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Stampa

Il caso De Gregorio. “Una legge per difendere i giornalisti”. Verini, primo firmatario della riforma sulla diffamazione: “Il Parlamento tuteli la libertà di stampa”. Nella passata legislatura il testo approvato alla Camera si era poi arenato al Senato. “I cronisti bersaglio dei poteri forti".

di larepubblica


Roma, 11.2.2019 -  Eppure una proposta di legge c’è, in difesa del giornalismo d’inchiesta e che scioglierebbe il ”caso Unità” di cui ha parlato ieri Concita De Gregorio sulle pagine di Repubblica. Non una legge per pochi, ma per la libertà di tutti e per mettere in salvaguardia un principio fondamentale: non si minacciano i giornalisti né con la pistola puntata e neppure con l’avvertimento economico che suona: «Ti tolgo tutto così vediamo se hai ancora la voglia di parlare». La legge semplicemente riforma la diffamazione a mezzo stampa. Nella passata legislatura, per l’ esattezza nel 2015, fu approvata dalla Camera, d’accordo anche i forzisti e la Lega astenuta. Ma poi si è arenata al Senato, come d’ altra parte in quello scorcio di legislatura accadde per lo Ius soli o per la legge contro l’omofobia (appena riproposta da Ivan Scalfarotto). « L’ ho ripresentata nel marzo scorso, appena è stato possibile spiega Walter Verini, dem, primo firmatario della proposta di riforma sulla diffamazione sin dalla passata legislatura -. Non è cucita addosso al ”caso Unità”, ma a partire anche da quello, però, ricorda a tutti che così muore un pezzo di libertà» . «E allora, stiamo attenti », aggiunge Verini. Se un editore infatti è desaparecido – nel senso che non edita più, non c’ è più – la scure della richiesta di risarcimento si abbatte solo su cronista e direttore che pagano per tutti. Quindi un cronista che denuncia la tratta di esseri umani, le mafie, la corruzione politica ed è un free lance, pagato a pezzo – ricorda De Gregorio – è facile e isolato bersaglio dei poteri che denuncia. Nella ” legge Verini”, sin dall’ inizio appoggiata dalla Fnsi, si toglie il carcere per i giornalisti e si disincentivano le cosiddette querele temerarie che sono l’arma alla tempia di giornalisti e siti, soprattutto nella zone più a rischio del paese. Il Pd ha chiesto che il dossier sulla diffamazione sia riaperto e al presidente della Camera Roberto Fico e alla presidente della commissione Giustizia, Giulia Sarti ha posto l’ urgenza della calendarizzazione. « Riparliamone e al più presto» , è il leitmotiv di Verini e degli altri parlamentari che la sostengono. E il 20 marzo prossimo la manifestazione a 25 anni dall’assassinio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin sarà un’ occasione per parlare anche di questo. – g.c.






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