Commissione, Giovanbattista Fazzolari (FdI), pochi giorni fa si era espresso sulla necessità del commissariamento e aveva auspicato che il Governo non facesse un "blitz" per salvare l' istituto.


 


 


 


 


 





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