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CIAO NANNI. Addio a Giovanni Cervigni, firma prestigiosa dell'informazione economica, colonna portante de IL GIORNO dei tempi d’oro.

di Savero Cicala

Roma, 2 maggio 2019. - Ci ha lasciati Giovanni Cervigni, Nanni per i colleghi e soprattutto per gli amici. E ne aveva tanti Nanni di amici, che nei sui lunghi anni di professione  hanno avuto modo di conoscere la sua umanità, la sua correttezza e la sua grande professionalità.

Sì, perché Nanni Cervigni, nato a Reggio Calabria nell’aprile del 1931, è stato un grandissimo professionista, una colonna portante de IL GIORNO dei tempi d’oro, quando nei corridoi della vecchia sede del giornale,a Milano, in via Fava 20, potevi incontrare colleghi del calibro di Pietro Citati, Marco Nozza, Gianni Brera, Natalia Aspesi, Gianni Clerici, Corrado Stajano, Vittorio Emiliani, Guido Nozzoli, Franco Nasi, Morando Morandini. Oppure nella sede della redazione romana, in Largo, Goldoni, dove ha lavorato fianco a fianco con Fausto De Luca, Bernardo Valli, Enzo Forcella, Giovanni Valentini, Ermanno Rea, Sergio Turone, Gaetano Scardocchia, Giorgio Vecchiato, Massimo Franco. E quanti altri, che hanno onorato questa professione, potrebbero essere citati.


Nanni ha avuto la fortuna di partecipare per molti anni, da protagonista, alla  vita di un grande quotidiano che con la sua nascita, nell’aprile del 1956, ha cambiato il modo di fare informazione in Italia. In quel fervore di idee, progetti, campagne civili, Cervigni si è inserito con assoluta naturalezza e grande competenza, dopo gli anni universitari a Napoli e la partecipazione all’associazionismo universitario, che come ha così bene raccontato Vittorio Emiliani, ha sfornato buona parte della migliore classe dirigente italiana degli anni ’70 e ’80. Poi la collaborazione a “Nord e Sud”, la rivista meridionalistica più prestigiosa, fondata a Napoli nella metà degli anni ’50 da Francesco Compagna, il meridionalista laico e repubblicano. Quindi il passaggio all’Ufficio Studi dell’ENI e il successivo naturale approdo alla redazione romana del quotidiano ideato e fondato da Enrico Mattei e Gaetano Baldacci, per rinforzare l’informazione economica del quotidiano, che tra le tante innovazioni, ha introdotto per primo la pagina economica.


A Nanni è poi toccato l’onore e l’onere di guidarla quella redazione, a cavallo fra gli anni ’70 e ’80, anni difficili, duri, terribili. L’ha diretta con il garbo del gentiluomo meridionale, la fermezza di un uomo dai saldi principi, che credeva nelle Istituzioni e le difendeva, la competenza di chi prima di arrivare al giornalismo professionale, si era formato in anni di studi politici ed economici  e di ricerche sul Meridione.


Questo, e tantissimo altro, è stato Nanni Cervigni che ieri ci ha lasciato. Lo ricorderemo con affetto e gratitudine, lo ricorderanno i tanti giovani che da lui hanno imparato il mestiere ed il rigore con il quale va esercitato. E ricorderemo, in questo momento di grande tristezza, mentre abbracciamo con grande affetto Rita, la sua signora, e Raffaello, l’adorato figlio, la sua vitalità, la sua battuta, sempre pronta, anche nei momenti più delicati, a rincuorare e dare forza e coraggio.


Riposa in pace, nella tomba della tua famiglia, nelle Marche.


 


 


 


 


 





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