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MAFIA: UNCI SICILIA RICORDA COSIMO CRISTINA, IL GIORNALISTA "SCOMODO".

PALERMO, 6 maggio 2019. - Il 5 maggio del 1960, sulla strada ferrata Palermo-Messina, alle porte di Termini Imerese, venne trovato il corpo senza vita del giornalista Cosimo Cristina. Gli investigatori archiviarono ben presto il caso classificandolo come suicidio ma tanti anni dopo, il fascicolo venne riaperto. L'ipotesi di reato: omicidio. Cosimo Cristina aveva 25 anni quando fu ucciso. Era corrispondente per diverse testate giornalistiche e nel Termitano si era fatto notare per la pubblicazione di alcuni delicati servizi sul settimanale "Prospettive siciliane". Si firmava Co.Cri. e scriveva di mafia, dei boss delle Madonie, dei clan di Termini e Caccamo. A 59 anni dall'assassinio, l'Unci Sicilia lo ricorda "con immutato affetto e stima". "Era un giornalista 'scomodo' - ha sottolineato il vice-presidente nazionale dell'Unci, Leone Zingales, che ha voluto testimoniare il ricordo di tutti i giornalisti siciliani recandosi al Giardino della Memoria di Palermo dove un albero e' dedicato a Cristina - che raccontava la mafia con coraggio e attenzione. Lo hanno ucciso per spegnere una voce di verita'. Ma non hanno spento la sua voglia appassionata di scrivere senza timore, con la schiena dritta". Nella sua recente visita al Giardino della Memoria, il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, ha affermato che "nel Giardino della Memoria che ricorda tanti momenti di dolore e sofferenza e tanti lutti, si conferma l'unione della nostra comunita' contro ogni mafia e contro ogni violenza, si conferma la supremazia della vita e della carita' su ogni forma di individualismo e sopraffazione. Ricordiamo con gratitudine i tanti, anche tra le forze dell'ordine e tra i giornalisti, che hanno dato la vita per liberare Palermo e la Sicilia tra cui Cosimo Cristina. Ricordiamo e ne proseguiamo l'impegno quotidiano, come dovere di memoria viva e non sterile ricordo". (ITALPRESS).


 


 





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