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L'arcivescovo di Palermo rende omaggio alle vittime di mafia Visita al giardino della memoria di Ciaculli: "Ho accolto volentieri l'invito dei cronisti. Qui a Ciaculli - ha sottolineato l'arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice - magistrati e giornalisti stanno svolgendo un'attività straordinaria dove le vittime sono degnamente celebrate. Come ho detto in più di una occasione, la mafia è un male che si sconfigge operando nel bene, proprio come faceva il Beato Pino Puglisi. Non bisogna avere paura di combattere le forze del male".

Roma, 4 maggio 2019. - L'arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, questa mattina ha visitato il Giardino della Memoria di Ciaculli e ha reso omaggio a tutte le vittime della mafia. Lorefice, rende noto un comunicato dei carabinieri, è stato accolto dal vice-presidente nazionale dell'Unione nazionale cronisti italiani (Unci), Leone Zingales, che lo ha invitato lo scorso marzo nel corso di un incontro in Curia, e dal giudice Giovanna Nozzetti, presidente dell'Anm del distretto di Palermo. "Ho accolto volentieri l'invito dei cronisti. Qui a Ciaculli - ha sottolineato l'arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice - magistrati e giornalisti stanno svolgendo un'attività straordinaria dove le vittime sono degnamente celebrate. Come ho detto in più di una occasione, la mafia è un male che si sconfigge operando nel bene, proprio come faceva il Beato Pino Puglisi. Non bisogna avere paura di combattere le forze del male". "Ringraziamo l'arcivescovo di Palermo per avere accettato il nostro invito - ha osservato il vice-presidente nazionale dell'Unci, Leone Zingales -. E' stata la prima volta di un arcivescovo del capoluogo siciliano in visita a Ciaculli. Magistrati e cronisti siamo impegnati da quasi 15 anni in un percorso di legalità, qui a Ciaculli. Molto è stato fato ma tanto resta ancora da fare: a Ciaculli come in altre zone dell'isola". Hanno partecipato, tra gli altri, il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, il comandante della Legione Carabinieri Sicilia, generale Giovanni Cataldo, il comandante regionale della Guardia di finanza, generale Giancarlo Trotta, il comandante provinciale dell'Arma dei carabinieri, colonnello Antonio Di Stasio, il vice-presidente dell'Ordine regionale dei giornalisti, Salvatore Li Castri, il presidente del Centro Padre nostro, Maurizio Artale, assieme ad un a ventina di volontari del Centro di accoglienza, ed il rappresentante del Csm, Paolo Criscuoli. Per la segreteria dell'Assostampa regionale della Sicilia ha partecipato il membro della Giunta, Roberto Leone. Momenti di riflessione sono stati dedicati al generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, al giornalista Mario Francese, al sottufficiale della polizia penitenziaria Luigi Bodenza, al dirigente della Squadra mobile Boris Giuliano, ai magistrati Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Francesca Morvillo e agli agenti di polizia trucidati nelle stragi del 1992, al presidente della Regione siciliana Pier Santi Mattarella e al giornalista Giuseppe Impastato. Monsignor Lorefice si è soffermato anche davanti all'albero dedicato al capitano Emanuele Basile, nel giorno della ricorrenza del barbaro assassinio avvenuto il 4 maggio del 1980 a Monreale, e si è intrattenuto con il generale Cataldo che ha illustrato agli intervenuti la storia professionale dell'Ufficiale ucciso da cosa nostra, indicandolo "quale punto di riferimento e nobile esempio per tutti i Carabinieri" nella loro diuturna, determinata e convinta azione di contrasto ad ogni forma di criminalità, soprattutto organizzata. (adnkronos)




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