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DURIGON: 'PREOCCUPATI PER INPGI, PRIMA SI INTERVIENE MEGLIO E''. - Genova, 26 febbraio 2019 - - "Siamo preoccupati per la situazione dell'Inpgi, vedremo se intervenire con lo strumento più idoneo nel 'Decretone' alla Camera o successivamente. Ma io dico che prima si fa meglio è". Così il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, è intervenuto a 'Verso il Festival del Lavoro' in corso a Genova, sulla situazione finanziaria dell'Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti che, ha sottolineato il sottosegretario, "è aggravata dall'uscita di tanti iscritti dalle aziende, e quindi dal calare dei contributi". (Adnkronos)
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FOCUS Editoria, tensione governo-Inpgi. Crimi: "Nessun intervento prima degli Stati generali dell'informazione". Ai giallo-verdi non è stata data ancora la possibilità di inserire nel Cda della Fondazione uomini di propria fiducia, che possano fare il quadro completo della situazione dell'istituto, riferiscono fonti qualificate della maggioranza. Spiegando che questo è un elemento di forte irritazione dell'attuale governo, che si è visto recapitare delle proposte - presentate come risolutive dei gravi problemi economici - prima ancora di poter capire, dall'interno, come 'stanno davvero le cose'.

di Dario Borriello/lapresse

 


Milano, 23 febbraio 2019 -  Sale forte la tensione tra governo e Inpgi. Al punto che sembra ormai essersi creato un solco con l'istituto di previdenza dei giornalisti, già alle prese con importanti difficoltà a far quadrare i bilanci, mentre l'esecutivo continua a prendere tempo in attesa che le proprie richieste di "cambiamento" vengano attuate. Il clima è difficile, come confermano le parole del sottosegretario con delega all'Editoria, Vito Crimi, durante una tavola rotonda con il presidente dell'Ordine dei giornalisti, Carlo Verna, e altri esponenti della categoria, a Torino, per l'ultima edizione del Festival di giornalismo alimentare. Sollecitato sul tema pensionistico, in particolare sulla proposta dell'istituto di allargare la base di contribuenti anche ad altre figure di operatori della comunicazione, l'esponente M5S ha stoppato ogni discorso: "Siamo pronti e prendere in mano il dossier Inpgi, anche per un eventuale allargamento ai comunicatori", ma di tutto si discuterà agli Stati generali dell'informazione, che si apriranno a marzo e dureranno qualche mese, proprio per passare al vaglio tutte le problematiche della professione giornalistica.Il punto di caduta del braccio di ferro è l'impossibilità per Crimi, dunque per il governo, di nominare i propri rappresentanti nel Consiglio di amministrazione dell'Inpgi. Per legge, infatti, due dei 16 membri del board devono essere indicati dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali e dalla Presidenza del Consiglio dei ministri. Al momento, però, in quei ruoli ci sono, rispettivamente, Mauro Marè e Antonio Funiciello, scelti nella scorsa legislatura. Ai giallo-verdi, dunque, non è stata data ancora la possibilità di inserire uomini di propria fiducia, che possano fare il quadro completo della situazione dell'istituto, riferiscono fonti qualificate della maggioranza. Spiegando che questo è un elemento di forte irritazione dell'attuale governo, che si è visto recapitare delle proposte - presentate come risolutive dei gravi problemi economici - prima ancora di poter capire, dall'interno, come 'stanno davvero le cose'.Al momento, quindi, il dialogo tra istituzioni e Inpgi, è pressoché nullo. O, quantomeno, prossimo allo zero. Il tempo, intanto, scorre e i problemi restano ancora senza una soluzione. Crimi si dice pronto a sedere al tavolo delle trattative per vagliare tutte le proposte che saranno messe in campo, ma prima attende un gesto 'distensivo' da parte dei vertici dell'istituto di previdenza e dai membri del suo Cda. Le parti, dunque, sono decisamente lontane e la preoccupazione del settore cresce sempre di più. (LAPRESSE)


 


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Governo e Parlamento: il salvataggio dell'Inpgi è una priorità. I giornalisti pensionati e attivi  devono guardare al futuro con serenità.


 


 


 


 


 


 


18.2.2019 - Occupazione e Inpgi sono i due grandi problemi del nostro mondo, che devono essere affrontati con urgenza dal Governo e dal Parlamento. Il giornalismo è il cuore della democrazia. Una categoria ha costituzionalmente diritto alla pensione: i giornalisti, dopo anni di lavoro  e di contributi versati all'ente di riferimento, non possono ridursi a vivere con l'assegno sociale. L'Inpgi, senza costi per l'erario, può essere trasformato nel polo previdenziale del giornalismo e  della comunicazione a meno che il Governo e il Parlamento non decidano di farlo assorbire dall'Inps come è avvenuto nel recente passato per Inpdai, Inpdap ed Enpals.


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


13.2.2019 - CONGRESSO FNSI DI LEVICO TERME (TN). Raffaele Lorusso: "Meno giornalisti occupati e più pensionati". Le difficoltà odierne dell'Inpgi spiegate con i numeri: "Negli ultimi dieci anni i giornalisti occupati sono passati da 18.866 a 15.016, mentre i pensionati sono aumentati da 4.256 a 7.240". - TESTO IN https://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=25930


 


 


 


 


 


 


 


2.3.2018 - Allarme Inpgi. I contributi versati non coprono le spese per le pensioni. A ricordarlo è il Quinto Rapporto sul Bilancio del Sistema Previdenziale italiano per l'anno 2016 a cura del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali. Lo studio ripreso anche dal notiziario online a cura dell'Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani (Inpgi).  - TESTO IN https://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=24554


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


13.2.2019 - CONGRESSO FNSI DI LEVICO TERME (TN) - Marina Macelloni (Inpgi): persi il 15% di posti in 5 anni. "Necessaria un'inversione di tendenza. Bisogna allargare lo sguardo. Includere e offrire tutele previdenziali anche a chi oggi è fuori dalla nostra Fondazione. Sono tanti. Non è solo per salvare l'Inpgi, ma è per ribaltare il destino dei dinosauri e immaginare un mondo che non ne preveda solo l'estinzione". IN CODA gli interventi e quello che ha detto nella sua relazione Raffaele Lorusso sul punto dell'allargamento della base contributiva Inpgi. - TESTO IN https://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=25935


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


7.2.2019 - Professioni regolamentate. Principi vincolanti fissati nell'articolo 9 del dl  1/2012 (convertito con la legge 27/2012). "Il compenso del professionista è determinato con riferimento a parametri stabiliti con decreto del Ministro vigilante". "Sono anche stabiliti i parametri per oneri e contribuzioni alle casse professionali e agli archivi precedentemente basati sulle tariffe. Il decreto deve salvaguardare l'equilibrio finanziario, anche di lungo periodo, delle casse previdenziali professionali". Tirocinanti laureati. Il Ministero vigilante della Giustizia dorme da SETTE anni. - TESTO IN https://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=25899


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


3.2.2019 - GIORNALISTI: IL RILANCIO DELL'OCCUPAZIONE PASSA ATTTRAVERSO IL RILANCIO DELLA DIFFUSIONE DI QUOTIDIANI E PERIODICI NONCHE' DELLE ENTRATE PUBBLICITARIE. - FRANCO ABRUZZO (portavoce del MIL): "Presto si svolgerà il Congresso della Fnsi, una occasione per discutere e indicare soluzioni. Negli ultimi mesi si sono lette proposte incredibili da tutte le parti anche (!) con richieste economiche che ignorano la crisi profonda del settore: calo vertiginoso dei ricavi pubblicitari (-68% negli ultimi 12 anni), edicole che chiudono ed entrate dalle vendite in forte contrazione (-52% dal 2007 ad oggi). Eppure la soluzione c'è ed è stata brevettata in Giappone. I giapponesi leggono i giornali di carta, perché gli editori hanno organizzato, con l'utilizzo degli studenti (edicolanti volanti), un sistema di distribuzione efficiente che sostituisce le edicole. I quotidiani vengono portati a casa dei lettori ogni giorno all'alba. Non possiamo fare lo stesso in Italia? Propongo la lettura di un articolo del quotidiano IL FOGLIO che spiega il sistema giapponese. Se i giornali si vendono e danno profitti, è possibile al sindacato presentare piattaforme rivendicative anche occupazionali con probabilità crescenti di successo". 72 milioni di copie vendute ogni giorno, contro i 58 milioni degli Stati Uniti e i 26 della Germania, il mercato giapponese dei quotidiani è il più grande del mondo. - TESTO IN https://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=25587


 


 


 


 


 


 


 


17.1.2017 - L'INPGI E LE ALTRE CASSE. "L'INPGI TORNI ENTE PUBBLICO". - Sentenza 214/1972 della Corte costituzionale (presidente Costantino Mortati): "Insussistente l'analogia fra la Cassa di previdenza dei giornalisti e quelle degli avvocati, dei dottori commercialisti, dei ragionieri e dei geometri. In sostanza, la cassa dei giornalisti costituisce un settore autonomo del complesso sistema previdenziale predisposto a tutela dei lavoratori dipendenti e i cui compiti sono assolti principalmente dall'INPS". Governo e Parlamento hanno tradito quel giudicato costituzionale (art. 136 Cost.) quando, con il dlgs 509/1994, hanno deliberato la collocazione dell'Inpgi tra le casse privatizzate dei liberi professionisti. Conclusione: l'Istituto di previdenza dei giornalisti deve tornare pubblico come è stato dal 1951 al 1994, quando le pensioni dei giornalisti erano garantite dallo Stato. L'Inpgi era, è e rimane ente sostitutivo dell'Inps, peculiarità che non appartiene alle altre casse privatizzate dei liberi professionisti. FRANCO ABRUZZO/portavoce del MIL e già presidente di UNPIT: "L'Inpgi/1 oggi è sull'orlo del commissariamento. Con riferimento alla sentenza 214/1972 della Consulta, Governo e Parlamento devono al più presto rispolverare lo 'schema Inpdai' del 1995/1996: da ente privatizzato come l'Inpgi/1 con il dlgs 509/1994, l'Inpdai (che navigava in brutte acque) tornò prima ente pubblico per poi essere assorbito dall'Inps. Questa storia dovrebbe ripetersi con l'Inpgi/1 che oggi accusa una gestione fallimentare sotto la regia di Fnsi e Fieg. Solo così le pensioni dei giornalisti sarebbero al sicuro". - TESTO IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=22488


 


 


 


25.6.2018 - INPGI. La relazione del presidente Marina Macelloni al bilancio 2017 inizia così: "Il bilancio consuntivo 2017 dell'Inpgi è un bilancio molto  semplice. E' quello di un'azienda sana, gestita correttamente che vede i propri ricavi scendere ormai da un decennio senza poter incidere in alcun modo su questa dinamica". Franco Abruzzo da tempo indica - scontrandosi con i vertici Inpgi ed Fnsi - la soluzione dell'assorbimento dell'Inpgi nell'Inps come è già avvenuto per Inpdai, Inpdap ed Enpals. Secondo Marina  Macelloni  per l'Inpgi  la soluzione "non è l'Inps, che non ci vuole, perché ci vede come un debito prospettico. La prospettiva più concreta è l'accorpamento con un'altra cassa". Nessuno, però, vede avvocati, medici, notai o commercialisti pagare la pensione ai giornalisti. Pubblichamo la relazione. - TESTO IN  https://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=25137


 


 


 


18.6.2018. E' ALLARME.   Relazione della Corte dei Conti (Sezione Controllo Enti) sul bilancio dell'INPGI/1 al 31 dicembre 2016. Le considerazioni conclusive (pagg. 70-73): "Il quadro che emerge dai risultati del 2016 è reso, dunque, ancor più preoccupante dall'andamento prospettico della gestione". Sollecitati "severi interventi per rimediare ad una situazione che, altrimenti, rischia di compromettersi seriamente". In coda il testo della determinazione trasmessa al Parlamento. - TESTO IN https://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=25111


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 





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