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Eppure l’Olocausto dovrebbe costringerci a una memoria ossessiva.

di Matteo Collura/Il Messaggero (3.2.2019)


Domenica   scorsa,   27   gennaio,   sono   state   commemorate   le   vittime dell'Olocausto. Ne parlo qui, volutamente in ritardo, per far riflettere sulla reazione di fastidio (dispiace usare questo termine, ma è così) che ho notato in alcune persone dotate di apparente buon senso, discreta o alta cultura, buona educazione. Fastidio per i tanti dibattiti e film trasmessi quel giorno in tv, per i racconti dei superstiti alla radio e sui giornali. Fastidio espresso il più delle volte con un mugugno, un'alzata di spalle; altre con un esplicito "Ma  basta!...  Dopo così  tanto  tempo!" .  Reazione,  questa,  che non  può essere accettata proprio perché l'Olocausto dovrebbe costringerci a una memoria ossessiva. Dopo l'Olocausto - che siano trascorsi 70, 140 o 280 anni - nessuno potrà dire: "È passato troppo tempo". Nessuno, dopo che il mondo ha saputo di Auschwitz, può voltare lo sguardo dall'altra parte, perché quei martiri sono davanti a noi, attorno a noi, ammassati sulle nostre coscienze. È stato così irreparabilmente mostruoso quel che è avvenuto nei campi di sterminio nazisti, che non dovrebbe mai più esserci pace nel cuore degli uomini e delle donne. Domenica scorsa, dopo avere assistito a un paio di docufilm, ho avuto la stessa reazione che ebbi anni fa, quando lessi "Se questo è un uomo" di Primo Levi. Pensai allora, e mi sembra opportuno scriverlo adesso, che dall'Olocausto in poi ognuno dovrebbe fare molta attenzione a pronunciare parole come "dolore", "umiliazione", "pena", "vergogna", "degradazione", "fame", "paura", "disperazione". Ciò che hanno subìto gli ebrei nei campi di sterminio non trova le giuste parole per essere definito. "Meditate che questo è stato", continua a dirci Primo Levi. E il "questo" non riguarda soltanto coloro che  persero la vita nei lager,  ma  anche i superstiti, i condannati a sopravvivere all'Olocausto. Basta a dimostrarlo il libro   di   Isaac   B.   Singer,   "Nemici   -   Una   storia   d'amore",   di   recente pubblicato da Adelphi.



                                                                                 



 



 


 


 


 


 


 


 


 


 


 





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