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EQUO COMPENSO. DI MAIO A CONFPROFESSIONI: "Esamineremo quanto prima la norma, partendo dall'aggiornamento dei parametri giudiziali fino a un COMPENSO dignitoso per tutti i professionisti". L'incontro con il presidente Gaetano Stella a margine del lancio della petizione di Confprofessioni e di altre sigle del lavoro autonomo per chiedere l'immediata attuazione della norma sull'EQUO COMPENSO. - IN CODA: Il Consiglio regionale del Lazio ha approvato all'unanimità la proposta di legge n. 69 "Disposizioni in materia di EQUO COMPENSO e di tutela delle prestazioni professionali". Questa normativa riguarda 175mila professionisti laziali

Roma, 3 aprile 2019. - "Esamineremo quanto prima la norma dell'EQUO COMPENSO, partendo dall'aggiornamento dei parametri giudiziali fino a un COMPENSO dignitoso per tutti i professionisti". È quanto ha riferito il vicepremier e Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio al presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, durante un colloquio che si è svolto oggi pomeriggio a Palazzo Chigi, a margine del lancio della petizione di Confprofessioni e di altre sigle del lavoro autonomo, per chiedere l'immediata attuazione della norma sull'EQUO COMPENSO. L'incontro definito "cordiale" ha permesso di chiarire alcuni aspetti che riguardano il mondo dei professionisti, facendo emergere la comune intenzione di affrontare il problema che da sempre i professionisti denunciano: le pubbliche amministrazioni devono smetterla di chiedere incarichi gratuiti. Sul decreto crescita, pronto per l'approvazione del Governo, il presidente Stella ha ribadito la necessità di estendere gli incentivi anche ai professionisti, in particolare le misure dell'industria 4.0 attualmente precluse, accogliendo le rassicurazioni del vicepremier Di Maio che ha specificato che "in sede di conversione ci saranno spazi di manovra". Altro tema caldo è il salario minimo su cui Stella ha evidenziato le preoccupazioni di un intervento troppo rigido su una materia delicata e affidata alla contrattazione collettiva. Di Maio ha assicurato la "massima attenzione al problema, anche per evitare la proliferazione di contratti siglati da soggetti non rappresentativi e, quindi, sfavorevoli ai lavoratori. Ribadendo però l'importanza di garantire a tutte le categorie dei lavoratori uno stipendio dignitoso e non ai limiti della schiavitù". Infine sulla flat tax il presidente di Confprofessioni ha illustrato alcune criticità che frenano la crescita dimensionale degli studi professionali e ha incassato l'impegno del vicepremier per un approfondimento della questione in ottica migliorativa. (9Colonne)



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ROMA. Il Consiglio regionale del Lazio ha approvato all'unanimità, con 36 voti favorevoli, la proposta di legge n. 69 "Disposizioni in materia di EQUO COMPENSO e di tutela delle prestazioni professionali". La norma riguarda 175mila professionisti.


Roma, 3 aprile 2019 - Il Consiglio regionale del Lazio ha approvato oggi all'unanimità, con 36 voti favorevoli, la proposta di legge n. 69 "Disposizioni in materia di EQUO COMPENSO e di tutela delle prestazioni professionali". Si tratta di un provvedimento che ha come finalità la promozione e la valorizzazione delle attività professionali, attraverso il riconoscimento del diritto all'EQUO COMPENSO per i professionisti. Tra questi, sono compresi anche coloro che non fanno parte di ordini o albi professionali. Secondo i proponenti, mettendo ordine nella disciplina dell'EQUO COMPENSO, le nuove norme contribuiranno anche a contrastare l'evasione fiscale. La legge contiene anche norme di particolare rilevanza soprattutto con riferimento a incarichi o appalti affidati dalle pubbliche amministrazioni. Le prestazioni dei professionisti, infatti, verranno tutelate sulla base di istanze autorizzative presentate per conto di privati cittadini o di imprese alla pubblica amministrazione o rese su incarico affidato dalla stessa. Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della legge, la Giunta regionale adotterà atti di indirizzo nei confronti delle strutture competenti regionali, degli enti strumentali e delle società controllate, prevedendo in particolare che: 1. Negli atti relativi alle procedure di affidamento i compensi professionali siano determinati sulla base dei parametri stabiliti dai decreti ministeriali adottati per le specifiche professionalità e che gli stessi siano utilizzati quale criterio di riferimento per determinare l'importo a base di gara; 2. Nel caso in cui i compensi professionali non siano individuabili da specifici parametri ovvero se le professioni non siano organizzate in albi o ordini, tali importi devono essere proporzionati alla quantità, alla qualità e al contenuto delle caratteristiche delle prestazioni, tenendo conto, ove possibile, di omologhe attività svolte da altre categorie professionali; Divieto assoluto di inserimento di clausole vessatorie nella predisposizione dei contratti di incarico professionale. Infine, entro un anno dall'entrata in vigore della legge e successivamente con cadenza annuale, la Giunta regionale riferirà alle commissioni consiliari competenti in materia di lavoro e di sviluppo economico sullo stato di attuazione e sugli effetti delle disposizioni approvate oggi. (9Colonne)





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