Home     Scrivimi     Cercadocumenti     Chi è     Link     Login  

Cerca documenti
Cerca:
in:


Documenti
Attualità
Carte deontologiche
CASAGIT
Corte di Strasburgo
Deontologia e privacy
Dibattiti, studi e saggi
Diritto di cronaca
Dispensa telematica per l’esame di giornalista
Editoria-Web
FNSI-Giornalismo dipendente
Giornalismo-Giurisprudenza
  » I fatti della vita
INPGI 1 e 2
Lavoro. Leggi e contratti
Lettere
Ordine giornalisti
Premi
Recensioni
Riforma professione
Scuole di Giornalismo e Università
Sentenze
Storia
Tesi di laurea
TV-Radio
Unione europea - Professioni
  I fatti della vita
Stampa

Mafia e ostacoli legali contro la libertà di stampa. 'Ossigeno': cronisti minacciati da querele e rischio carcere.

di Luciano Fioramonti/ANSA

ROMA, 10 maggio 2019. - Non solo la mafia, ma anche una rete di ostacoli e sbarramenti legali rappresentano una minaccia per la liberta' di stampa e per i giornalisti impegnati su tematiche delicate o controverse. E' uno degli aspetti di uno stato di fatto sul quale l'osservatorio "Ossigeno per l'informazione" ha chiamato a riflettere in un convegno a Montecitorio, in occasione della pubblicazione del rapporto "Molta mafia, poche notizie" sulle difficolta' del sistema dei media. Le intimidazioni piu' pesanti passano attraverso le "querele temerarie", il piu' delle volte infondate ma utilizzate come arma per far desistere i giornalisti. Lo ha messo in rilievo l'avvocato penalista Andrea di Pietro, consulente di Ossigeno, riferendosi anche al "progressivo dileguarsi degli editori" e alla compressione dei diritti sindacali e contributivi. "La minaccia peggiore e' stata introdotta proprio dal legislatore con il rischio carcere per i giornalisti" ha osservato, precisando che la norma e' ora alla Corte Costituzionale per iniziativa di un giudice del tribunale di Salerno. Per Lazzaro Pappagallo, segretario di Stampa Romana, "lo Stato deve occuparsi di editoria senza farne decidere al mercato cosa va pubblicato o no". Il punto vero, secondo il direttore generale della Fieg Fabrizio Carotti, e' il "bilanciamento tra il diritto ad una informazione di qualita' e ad essere correttamente informati" tenendo presente la necessita' di un intervento pubblico "perche' il mercato non garantisce il pluralismo". L'ex presidente del Senato Pietro Grasso ha criticato l'insensibilita' della politica: "Dire che non bisogna parlare di mafia ha fatto passare l'idea che non interessi". Nel ricordare i 3721 casi di intimidazioni a giornalisti e che "la democrazia ha bisogno di penne libere", Grasso ha definito le querele temerarie "non meno pericolose delle minacce di morte". Di intimidazioni reali subite hanno parlato due giornaliste. L'inviata del Tg1 Maria Grazia Mazzola ha ricordato quando lo scorso febbraio una boss a Bari l'ha colpita con un pugno e minacciata pesantemente. Per le sue inchieste in Slovacchia e a Malta dove sono stati uccisi i colleghi Jan Kuciak e Anne Daphne Vella, ha ricevuto "brutte minacce ma vi garantisco: non mi fermero'". Marilu' Mastrogiovanni ha detto che "le mafie italiane si sono trasferite all'estero e comunicano tra loro", ma a preoccupare e' che "non si percepisce piu' la differenza tra la mafia e lo Stato. Ai clan ci si rivolge per trovare lavoro o risolvere problemi". Anche lei e' stata bersaglio di pressioni e minacce sotto varie forme, dagli interrogatori alle inserzioni pubblicitarie istituzionali revocate per suoi articoli sulla criminalita' in Puglia. "Noi - ha ribadito con orgoglio - vogliamo difendere i fatti". (ANSA).


 





Editore/proprietario/direttore: Francesco Abruzzo - via XXIV Maggio 1 - 20099 Sesto San Giovanni (MI) - telefono-fax 022484456 - cell. 3461454018
---------------------------------
Decreto legge n. 63/2012 convertito con la legge 103/2012. Art. 3-bis (Semplificazioni per periodici web di piccole dimensioni): 1. Le testate periodiche realizzate unicamente su supporto informatico e diffuse unicamente per via telematica ovvero on line, i cui editori non abbiano fatto domanda di provvidenze, contributi o agevolazioni pubbliche e che conseguano ricavi annui da attività editoriale non superiori a 100.000 euro, non sono soggette agli obblighi stabiliti dall'articolo 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, dall'articolo 1 della legge 5 agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni, e dall'articolo 16 della legge 7 marzo 2001, n. 62, e ad esse non si applicano le disposizioni di cui alla delibera dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni n. 666/08/CONS del 26 novembre 2008, e successive modificazioni. 2. Ai fini del comma 1 per ricavi annui da attività editoriale si intendono i ricavi derivanti da abbonamenti e vendita in qualsiasi forma, ivi compresa l'offerta di singoli contenuti a pagamento, da pubblicità e sponsorizzazioni, da contratti e convenzioni con soggetti pubblici e privati.
---------------------------------
Provider-distributore: Aruba.it SpA (www.aruba.it) - piazza Garibaldi 8 / 52010 Soci (AR) - Anno XV Copyright � 2003

Realizzazione ANT di Piccinno John Malcolm - antconsultant@gmail.com